«My entire life has been a continuous searching and this story is part of it. Tutta la mia vita è stata una continua ricerca e questa storia ne fa parte».
È così che inizia il racconto di come Lorenza Marzo ha stravolto la sua vita andando a vivere in Tanzania e facendo delle sue conoscenze e competenze un punto di forza per promuovere l’artigianato locale. Il suo più grande contributo è sicuramente quello di aiutare imprenditrici tanzaniane nella realizzazione della loro idea imprenditoriale, cercando di garantire loro un maggiore spazio all’interno del mercato globale.

Originaria della provincia di Bari, definendosi «a genuine Italian lady», lavora per diversi anni come internal auditor a Milano in una delle più grandi compagnie. Fornisce il servizio di consulenza verso quest’organizzazione per la verifica delle sue procedure, finalizzato principalmente alla valutazione e al miglioramento dell’efficienza dell’organizzazione stessa. Una carriera brillante, si potrebbe dire. Eppure, Lorenza, nonostante la giovane età, sente che manca qualcosa nella sua vita. Decide di lasciare quello che era stato il suo lavoro per sei anni. Continua a crescere professionalmente, ma questo non le basta: quel senso di incompletezza continua a tormentarla.
Inizia per lei un percorso interiore, inizialmente arduo, in cui cerca di capire qual è il suo posto nel mondo. Nel 2010 abbandona il suo lavoro, la sua casa, i luoghi a lei familiari, sceglie di partire per un’avventura: un anno sabbatico in Tanzania.
Così l’imprenditrice definisce la sua scelta sul sito «Where everything started». In un’intervista fatta da Michele Cinque, mandata in onda dal programma televisivo L’Italia con Voi e trasmesso sul canale Rai Italia, Lorenza spiega che al suo rientro in Italia, dopo questa entusiasmante esperienza, capisce che doveva tornare lì e mettere le sue competenze aziendali al servizio delle persone: «Ho deciso di fermarmi qua perché ho capito che la mia vita aveva un legame con questo Paese: non sono rimasta per amore, questa non è una storia romantica. Sono partita per quello che doveva essere un anno sabbatico e capire cosa voler fare da grande. Poi, per caso, nel 2014 ho incontrato WomenCraft. Loro cercavano qualcuno che le/li aiutasse a fare il salto: dal vendere principalmente in Tanzania all’esportazione. Lì è sbocciata la mia passione. Quando hai un’illuminazione di quello che vuoi fare!»
Quello che doveva essere solo un anno di piacere si è trasformato poi in una scelta di vita definitiva. Inizia in questo modo il suo percorso al fianco di WomenCraft, impresa sociale certificata Fair Trade nata nel 2007 a Ngara, nel nord-est tanzaniano, la cui missione è quella di aumentare le possibilità economiche nell’area post-bellica a confine tra Ruanda, Burundi e Tanzania. Oltre 600 artigiane e diversi gruppi di rifugiate/i da tutto il mondo collaborano con WomenCraft, attraverso il quale entrano in contatto con il mercato globale. In questo modo, le famiglie e le comunità hanno la possibilità di crescere sempre più forti.

Il ruolo di Lorenza, ormai direttrice e socia di maggioranza dell’iniziativa da diversi anni, è quello di affiancare piccole imprese, brand e gruppi del settore artigianale gestiti da donne ad accedere ai mercati internazionali. Sostiene WomenCraft proprio nel momento in cui il marchio cerca di fare il grande salto da piccola e locale impresa a grande impresa per il mercato europeo: supervisiona le artigiane durante la produzione e si assicura che i materiali siano di ottima qualità, per far sì che questi prodotti arrivino agli standard europei. I prodotti realizzati vengono esportati in tutto il pianeta, a partire dalle fortunate America, Europa, Giappone e Australia.
Stabilitasi a Dar Es Salaam, con il marito Francis e i tre figli, e sostenendo l’artigianato femminile tanzaniano, l’imprenditrice racconta di come ha costruito una sua impresa: «Un paio di anni fa è iniziata a nascere l’idea di avviare una mia attività. Precedentemente era nata come un blog in cui raccontavo storie di imprenditrici tanzaniane. Poi, ho deciso di trasformalo in un’attività d’impresa vera e propria: è nato così WanaWake-up. È l’unione della parola wanawake che in swahili, la lingua che si parla in Tanzania, significa appunto donne, e la parola inglese wake-up: è un invito spinto alle donne a raise up, a fare». Il fine principale della sua impresa è, di fatto, promuovere l’emancipazione femminile e la valorizzazione delle competenze delle donne locali.

Per VadoinAfrica.com spiega come i prodotti realizzati da queste donne che sono maggiormente oggetti di home decor, come cesti, o articoli provenienti dal settore tessile, siano quelli più apprezzati sul mercato.
È interessante notare l’entusiasmo con cui presenta l’artigianato tanzaniano, un artigianato fatto di tradizioni che si tramandano di generazione in generazione, e concretizzatosi attorno a materiali locali, che variano di zona in zona. Quando le si chiede perché ha scelto questo settore per fondare il suo business, risponde: «Innanzitutto, è una questione di pregiudizi e di narrativa che si ha nei confronti della Tanzania o dell’Africa in generale, raffigurato sempre come il Paese da aiutare. Ma è bello, anzi bellissimo, riuscire a comunicare al mondo che la gente della Tanzania, la gente dell’Africa ha delle competenze, ha delle skills». Le parole di Lorenza vengono dimostrate dalle percentuali di questo mercato, sempre in continua crescita e che sta diventando sempre più selettivo, con un’alta specializzazione, elevata qualità, creatività e sperimentazione. Insomma, un mercato che non può essere lasciato allo sbaraglio, ma che, anzi, ha bisogno di precise direttive e strategie per barcamenarsi in questo ambiente così complesso e in continua evoluzione. Il settore di cui lei si occupa è principalmente trainato dall’esportazione, ma anche la presenza del mercato interno è rilevante, che a sua volta è segmentato in mercato locale vero e proprio, i cui destinatari sono i tanzaniani stessi, il mercato destinato ai/alle migranti europee nella zona e il mercato turistico. Lorenza illustra, inoltre, l’importanza di conoscere il proprio segmento di mercato cui ci si rivolge perché diverse sono le modalità e approcci da utilizzare quando si vuole proporre la propria merce, di conseguenza bisogna conoscere la/il proprio cliente perché ognuno di essi ha una psicologia di acquisto diversa e in questo modo si può delineare al meglio le proprie strategie di vendita e di posizionamento all’interno del mercato.

Il punto centrale della sua idea di impresa è, però, ben delineata e precisa:
«In tutti questi progetti ho sempre voluto mettere al centro il ruolo delle donne in questo paese, affinché sia dato loro il dovuto riconoscimento. Hanno oggettivamente un ruolo essenziale in questo Paese, sia dal punto di vista sociale che da quello economico. Magari non viene riconosciuto, ma hanno davvero un ruolo fondamentale».
È così che infatti si definisce nella sua bio di Linkedin: «I am a huge supporter of women’s sisterhood and I strongly believe in the great potentiality of women for the Tanzanian (and not only!) economic growth (Sono una grande sostenitrice della sorellanza femminile e credo fortemente nelle grandi potenzialità delle donne per la crescita economica della Tanzania, e non solo!)».
Indubbiamente abbiamo bisogno di tante Lorenza Marzo in questo mondo.
Qui i link per aiutare e sostenere queste iniziative:
https://www.wanawakeup.com
https://www.womencraft.org
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Articolo di Michela Pepe

Laureata in Mediazione linguistica e comunicazione interculturale. Con un particolare interesse per la lettura e la letteratura inglese al femminile, è attualmente iscritta alla facoltà di Informazione, editoria e giornalismo dell’Università Roma Tre. Amante degli animali e grande appassionata del mondo della cosmesi.
