Qiu Miaojin 

Ampiamente apprezzata come romanziera, Qiu Miaojin, geniale autrice taiwanese, è passata rapidamente dal ruolo di studente giornalista a una delle figure LGBT+ più famose e celebrate dell’isola. 

Qiu Miaojin nacque il 29 maggio 1969 nella contea di Changhua, la più popolosa della parte occidentale di Taiwan. Lì frequentò la scuola e l’università, laureandosi in psicologia; cominciò quindi a lavorare come consulente, ma contemporaneamente iniziò a sviluppare il suo interesse per la scrittura, pubblicando racconti sui giornali locali. Decise di esplorare il tema delle condizioni delle lesbiche nella società tradizionale con il racconto Platonic Hair, fornendo un’istantanea dei sentimenti del suo Paese nei confronti dell’omosessualità.  
Gli anni ‘90, decennio in cui Qiu produsse il suo lavoro rivoluzionario, fu un periodo storico importante per Taiwan, che subì una drastica transizione sociopolitica e culturale, fino a diventare una democrazia moderna: il 1987 vide l’abolizione della legge marziale. Ciò consentì ai partiti politici di opposizione di formarsi legalmente per la prima volta e diede ai dissidenti una nuova possibilità di organizzarsi. Furono altresì diminuite le restrizioni alla libertà di riunione, di parola e di stampa. Inoltre, sorse il movimento Tongzhi 同志 (“Compagno”), il quale provocò un’epoca di turbolenza culturale per quanto riguarda il genere e la sessualità. 
Il 1994 rappresentò un cambiamento cruciale per la vita e la carriera della scrittrice, poiché si trasferì a Parigi per studiare psicologia clinica e femminismo. Qui imparò il francese, si dilettò nella cinematografia e scrisse il suo primo romanzo integrale, Notes of a Crocodile. Il libro, premiato nel 1995, uscì in un periodo molto difficile per la comunità queer taiwanese, a causa di un famigerato scandalo: un giornalista televisivo aveva filmato segretamente le clienti di un bar per donne lesbiche senza il loro consenso; questo causò il suicidio di diverse ragazze che non avevano fatto coming out e la cui sessualità era stata rilevata attraverso il filmato.  
Notes of a Crocodile è estremamente interessante perché intreccia la storia di una ragazza omosessuale la quale cerca di sopprimere le proprie inclinazioni con la storia di un coccodrillo che, per paura di farsi scoprire, gira per la città di Taipei travestito da persona. È probabile che l’animale nel romanzo sia simbolo del corpo queer isolato e ostracizzato, con Qiu che allegorizza le lesbiche come coccodrilli per enfatizzare l’atteggiamento disumanizzante della società nei confronti delle minoranze sessuali. Il testo indaga anche, attraverso la psicoanalisi, la compulsione a vessare le persone queer, un meccanismo di difesa che spesso ha origine da desideri e curiosità repressi. 
Inoltre, attraverso il personaggio centrale, il libro ha aperto la strada a una esplorazione dello spettro del genere e delle diverse inclinazioni sessuali, in un momento in cui queste tematiche erano ancora tabù a Taiwan. 
In questa cornice, l’autrice è considerata la prima scrittrice in lingua cinese a fare coming out, e lo fece affrontando pubblicamente le norme sociali repressive del suo Paese dove, data la recente revoca della legge marziale, era ancora abbastanza rischioso esporsi. Tradotto in giapponese, inglese, coreano, spagnolo, tedesco e francese, Notes of a Crododile rimase un oggetto contrabbandato in Cina per molti anni, ma salvò la vita a molte adolescenti lesbiche taiwanesi. Tuttavia, non quella della sua creatrice, poiché Qiu si sucidò l’anno successivo, nel 1995. Proprio all’apice del successo come romanziera, sconvolse il Paese con la sua morte, a ventisei anni. Dopo questa tragica notizia, il romanzo ebbe a Taiwan un notevole impatto culturale: il nome della protagonista “Lazi” entrò nel lessico come slang per “lesbica” e si diffuse velocemente anche nella Cina continentale, trasformandosi nel tempo in “Lala”; pure la parola “coccodrillo” divenne un’altro lemma codificato per riferirsi a una donna omosessuale. 
Ad un anno dalla sua morte, venne pubblicato postumo Ultime lettere da Montmartre: a metà tra un memoir e un epistolario, è un romanzo anti-struttura, composto da venti lettere che possono essere lette in qualsiasi ordine. Il libro sfida i limiti di qualsiasi genere letterario preesistente, tant’è che si discute se effettivamente quest’ultima opera possa essere considerata a tutti gli effetti un libro o meno, poiché si tratta di un’opera profondamente personale, destinata a essere vissuta attraverso la lettura più e più volte e senza seguire un ordine particolare delle lettere. 

Lettori e lettrici capiscono immediatamente che la protagonista, Zoë, scrive la maggior parte delle missive alla sua ex amante Xu, che l’ha tradita e abbandonata. In queste lettere il personaggio elabora e piange la morte del coniglietto che aveva donato a Xu, come metafora della fine della loro relazione.  
Un elemento interessante in quest’opera è l’analisi delle dinamiche all’interno dei rapporti “T-Po”, in cui “T” sta per il termine inglese tomboy (ragazza dagli abiti maschili e capelli corti) e “Po” deriva dal cinese laopo, che significa “moglie” e che quindi rappresenta la donna dalla caratteristiche femminili normative, quella che indossa gonne, si trucca e porta i capelli lunghi. All’interno del romanzo, la scrittrice esprime un rapporto problematico con queste relazioni, oscillando tra il rafforzamento delle ideologie conservatrici della mascolinità e della femminilità e il tentativo di destabilizzarle. 
Il libro è stato tradotto in inglese, turco, spagnolo, francese e italiano e, dopo anni dal suo suicidio, l’autrice continua a emozionare i lettori e le lettrici attraverso il suo fascino letterario, superando le barriere linguistiche e culturali. Miaojin fu una pioniera che ha rivoluzionato le letterature moderne taiwanesi attraverso le sue strategie narrative e una politica queer senza precedenti, contrastando la sistematica oppressione omofobica del Paese d’origine. Ultime lettere da Montmatre, considerato un classico di culto, viene visto come un’allegoria della situazione sociopolitica dello Stato. Come nelle lettere raccolte nel libro, alle quali nessuno risponde, il romanzo rappresenta una disperata richiesta di riconoscimento da parte della società taiwanese che, come quella cinese, tollerava le persone queer a patto che rimanessero invisibili. Con la sua morte, Qiu è stata anche considerata una martire e una figura di riferimento per i diritti LGBT+. Nei decenni successivi, Taiwan è diventato il Paese più progressista dell’Asia, legalizzando, nel 2019, il matrimonio tra persone dello stesso sesso. 

Qiu Miaojin
Notes of a crocodile
NYRB classic, New York, 2017
pp. 256

***

Articolo di Chiara Ausilia Sicurelli

Laureata in Mediazione linguistica e culturale nel 2021 presso l’Università per Stranieri di Siena, frequenta la magistrale di Scienze linguistiche per la comunicazione interculturale presso la medesima università, con laurea prevista per il 2024. Specializzata in cinese e giapponese, si interessa di gender studies in Asia.

Lascia un commento