Il dicembre di Toponomastica femminile

È finalmente arrivato il vento di dicembre, quello che, rapace, soffia via le foglie secche dall’albero, così come ci dice il poeta inglese Samuel Taylor Coleridge.
Per Toponomastica femminile, la brezza di questo ultimo mese dell’anno ha fatto fiorire eventi e occasioni che, gemma dopo gemma, sono andati a riempire l’albero della parità.

Il nostro dicembre si apre dunque il giorno 1, quando Tf, insieme a Memosis Cooperativa sociale e altre associazioni lodigiane, ha partecipato al Festival dei diritti Il mondo in una stanza, per riflettere sulle tematiche dell’inclusione, dell’intercultura e delle pari opportunità.

Domenica 5, a Finale Ligure, si è chiusa la mostra sulle Madri Costituenti che era ospitata a partire dal 31 ottobre all’interno dei Chiostri di Santa Caterina.

Il 6 dicembre, in collaborazione con le associazioni SconfiniAmo e Oltre il pregiudizio, Tf ha partecipato al webinar Toponomastica oltre confini e pregiudizi. Dove sono i nomi delle donne? con interventi di Barbara Belotti e Sara Marsico.

Il giorno 9 dicembre si è tenuto il consueto appuntamento casertano, nel quale si è parlato di donne e risorgimento attraverso le figure di Giulia ed Enrichetta Caracciolo.

Il 10, la toponomasta Sara Marsico ha presentato la mostra Migrazioni femminili, realizzata all’interno del progetto europeo FAMI, in occasione del Festival dei Diritti organizzato dalla regione Lombardia. Sono intervenute anche la direttora di Vitamine vaganti, Giusi Sammartino, Sara Balzerano e Martina Zinni. Nella stessa giornata, si è tenuto il corso di formazione per docenti su piattaforma meet Vite di donne. Un diverso modo di abitare il mondo, con un incontro con Nadia Verdile, Iolanda D’Angelo, Barbara Bellani. Sempre venerdì 10, la presidente Maria Pia Ercolini è intervenuta alla premiazione del concorso Sulle vie della parità delle scuole di Ariano Irpino, presso la Sala Conferenze della cittadina avellinese.

Il giorno 14 c’è stato l’ultimo appuntamento, purtroppo non solo dell’anno, con il salotto de Les Salonnières virtuelles, nel quale si è parlato — ovviamente in declinazione femminile —  di gastronomia ed enologia.

Il 18 dicembre, a Brescia, si è tenuta una serata al nuovo Spazio Mics di via Milano, in collaborazione con il Porto delle Culture, con una relazione di Claudia Speziali sull’importanza del dedicare nomi di strade e piazze alle donne, e una conferenza sulla straordinaria figura di Diamante Medaglia Faini, poeta e scienziata che, nel 1763, pronuncia il suo Discorso intorno agli studi convenienti alle donne, in cui ha rivendicato il diritto, anche per le donne, di accedere agli studi scientifici. Ancora sabato 18 dicembre, presso l’Ipsct Einaudi di Lodi, c’è stata l’inaugurazione della biblioteca dell’Istituto dedicata a Maria Montessori, esito della partecipazione pluriennale della scuola al concorso Sulle vie della parità. Per Toponomastica femminile è stata la docente Elvira Risino a presentare le attività che hanno portato all’intitolazione, nell’ambito del concorso.

Il giorno 21 dicembre a Parma la vicepresidente Tf Danila Baldo ha partecipato alla presentazione del libro La città delle donne a vignette, un volume nel quale sono rappresentate più di centoventi donne i cui nomi risplendono nelle vie e nelle piazze della città e della provincia.
Il dicembre di Toponomastica femminile si chiude così.

Per l’anno che sta arrivando auguro a tutte e tutti noi la bellezza della sorpresa, della curiosità e dell’entusiasmo. Ci auguro commozione ed empatia; la dignità del saper stringere i denti e il dono di poterci mettere nelle scarpe di chi ci sta intorno. Auguro poesia, arte e parole che possano accarezzarci, un rifugio di aria fresca dall’afrore che sta rendendo asfittici animi e cervelli. Ci auguro la forza dell’indignazione e il coraggio della rivoluzione. Che possiamo tacere quell’ultima parola e calmare pensieri incompresi. Ci auguro amore, famiglia e amicizia – comunque le immaginiamo – che ci accolgano nonostante o proprio per ciò che siamo. Auguro caffè, pizza e dolci; tacchi alti, piedi nudi, scarpe lucide o da ginnastica, non importa, basta che rispecchino la nostra libertà. Auguro a tutte e tutti noi un anno pieno di ricordi da costruire e di sorrisi da difendere. Buon anno e buon cammino.

***

Articolo di Sara Balzerano

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Laureata in Scienze Umanistiche e laureata in Filologia Moderna, ha collaborato con articoli, racconti e recensioni a diverse pagine web. Ama i romanzi d’amore e i grandi cantautori italiani, la poesia, i gatti e la pizza. Il suo obiettivo principale è quello di continuare a chiedere Shomèr ma mi llailah (“sentinella, quanto [resta] della notte”)? Perché domandare e avere dubbi significa non fermarsi mai. Studia per sfida, legge per sopravvivenza, scrive per essere felice.

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