Con un augurio di rinascita e speranza

Venerdì 19 aprile, nella splendida cornice della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre, si è tenuta la premiazione del concorso Sulle vie della parità, giunto ormai alla sua XI edizione. L’agone, che si articola in tre sezioni, A-Interpretazioni; B-Percorsi e C-Narrazioni, è rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, agli atenei e centri di formazione con lo scopo di portare alla luce la presenza di donne straordinarie della storia che spesso, come si ricordava in sede di premiazione, non si annoverano nei libri accademici, dando loro la giusta riconoscenza negli spazi pubblici.

Locandina premiazione dell’XI concorso nazionale Sulle vie della parità

Il concorso di quest’anno ha visto la partecipazione di 3524 studenti di cui 1679 femmine e 1845 maschi. Il dato della maggioranza di alunni rispetto alle alunne è stato più volte ricordato nel corso dei tre turni di premiazione con un significato positivo, proprio a voler ribadire che la lotta per la rappresentazione e per l’inclusione effettiva di tutte le donne non può essere esclusivo appannaggio di queste ultime, ma che lo sforzo per creare una società egualitaria deve partire dal basso, in giovane età, tramite una educazione all’altro e all’altra continua e in costante aggiornamento.
Di ciò hanno dato egregia dimostrazione le docenti e i docentii che hanno sentito la necessità di partecipare con le proprie classi creando sicuramente virtuosi esempi per il futuro, giustamente ripagati con un diploma consegnato in una giornata primaverile di quelle che solo Roma sa regalare, quasi come fosse un augurio di rinascita e speranza.

L’aula magna della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre durante la premiazione del concorso

A fare gli onori di casa sono state le professoresse associate di Sociologia, Milena Gammaitoni, e di Psicologia sociale, Fridanna Maricchiolo, che hanno portato i saluti della direttrice del Dipartimento di Scienze della formazione, Paola Perucchini, impegnata nella Giornata di Lotta alle mafie con l’inaugurazione di un’aula a Lea Garofalo. Hanno scandito la giornata gli interventi di Danila Baldo, vicepresidente di Toponomastica femminile, che di volta in volta ha presentato le scuole, in collaborazione con le coordinatrici delle giurie Paola Malacarne, Livia Capasso e Loretta Junck. Inoltre sono state ringraziate per la loro presenza Gabriella Anselmi, presidente Fildis Roma, Costanza Fanelli di Noidonne.org, intervenuta anche a nome della direttora Tiziana Bartolini, Rosanna De Longis della Società Italiana delle Storiche e sono stati portati i saluti di Rosanna Oliva de Conciliis, presidente onoraria di Rete per la Parità. Anche quest’anno il concorso si è avvalso della collaborazione con il Premio Calvino per la sezione (C) di narrativa, sul tema Donne in viaggio, in cui le/i partecipanti avevano il compito di scrivere un racconto a partire da incipit forniti da autori e autrici del Premio. In loro rappresentanza c’era lo scrittore finalista al Premio Calvino Adil Bellafqih, che insieme a Maria Pia Ercolini, presidente di Toponomastica femminile, ha premiato vincitrici, finaliste e partecipanti presenti in sala. Quest’ultima sezione del concorso è stata sostenuta da diversi progetti realizzati con il contributo della Regione Lazio: Altra Verso, che ha premiato le universitarie provenienti dagli atenei regionali, Protagoniste eccellenti (Municipio IX) e Mentana al femminile, che hanno conferimento premi a studenti e classi dei loro territori. La giornata è stata quindi anche l’occasione per l’evento di chiusura di questi due ultimi progetti.
Un grazie particolare è stato rivolto a sponsor che hanno offerto libri e riviste, come la Società italiana delle storiche e Noidonne.org, o abbonamenti annuali, come Limes, (per le scuole superiori) e Internazionale Kids (per gli ultimi anni di primaria e la scuola secondaria di I grado).
Durante la prima fase, terminata alle undici, sono state premiate alunne e alunni dell’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci di Ciampino, che hanno allietato il pubblico con una rappresentazione teatrale di alcuni brani della compositrice italiana Elisabetta Oddone, dal titolo Canzoni Minuscole, che riportava a piccole scene di idilli infantili. In seguito è stato il turno dello splendido progetto dal titolo Spazi di parità, spazi di libertà, per tutti e per tutte dell’Istituto Comprensivo Paribeni di Mentana. A questo progetto hanno partecipato ben quaranta classi, venti della scuola primaria e venti della secondaria. Le insegnanti presenti hanno spiegato come l’esercizio di una democrazia attiva che coinvolga tutti e tutte sia necessario a creare le cittadine e i cittadini di domani. Attraverso l’esercizio della democrazia diretta, quindi, il corpo studentesco ma anche il personale scolastico e docente, si è recato alle urne per decidere a quale illustre donna della storia tra quelle studiate dedicare la scuola e la strada su cui essa sorge. Dopo tre tornate elettorali lo spoglio ha portato a scegliere Margherita Hack, per la strada, e Rita Levi Montalcini, per la scuola.
Si sono toccati poi anche temi più crudi e impegnativi come quello legato alla violenza di genere, in particolare va menzionato il Liceo Gassman di Roma (Primavalle) che ha presentato la Storia di Annarella Bracci con un progetto dal titolo Un angelo nella nebbia. I ragazzi e le ragazze hanno ripercorso quelli che potevano essere stati i pensieri della dodicenne negli ultimi momenti di vita dopo che il suo stupratore l’aveva abbandonata in un pozzo del quartiere. Pozzo che però ad oggi è coperto, in una zona che non commemora la bambina in alcun modo. Il lavoro premiato è quindi un monologo tratto da un podcast che la classe stessa ha realizzato. Anche da questo lavoro emerge quindi prepotente la necessità di vedere le donne rappresentate nella toponomastica cittadina. A loro vanno intitolate strade e piazze affinché se ne riconosca la rilevanza, il contributo alla storia e il diritto a essere ricordate.

Alcuni alunni dell’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci di Cavallino (LE) raccontano come si è svolto il progetto e l’impegno profuso

La seconda fase si apre invece con l’impressionante lavoro presentato per la sezione B della scuola primaria Leonardo Da Vinci di Galzignano Terme (PD) dal titolo Archeologia del presente. Le costituenti sulla via della parità. Il lavoro si è distinto per l’uso non sessista della lingua italiana come atto concreto di analisi sulla parità di genere. I bambini e le bambine, aiutate dalle docenti, si erano rese conto che nel loro paese non esistessero vie e spazi pubblici dedicati a donne importanti, quindi si sono mobilitate organizzando una raccolta firme per le vie del paese e arrivando a collezionarne più di cinquecento. Si è continuato poi con la Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci di Cavallino (LE) che ha messo in risalto il valore delle donne salentine realizzando un podcast di più episodi, caratterizzato dall’uso di un linguaggio differenziato utilizzato per descrivere le donne scelte. I bambini, tutti maschi, hanno presentato il frutto dei loro sforzi soffermandosi sui temi dell’uguaglianza di genere, enfatizzando come queste donne ispirino al futuro unendo le voci di passato e presente. Si è poi continuato con la premiazione delle altre scuole fino alla fine del secondo turno. I progetti delle scuole premiate saranno presentati nelle rubriche dedicate di Vitamine vaganti Juvenilia-Percorsi e Juvenilia-Narrazioni.

L’ultimo turno di premiazione si è svolto in funzione della terza sezione del concorso che celebra la scrittura creativa in collaborazione con il Premio Calvino ed è riservata a studenti universitari/e. Il fine del bando era stimolare la creatività e l’immaginazione dei e delle giovani sulle tematiche della parità e della libertà di movimento, facendo scaturire una riflessione sulla necessità del rispetto dell’alter, indipendentemente dal sesso, dall’etnia e dalle capacità personali. Si sceglie, quindi, di dare spazio a una cultura che restituisca libertà e sicurezza alle donne viaggiatrici e aiuti a prevenire la violenza di genere. A partire dai quattro incipit dei finalisti del concorso Calvino ogni concorrente era chiamata/o a continuare il racconto. A parlare dei racconti e della premiazione è stata la coordinatrice della sezione C-Narrazioni, Loretta Junck, insieme a Maria Pia Ercolini, presidente di Toponomastica femminile, che hanno ribadito l’obiettivo primario del progetto: non avere paura a spostarsi e viaggiare in solitaria, usando accortezza ma non timore. Viaggiare da sole, afferma Maria Pia Ercolini, significa intraprendere un percorso con sé stesse, sentire quella solitudine che si trasforma in strumento di socialità e insegna ad essere più aperte al prossimo, crescere e tornare diverse. Il primo premio è stato assegnato a Dana Moda, studente della Sapienza di Roma con l’incipit di Maria Pia Veladiano. Le motivazioni della scelta sono state il testo scritto in modo originale e ben contestualizzato, con una narrazione limpida e scorrevole che denota freschezza e spontaneità.

Da sinistra: Maria Pia Ercolini, Loretta Junck, Dana Moda e Danila Baldo

L’altra vincitrice del premio è ancora una volta una studente della Sapienza, Sara Autiero, partita dall’incipit di Antonio Bortoluzzi. La studente ha presentato un racconto aderente al tema principale del contenuto dell’incipit, enfatizzando la profonda conoscenza del tema affrontato. A seguire sono state premiate le altre sei finaliste e sono stati offerti omaggi in libri alle altre partecipanti presenti in sala.

Dopo la premiazione è intervenuto Adil Bellafiqh, scrittore del Premio Calvino, che ha spronato le ragazze a non arrendersi ai rifiuti, a tentare e ritentare, perché «il mondo ha bisogno anche dei nostri fallimenti »; autore di fantascienza, ha raccomandato di non fermarsi mai solo su ciò che diamo per scontato e reale, perché al di fuori c’è molto di più.
Forse è proprio questo il tema dominante della giornata.
Non dovremmo da cittadini e cittadine accontentarci di una realtà precostituita in cui ci vengono imposti modelli che non rispecchiano la vera attualità della società che si sta creando. Per secoli le donne sono state messe a tacere e relegate nell’ombra di un uomo da sempre riconosciuto come il più capace. Se c’è quindi qualcosa che questi ragazzi e queste ragazze ci hanno insegnato è che tutti insieme, dal basso, si può portare luce sulle storie di donne in ombra che finalmente possono crescere come alberi, robuste nello splendore che meritano.

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Articolo di Caterina Di Luca

Laureata in Cooperazione internazionale e sviluppo, con una tesi sull’evoluzione della figura femminile in Afghanistan dall’instaurazione del primo regime talebano a oggi, è studente in Progettazione sociale per la sostenibilità, l’innovazione e l’inclusione di genere presso l’Università La Sapienza di Roma. Si diletta nella scrittura di articoli di carattere sociale, con una spiccata tendenza femminista.

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