Il quinto dei racconti che Daniela Piegai dona a Vitamine vaganti, scritto nel giugno 2022.
– Vieni figliolo, da questa parte!
Stiamo seguendo l’insetto del miele da quasi un’ora. All’inizio era piccolissimo, mentre adesso è un robo tondo, che fa fatica anche a volare: ogni peletto del suo corpo è pieno di polverina dorata raccolta dai fiori, e quasi sicuramente siamo vicini al nido.
Sbuchiamo in una specie di radura.
Intorno gli alberi fanno un’ombra chiazzata di luce. Io sono dietro a mio padre, che mi nasconde la visuale, ma sento che fa un verso di stizza.
Ecco, abbiamo buttato via un’ora: ci sono le due pettegole del vicino che hanno già raccolto tutto il miele!
Mio padre dice: – Il miele adesso lo prendiamo noi
Pettegola numero uno e pettegola numero due lo guardano spaventate.
Abitano a una decina di chilometri di distanza da noi, e sono le uniche bambine, oltre a me, del nostro gruppo di coloni, e ci facciamo i dispetti da una vita, ma adesso, mentre le guardo così piccole e magre, così pallide che le efelidi sono quasi macchie sulla loro pelle, con quelle treccine strette, ecco, non mi sembra giusto che perché siamo più forti il miele lo prendiamo noi…
– Pa’, – gli dico – lo hanno raccolto loro.
Quella più piccola mi guarda, alza la mano per ringraziarmi. E dice: – Ne possiamo fare metà per uno.
Mio padre china la testa come se si vergognasse. Ma io lo so che voleva il miele per la mamma che non sta bene. E so che a volte parliamo dicendo cose sbagliate.
Quello che succede è la materia grezza, un po’ come il polline dei fiori.
Le api lo trasformano in miele, e noi lo trasformiamo attraverso le parole e i pensieri.
Basta un pezzetto di tempo in più, per trasformarlo meglio.
Così mio padre adesso prende il contenitore che si era portato dietro, e divide accuratamente il bottino in due parti.
E le due pettegole sorridono, e non abbiamo affatto buttato via un’ora, ma abbiamo guadagnato due amiche e un po’ di miele…
In copertina: opera di Daniela Piegai.
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Articolo di Laura Coci

Fino a metà della vita è stata filologa e studiosa del romanzo del Seicento veneziano. Negli anni della lunga guerra balcanica, ha promosso azioni di sostegno alla società civile e di accoglienza di rifugiati e minori. Dopo aver insegnato letteratura italiana e storia nei licei, è ora presidente dell’Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea.
