Ambiente. Luogo di vita azione 

Nel numero 16 di Bibliografia vagante parliamo di ambiente, inteso come luogo di vita e azione. Cominciamo con un articolo sul poco studiato “campesinado” femminile a Cuba, sull’azione delle contadine e il reale riflesso della legge sulle terre in usufrutto. Segue un articolo sull’azione femminile, negli spazi abitativi e comuni in una cittadina degli Usa, contro la gentrificazione e l’espulsione dei neri. Un volume sulle registe italiane prende in esame l’ecologismo urbano femminile, in contrapposizione con la narrativa maschile. L’ultimo volume presentato ha come protagoniste donne che, dal V al XVI secolo, hanno gestito la loro leadership in spazi aperti o chiusi.  
Per informazioni sui criteri di scelta degli articoli/libri, vi rimandiamo alla BV 1


Elisa Botella-Rodríguez: Have Women gained Access to Land in Cuba? Gender, Agrarian Reform and Re-Peasantisation, 1959-2018;
Cuba rappresenta un caso paradigmatico dove il ‘campesinado’ non è un anacronismo. Il contadino cubano giocò un ruolo chiave nel passato e tornò nell’agenda politica dopo la Rivoluzione, con enfasi speciale sotto il governo di Raúl Castro (2008-2018). Tuttavia, il ruolo delle donne contadine non è stato esplorato in maniera significativa, con una visione di lungo termine che le colleghi al processo di riforma agraria cominciato nel 1959 e che continua tuttora. Attraverso fonti secondarie e una revisione storica del processo di riforma agraria nell’isola, questo articolo vuole rispondere — da una prospettiva qualitativa — alle domande: «Quale ruolo hanno svolto le donne nel celebre processo di riforma agraria e ‘ri-contadinizzazione’ nel passato e nel presente? Quali sono state le reali opportunità delle donne, contadine con o senza terra, offerte dall’applicazione dei decreti-legge riguardanti la consegna di terre in usufrutto dal 2008 al 2018?» (Dall’estratto dell’articolo completo in inglese, scaricabile in .pdf e .htlm). 

Carrie Chennault, Lynn Sutton: At Home: Black Women’s Collective Claims to Environmentally Just Rental Housing. Articolo OA su Annals of the American Association of Geographers, Vol. 113, n. 7/2023: Race, Nature and Environment. DOI: https://doi.org/10.1080/24694452.2022.2157238.
L’ingiustizia ambientale ha configurato il modo in cui le comunità urbane di chi accede agli spazi interni ed esterni interagisce con essi e come la vita quotidiana ne viene influenzata. Ciò include l’accesso e il controllo degli spazi esterni, quali giardini, lotti abbandonati e spazi verdi utilizzati per l’ortivo oltre che come luoghi di riunione. Gli inquilini di case in affitto sono spesso esposti ad ambienti interni pericolosi a causa di muffe tossiche, infestazioni di roditori, pitture con piombo, riscaldamenti rotti, e altre condizioni insane. Sebbene i geografi specializzati in tema di razza, natura e ambiente si siano occupati dei problemi delle abitazioni in affitto attraverso studi sulla gentrificazione verde e il dislocamento razziale, hanno prestato poca attenzione allo stato delle abitazioni stesse e alla capacità di sopravvivenza delle donne nere attraverso la pratica quotidiana di resistenza e creazione dei luoghi. Le autrici si focalizzano su Dubuque (Iowa), una cittadina Medio-occidentale degli Usa a predominanza bianca, ma con una crescente popolazione nera, prendendo in esame le pratiche cooperative delle inquiline e delle attiviste comunitarie nere, finalizzate a produrre pressioni sul governo municipale perché responsabilizzi i proprietari degli immobili. Insieme, attiviste e inquiline lavorano attraverso le politiche istituzionali e gli ostacoli procedurali per confrontarsi con l’anti-negritudine, creare ambienti urbani vivibili e “restare” nel mezzo dei piani di rivitalizzazione e gentrificazione del quartiere. 

Laura di Bianco: Wandering women. Urban ecologies of Italian feminist filmmaking. Explores the work of contemporary Italian women directors from feminist and ecological perspectives. Bloomington, Indiana University Press, 2022, pp. 242, ISBN 9780253064653 – 9780253064660.
Spesso relegati ai margini della scena culturale, e interessati alla marginalità femminile, gli avvincenti film su cui fa luce, Wandering Women, raccontano storie di spostamento e liminalità che si svolgono attraverso l’atto di camminare in città. L’inusuale vuoto delle città, che le nomadi protagoniste attraversano, evidenzia l’assenza, e il loro desiderio, di comunità che sostengono la vita. Laura Di Bianco asserisce che il cinema urbano femminile — articolando una rivendicazione di appartenenza e affermando l’azione cinematografica e sociale — mostra paesaggi dell’Antropocene, dove il degrado urbano e la cancellazione della natura si intreccia con l’alienazione umana. Anche se si tratta di un cinema minore, c’è un potente movimento contrario alla narrativa maschile dominante sul mondo in cui viviamo. Basato su interviste a registe, Wandering Women approfondisce la comprensione del cinema contemporaneo italiano arricchendo il tema della letteratura femminile ecocritica. 
Indice sul sito dell’editore (link al titolo). Alcune pagine estratte dal volume su Amazon. Un intervento dell’autrice l’8 novembre 2022 all’interno del ciclo di seminari: Pensare l’Antropocene (UniGe-DLCM). 

Mattia C. Chiratti, Maria del Carmen Trillo San José: In and Out of the City: Female Environments, Relations and Dynamics of Space (400-1500), Brill | Schöningh, 2024; Context of Ancient and Medieval Anthropology, Vol. 4. ISBN 3506791478, 9783506791474. 
Nuove prospettive sugli spazi urbani e periurbani, con un focus sulle donne quali agenti e leader di questi spazi, quali corti e ambienti domestici, aree monastiche ed economiche. Donne impegnate in numerose e diverse relazioni ambientali dove esercitarono il loro libero arbitrio: potere (regine, caid, élite urbane e rurali); diplomazia (interrelazioni occidentali, bizantine e islamiche); economia (attività commerciali, uso collettivo di terre pubbliche e acqua); cultura e religione (patronage artistici, evergetismo, leadership in settori pubblici e privati o circoscritti alla sfera monastica). Questo prisma storico e antropologico offre nuovi spunti sul ruolo delle donne in quanto “agenti” in questi spazi e sulla loro capacità di gestione delle relazioni e le dinamiche connesse a questi ruoli, fornendo nuovi contributi alla storia delle donne. 
L’indice del volume si trova sul sito dell’editore (link sul titolo); selezionando l’articolo è possibile leggerne un breve riassunto. Le prime pagine, compresa l’introduzione, sono OA. 

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Articolo di Rosalba Mengoni

Rosalba Mengoni 400x400

Laurea magistrale in Storia e Società, il suo principale argomento di studio riguarda l’interazione fra l’essere umano e il territorio. Collaboratrice tecnica all’Isem – Istituto di storia dell’Europa Mediterranea del Cnr, è nel comitato di redazione di Rime, la rivista dell’Istituto e fa parte del gruppo di lavoro sulla comunicazione. Cura la Bibliografia Mediterranea pubblicata sul sito istituzionale http://www.isem.cnr.it

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