Alla premiazione della XI edizione del concorso: Sulle vie della parità tenutosi presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria l’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci di Ciampino – a indirizzo musicale – che ha presentato il progetto dal titolo Percorsi di Legalità, vie di parità in gara per la sezione A: Interpretazioni.

L’alta partecipazione alla cerimonia di premiazione (una delegazione di più di cento persone fra studenti, docenti, dirigente e genitori) è stata il coronamento di questa iniziativa, enfatizzando come gli allievi e le allieve siano state completamente investite nella realizzazione di questo ambizioso progetto che dalle mura di un’aula si è esteso fino alle stanze del Comune di Ciampino. Infatti alla delegazione hanno preso parte anche l’onorevole Antonio Rugghia, presidente dell’associazione “Casa delle Culture” e la sindaca del comune di Ciampino, avvocata Emanuela Colella, che pure ha accolto con piacere l’invito. Inoltre hanno partecipato l’assessore alla pubblica istruzione Roberto Mantua e la dirigente scolastica Eliana Restucci, che hanno molto apprezzato le perfomances delle classi.

Il lavoro si articola a partire da una richiesta della docente Silvia Conte, referente dell’intero progetto, per dare seguito alla proposta di attivazione di un percorso istituzionale per l’intitolazione di strade e luoghi pubblici alle donne.
Le alunne e gli alunni del Da Vinci – centosedici di cui cinquantasette maschi e cinquantanove femmine – hanno lavorato sotto la guida dei diversi dipartimenti coinvolti: Lettere, Sostegno e Strumento Musicale. Il primo ha visto la partecipazione delle docenti Silvia Conte, Maria Grazia Coseglia e Carlotta Selvi e ha riguardato le classi II G III F, III E. Con la guida della docente Selvi, le classi III F e II G hanno realizzato quattro coreografie sulla musica della compositrice Elisabetta Oddone. Il progetto – come si legge nella scheda-docente – «ha previsto un percorso di scoperta e conoscenza dell’altro attraverso l’utilizzo della danza, come strumento di incontro, privo di barriere etniche e d’età, con l’obiettivo di esprimere, attraverso il movimento del corpo, i valori comuni della condivisione, dell’accettazione, della socialità e di far scoprire ai ragazzi l’universalità di questa forma d’arte». Le alunne e gli alunni hanno rappresentato la capacità di non sentirsi giudicati – tramite anche l’utilizzo di maschere – innescando uno spirito di crescita e riflessione riguardante una società in cui è sempre più necessario parlare di tematiche quali body-shaming, vergogna e contrasto tra realtà e apparenze per arrivare a sentirsi tutte e tutti uguali, promulgando un messaggio di lotta contro la violenza e la fragilità.





Il dipartimento di Strumento Musicale ha partecipato sotto il coordinamento della docente Antonella Napoli, aiutata nel suo lavoro dalle colleghe Francesca Graniti, Tiziana Picchiarelli, Sandra Ugolini e dai colleghi Luca Giannetti, Marco Libanori, Tiziano Mattei e Stefano Troia, accompagnando queste coreografie con un’orchestra comprendete otto strumenti: chitarra, clarinetto, flauto, sax, violino, violoncello, percussioni e pianoforte, per rielaborare i brani scelti dalla raccolta di Oddone Canzoni Minuscole: Bisbigli, Fungo Cortese, La Palla e Zuccherino. «I brani, originariamente composti per pianoforte e coro, presentavano delle caratteristiche compositive che ci hanno permesso di orchestrare creativamente le linee melodiche e armoniche in funzione del nostro organico e del lavoro complessivo da presentare per il concorso, dando vita ad una mini-suite cameristica del tutto originale». Con queste parole l’insegnante ha motivato la scelta di dare voce e visibilità a questa compositrice che ha saputo farsi strada tra i nomi del secolo scorso.

La docente Conte ha coinvolto invece le classi III E e II G, che hanno trovato il loro punto di incontro tramite un dibattito scaturito dalla moltitudine di episodi di violenza di genere e abusi di cui si sente parlare spesso nei telegiornali italiani ed esteri che coinvolgono non solo la popolazione adulta ma sempre più spesso gli e le adolescenti. La riflessione parte dall’analisi dell’Articolo III della Costituzione Italiana concernente le pari opportunità e dall’Obiettivo V dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Particolare attenzione è stata posta sul tema delle disparità di genere sui posti di lavoro. Agli/alle è stato quindi affidato il compito di intervistare su questo tema donne e uomini di diverse età, grado di istruzione e nazionalità.
Infine, un ulteriore esercizio di ricerca è stato affidato alle classi attraverso l’approfondimento degli eventi storici accaduti tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX, sulla base della lettura di poesie e prose di artiste vissute nella fase storica che ha portato al riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia e al diritto a un elettorato attivo, fino alla partecipazione delle donne all’Assemblea costituente. Il prodotto finale di tutte le attività è poi stato raccolto in una serie composta da sei podcast che hanno visto la partecipazione attiva di Giorgio Stefanori, insegnante di sostegno, che si è focalizzato sull’aspetto relativo all’accessibilità e alla fruibilità del prodotto stesso. Il docente ha coinvolto un alunno di classe prima da lui seguito insieme ad altri e altre studenti che hanno partecipato attivamente al processo prestando le loro voci per la registrazione delle auto descrizioni e la produzione dei sottotitoli. L’obiettivo del professore è stato quello di incoraggiare il ragionamento sull’accessibilità in termini di giustizia sociale – nei prodotti audiovisivi e di intrattenimento così come in ogni altro ambito della società – promuovendo una cultura dell’inclusione che si sposi perfettamente con un approccio intersezionale al femminismo.
La Giuria ha ritenuto il progetto eccellente, per la sinergia con la quale i vari dipartimenti hanno lavorato, per la trasversalità dei metodi con i quali lo stesso è stato svolto e per il modo in cui le varie materie di insegnamento si sono mescolate tra di loro dando vita a un prodotto unico. La musica, la danza e il contenuto audio-visivo fornito dai podcast sono la dimostrazione che le tematiche di inclusività, giustizia e parità riescono a essere accolte con zelo e a prendere vita quando l’attenzione viene focalizzata in modo attivo.
Il progetto vuole, quindi, giustificare la richiesta avanzata dal Da Vinci al Comune di Ciampino affinché alle Madri costituenti prima citate vengono intitolate delle strade. In particolare, a Maria Federici e Nilde Iotti perché oltre al loro lavoro in sede costituzionale hanno partecipato in prima linea alla salvaguardia del diritto allo studio dedicandosi inoltre all’arte della scrittura come strumento di diffusione della legalità. Le docenti e i docenti hanno raggiunto il fine ultimo di sensibilizzare il corpo studentesco sui temi della parità, garantendogli una maggiore consapevolezza del percorso ostico che ha portato al riconoscimento del diritto di voto alle donne e a quello di essere elette affinché questa impresa compiuta dalle nostre precorritrici non venga mai data per scontata e rappresenti sempre un punto di partenza e mai di arrivo.
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Articolo di Caterina Di Luca

Laureata in Cooperazione internazionale e sviluppo, con una tesi sull’evoluzione della figura femminile in Afghanistan dall’instaurazione del primo regime talebano a oggi, è studente in Progettazione sociale per la sostenibilità, l’innovazione e l’inclusione di genere presso l’Università La Sapienza di Roma. Si diletta nella scrittura di articoli di carattere sociale, con una spiccata tendenza femminista.
