Madre Natura. La Dea, i conflitti e le epidemie nel mondo greco

In un dibattito sui temi della pandemia (in senso simbolico-culturale) e sull’ecofemminismo, curato da Paola Tagliolini su Rai Radio 3 per la trasmissione “Uomini e profeti”, sabato 11 dicembre Vittoria Longoni ha dialogato in diretta con Felice Cimatti, filosofo e conduttore, e con altre interlocutrici, presentando il suo ultimo libro Madre Natura. La Dea, i conflitti e le epidemie nel mondo greco. La trasmissione può essere risentita qui.

Vittoria Longoni, dopo diversi anni di insegnamento nelle scuole milanesi sulle materie inerenti la sua doppia laurea, prima in Filosofia e poi in Lettere classiche, è ora docente della Libera Università delle Donne nel campo della letteratura a firma femminile, collabora con la Casa delle Donne di Milano, la Casa delle Artiste, Toponomastica femminile e tiene corsi di cultura classica per adulti presso Humaniter e Accademia Senza Frontiere. Scrittrice femminista, ha pubblicato diversi libri, scolastici e non, fra cui nel 2019 il saggio C’era in Atene una bella donna. Etere, concubine e donne libere nella Grecia antica, anch’esso, come questo ultimo, pubblicato da enciclopediadelledonne.it., casa editrice che affianca il blog omonimo. Le rivolgiamo alcune domande, per conoscere meglio lei e le sue opere.

C’é un legame fra i primi studi filosofici e la passione per il mondo greco, che ti ha portata alla tua seconda laurea?
Il legame sta nella lingua greca antica, che ho sempre amato, anche se con intermittenze; il suo studio mi ha aiutato a comprendere la prima filosofia ionica e “presocratica” e i grandi autori del pensiero greco; e poi ad avviare la riflessione critica sui poemi omerici e sulla tragedia attica, che mi ha portato alla seconda laurea. Alla base di entrambi gli studi, filosofici e letterari, c’è stata comunque la riflessione critica sulla civiltà “occidentale” e patriarcale, connessa anche con l’attivismo nei movimenti di lotta e di contestazione degli anni Settanta e successivi: impegno che ho sviluppato prima in senso antiautoritario e anticapitalista, poi in direzione pacifista, ecologista e soprattutto femminista.

Nell’insegnamento scolastico, quali tematiche hai affrontato in modo più efficace per la crescita di cittadine e cittadini consapevoli e attivi?
Il tema della pace e la denuncia della violenza e della sopraffazione, contro i “diversi”, contro i più deboli e gli esclusi e contro le donne, e l’esame approfondito e vitale della nostra Costituzione. Accanto a questi temi, la valorizzazione del pensiero e della produzione delle autrici, da Saffo a Virginia Woolf, da Elsa Morante a Simone Weil, da Maria Zambrano alle grandi pensatrici femministe, italiane e internazionali; e lo studio critico del mondo classico greco-romano e della sua eredità nella cultura europea. È ancora molto vero che l’immaginario greco-romano impregna le nostre radici culturali e simboliche; conoscerlo significa fare i conti con noi stesse/i e coi valori che abbiamo introiettato.

La rilettura, che compi in modo approfondito del mondo classico, come può essere utile agli studi di genere?
L’immaginario antico greco e romano ci offre sul piano simbolico uno specchio chiaro dell’affermazione del dominio patriarcale, ma se esaminiamo con attenzione i testi si apre a volte anche la possibilità di uno sguardo critico sui valori della cultura androcentrica. I testi classici più profondi e più belli rivelano, accanto al rispecchiamento dei valori dominanti, spunti di riflessione che risultano molti interessanti per chi li rilegge in un’ottica di genere. Inoltre questa rilettura dà molti elementi, diretti e indiretti, per analizzare la condizione delle donne antiche nelle varie epoche e per comprendere le diverse forme storiche della sessualità, nella direzione degli studi di genere e dei generi.

L’osservazione acuta e alternativa, che fai di tratti della classicità minoritari negli studi accademici, risulta importante anche per comprendere meglio temi fondamentali del dibattito attuale, soprattutto in ambito di rapporto con l’ambiente?

Nel mio ultimo saggio mi sono interessata alle consistenti tracce che restano nella cultura greca e romana riguardo al simbolismo della Dea intesa come realtà originaria e fondativa, da cui tutto promana e in cui tutto si riconnette: ne ho visto la permanenza in alcuni degli inni detti “omerici” e in alcune forme di culto, come i Misteri di Eleusi; ho visto rinascere la figura della Dea anche in testi poetici complessi di età greco-romana. La rilettura che propongo riguardo all’Iliade è uno sviluppo aggiornato delle intuizioni fondamentali di Simone Weil. Pensare Madre Natura come origine e fondamento del cosmo è un orizzonte simbolico che si accorda con alcuni sviluppi attuali delle filosofie e delle scienze che oggi accompagnano e sostengono l’impegno eco-femminista e la tensione ineludibile verso l’equilibrio ambientale. Siamo tutte e tutti immersi in un’immensa avventura cosmica in cui tutto è interconnesso. Riconoscere questa nostra interdipendenza è la base per un rapporto armonioso con gli altri viventi, col pianeta e col cosmo intero e aiuta a collocare la nostra avventura individuale dentro un complesso più ampio in cui nulla si perde del tutto e anche i gesti più semplici possono trovare significato e valore.

Quali saranno le tematiche che hai intenzione di affrontare nei tuoi prossimi lavori? Sono già in programma?
Per ora sono impegnata ad approfondire i molti temi del mio ultimo libro. Approfitto delle presentazioni e dei dibattiti per svilupparli, a contatto con persone e sensibilità diverse. Sono temi amplissimi, aperti a molti sviluppi. Non so ancora se da questi approfondimenti e da queste discussioni mi verrà la spinta per altre pubblicazioni, di tipo saggistico oppure creativo, narrativo o magari poetico. Tengo aperto il cantiere personale di riflessioni, di intuizioni e di immagini, e continuo a leggere molto, in più direzioni; sono soddisfatta delle reazioni che il mio libro finora ha suscitato, in chi mi legge e anche dentro di me. Un percorso che, dati i temi, è impossibile dichiarare concluso.

***

Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

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