Compositrice, liutista e cantante italiana del periodo rinascimentale, Maddalena Casulana è nata probabilmente intorno al 1540 a Casole d’Elsa, in provincia di Siena. È stata la prima donna compositrice, nella storia della musica occidentale, a far stampare e pubblicare la sua musica.
Le vennero attribuiti due appellativi: Maddalena de Mezari detta “Casulana” o “Casulana Vicentina” che potrebbero derivare rispettivamente dal paese di nascita, individuato oggi come Casole D’Elsa, e dal luogo in cui svolse parte della sua attività, Vicenza.
Si conosce poco della sua biografia: la maggior parte delle informazioni sulla sua vita sono ipotizzabili dalle dediche contenute nelle opere o da riferimenti di altri compositori o scrittori del tardo Rinascimento. Sappiamo che nell’accademia di Casole si è compiuta la prima formazione musicale, e che successivamente, all’età di vent’anni, si trasferì a Firenze, diventando una musicista e cantante di spicco nei circoli intellettuali della città.
Nel 1568 pubblicò due raccolte di proprie composizioni per voce sola: il Primo libro de’ madrigali a quattro voci e Il primo libro de’ madrigali a cinque voci, che le valsero un ampio riconoscimento.

Nella dedica della sua opera la compositrice scrisse: «di mostrar anche al mondo (per quanto mi fosse concesso in questa profession della Musica) il vano error de gl’huomini, che de gli alti doni dell’intelletto tanto si credono patroni, che par loro, ch’alle Donne non possono medesimamente esser communi. Ma con tutto ciò non ho voluto mancar di mandarle in luce, sperando che dal chiaro nome di Vostra Eccellentia (a cui riverentemente le dedico) tanto di lumi debbano conseguire, che da quello possa accendersi qualche altro più elevato ingegno, a dimostrar con chiari effetti quello che non ho potuto dimostrar ’io se non con l’animo». Dedica queste righe a Isabella de’ Medici, la quale le commissionò l’opera e la incoraggiò a perseguire la sua attività. La dedica era una vera e propria rivendicazione dei diritti e della posizione delle donne nel campo musicale, un ambiente quasi esclusivamente maschile e soprattutto maschilista.
Le sue composizioni hanno portato elementi di innovazione e sperimentazione e la sua musica è stata descritta come intrepida e non convenzionale. Alcune canzoni erano basate sulle opere di Petrarca, mentre altre erano canzoni d’amore secolari. I madrigali rivelano uno stile personale e originale, derivato dal fatto che, probabilmente, non ebbe un insegnante specifico durante la formazione. Nelle sue composizioni si nota, inoltre, una mancanza di elementi tipici e di deroghe ai canoni armonici, come, per esempio, le imitazioni, la presenza di molti cromatismi e quinte e ottave parallele. Molte opere parlano di storie d’amore, come nel madrigale Morir non può il mio cuore, in cui due amanti sono divisi tra il desiderio di morire e lasciarsi o di rimanere uniti nell’amore:
«Morir non può il mio cuore:
ucciderlo vorrei, poi che vi piace.
Ma trar no si può fuore
del petto vostr’ove gran tempo giace.
Et uccidendol’io, come desio,
so che morreste voi,
morrend’ anch’io».
Le sue capacità di relazionarsi e le abilità musicali le permisero di avere rapporti con vari protagonisti di quella che sarà chiamata “commedia dell’arte” negli ambienti veneziani, veronesi, vicentini e padovani. Entrò in contatto e collaborò con compositori di alto prestigio come Philippe De Monte, Orlando Di Lasso, Stefano Rossetto, Antonio Molino e Giambattista Maganza il Vecchio. Il compositore Orlando Di Lasso nel 1568 diresse una sua opera durante il matrimonio di Guglielmo V, figlio del Duca di Baviera, che rimase impressionato dalla sua bravura. Intorno al 1568 Maddalena si trasferì a Venezia, per pochi mesi, ma non ci sono notizie di sue esecuzioni musicali. Il breve soggiorno, infatti, sembra si sia limitato a intraprendere rapporti lavorativi con l’editore veneziano Scotto e a una fugace attività didattica. A Venezia, infatti, pare abbia avuto come allievo l’anziano vicentino Antonio Molino, musico, attore e poeta nella «grechesca», lingua di sua invenzione con lo pseudonimo di Manoli Blessi.

Dopo la sua permanenza a Venezia Casulana si trasferì a Vicenza dove si fece subito apprezzare come compositrice, cantante, virtuosa di liuto e bellissima donna. Ormai ben nota negli ambienti di corte e in quelli accademici, nel 1570 pubblicò la sua seconda raccolta intitolata Il secondo libro de’ madrigali a quattro voci, con una dedica ad Antonio Londonio, un potente ufficiale governativo milanese dal quale, pare, riuscì ad assicurarsi dei favori con evidente abilità diplomatica.
Le testimonianze del periodo sembrano dare valore alla supposizione che Maddalena si fosse, nel frattempo, stabilita a Milano. Il musicista Nicolò Tagliaferro, infatti, descrive nel suo scritto Esercizi Filosofici le esibizioni di Maddalena e di altre due cantatrici.
Ci sono notizie su un evento che si tenne nel gennaio del 1583 a Vicenza, nell’Accademia Olimpica: un concerto con strumenti dove Casulana cantò, e sembra che quello sia stato l’ultimo momento della sua attività artistica, sulla quale non vi sono ulteriori documenti. Sicuramente frequentò molto intensamente l’Accademia Olimpica, se un suo ritratto era conservato in una collezione austriaca, di provenienza ferrarese, insieme a quelli di altre due musiciste vicentine, Isabetta e Lucietta Pellizzari, salariate dal 1582 al 1587 dalla stessa Accademia. L’iconografia rimane comunque dubbia, non ci sono certezze che ritragga Casulana. Le notizie su di lei si fermano al 1591. Non sono certi infatti il luogo e la data della sua morte, indicata da alcuni studiosi fra il 1586 e il 1590. Nonostante il successo, ha comunque dovuto affrontare critiche e discriminazioni in ambito lavorativo in quanto donna e non stupisce che abbia rifiutato di sposarsi, almeno nei primi anni di lavoro, perché credeva che il matrimonio avrebbe ostacolato la propria carriera. Tuttavia, l’editore veneziano Angelo Gardano, che nel 1582 le dedicò il Primo libro di madrigali a 3 voci di Filippo De Monte, la nominò per la prima volta come «Signora Madalena Casulana di Mezari»: si potrebbe ipotizzare allora che in quegli anni avesse sposato un uomo della famiglia Mezari, a Vicenza, ma su di lui e sul loro matrimonio non si hanno informazioni.
Di Maddalena Casulana è giunto ai giorni nostri un totale di sessantasei madrigali. La sua preziosa eredità, come compositrice pioniera, è rimasta in gran parte dimenticata sino al ventesimo secolo, fino a quando, cioè, le sue opere sono state riscoperte ed eseguite come parte degli sforzi del movimento femminista per rivendicare il contributo delle donne nella storia della musica. Oggi Maddalena Casulana è ricordata come una figura importante nella musica antica e nella lotta all’uguaglianza di genere e possiamo sicuramente affermare che ha aperto la strada alle future generazioni di compositrici.
Qui la traduzione in Francese, Inglese, Spagnolo.
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Articolo di Elisa Onorati

Laureata in Scienze geografiche, attualmente frequento la magistrale alla Sapienza di Roma in Gestione e valorizzazione del territorio e una specializzazione in Metodologie psicopedagogiche di gestione dell’insegnamento-apprendimento. Sono da sempre interessata alle tematiche di genere e mi occupo di sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e alla pratica dello sport, inclusivo e cooperativo.
