Quell’angolo di mondo più d’ogni altro m’allieta, là dove i mieli a gara con quelli del monte Imetto fanno e le olive quelle della virente Venafro eguagliano; dove Giove primavere regala, lunghe, e tiepidi inverni, e dove Aulone, caro pure a Bacco che tutto feconda, il liquor d’uva dei vitigni di Falerno non invidia affatto. (Quinto Orazio Flacco – A Settimio – Odi, II, 6, 10)
Scorcio sul Mar Piccolo dal Santuario dei marinai dispersi in mare.
Porticciolo sul Mar Piccolo.
Sirena sugli scogli del lungomare di Taranto. Lo scultore Francesco Trani ha raffigurato, in cemento marino, Skuma (Schiuma), la regina delle sirene: protagonista di un’antica storia d’amore.
Vista panoramica sul porto pescherecci della Città Vecchia di Taranto. Sullo sfondo, in lontananza, si scorge lo stabilimento Ilva: una fusione tra la città e l’acciaieria.
Colonne doriche di Taranto in Piazza Castello. Si tratta dell’unica testimonianza del tempio dorico di Poseidone, il più antico luogo di culto della Magna Grecia, scoperto solo negli anni ’70. Sebbene Luigi Viola dedusse che il tempio fosse dedicato a Poseidone (considerato il patrono della città), è molto probabile che il monumento fosse in realtà dedicato a una divinità femminile, come Persefone.
Altro scorcio sul Mar Piccolo. Il Mar Piccolo è un bacino che presenta delle caratteristiche lagunari. Taranto è l’unica città a vantare un affaccio su due mari.
I camini dell’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa. Realizzata negli anni ’60, da decenni è fonte di reddito per molte famiglie tarantine, ma causa di inquinamento e malattie connesse.
Murales nella Città Vecchia.
Torre dell’Orologio in Piazza Fontana, realizzata probabilmente nella metà del Settecento su una precedente struttura di origine medievale.
Porto pescherecci nella Città Vecchia.
Monumento al Marinaio. Il monumento in bronzo, alto all’incirca sette metri, fu realizzato da Vittorio Di Cobertaldo nel 1974 e raffigura due marinai, con il tipico cappello nell’atto di salutare le navi in arrivo o in partenza nel Canale Navigabile. Questa statua fu voluta dall’ammiraglio Iachino, comandante della flotta di stanza a Taranto durante la Seconda guerra mondiale, per ricordare le perdite subite dalla Marina. La città fu infatti il luogo dove si consumò la “Notte di Taranto”, battaglia tra l’11 e il 12 novembre 1940, in cui ci furono molte perdite tra navi e uomini.
Castello Aragonese
In copertina: Santuario dei marinai dispersi in mare. Dedicato alla Madonna di Fatima, il santuario fu costruito nel 2009 da Ciro Quaranta su una scogliera del Mar Piccolo di Taranto, di proprietà della Marina Militare.
Sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi dal titolo Nomi di mestiere: Sessismo Linguistico tra Sincronia e Diacronia. Attualmente sto frequentando il corso di laurea magistrale di Editoria e Scrittura presso la medesima università. Amo viaggiare, tanto quanto amo leggere sotto l’ombrellone in spiaggia (ma anche un po’ dove capita).