«Prof. quando ci porta ancora le madeleine?».
Questa domanda me la rivolgono solitamente gli alunni e le alunne dopo aver studiato la “narrazione per flusso di coscienza”. Infatti, attraverso la lettura di uno dei brani più famosi della Letteratura: Alla ricerca del tempo perduto di Proust, il sapore di un biscotto intinto nel tè dà origine all’intera riflessione di Proust sul tempo e sul ricordo.
Effettivamente è proprio dalla narrazione di un momento magico come quello che ci fa vivere Proust durante la lettura di Dalla parte di Swann «…tutto questo che sta prendendo forma e solidità è uscito, città e giardini, dalla mia tazza di tè», che la narrazione di momenti d’infanzia personale affiorano alla mente e avvolgono ancora i miei ricordi.
Così, attraverso il racconto di momenti gioiosi e ricchi di significato, cerco di far immedesimare ognuno dei miei studenti nel ricordo di qualche profumo, mentre assieme assaporiamo delle “madeleinettes” intinte in una tazza di tè.
Quando, nonostante si fosse bimbi, vi erano ancora dei precisi doveri mattutini, il risveglio, ogni mattina, diventava un rito: prima ci si “custodiva” (ci si lavava il viso, ci si pettinava e ci si vestiva con quei tipici grembiulini a quadretti bianchi e rossi anni Sessanta), poi si andava a dare il buon giorno al nonno.
Mio nonno aveva “IL FORNO”, cioè faceva il panettiere e ogni mattina mentre ci si custodiva, io e mio cugino, già sentivamo il profumo del pane appena sfornato che saliva dalla scala interna che portava dalla casa al laboratorio. Era, allora, un profumo abituale che invadeva la casa e portava quella serenità e certezza che ci fosse già qualcuno che avesse pensato a noi e che si fosse adoperato tutta la notte per creare quell’alimento meraviglioso che è il pane.
Poi si scendeva e un altro profumo ricordava che eravamo proprio vicini al nonno: il profumo del sigaro toscano! E lì…il rito si compiva: «Iddio ti benedica!» era la frase che accompagnava il dono di un caldo, fragrante e profumato panino appena sfornato a un gesto d’amore come una carezza e un bacio in fronte.
Quella carezza, dove una mano esperta nel lavoro quotidiano e pertanto un po’ rugosa si avvicinava con dolcezza e affetto al volto vellutato di bimba, trasmetteva calore e saggezza. Intanto, una nuvola di fumo di sigaro toscano, appoggiato al bordo del forno, si disperdeva nell’aria in arabeschi bianchi. Ecco, questi sono per me i due profumi che ancora oggi mi ricordano momenti di serenità familiare dove la semplicità delle “piccole cose” (come avrebbe detto Pascoli), diventa ciò che ancora oggi riempie il mio cuore di gioia! Quanta importanza hanno ancora oggi nei miei ricordi questi momenti, questa ritualità che si compiva con gesti sempre uguali e per questo rassicuranti. Quanta ricchezza tutto ciò ha lasciato nella mia anima e nella mia quotidianità ed è proprio il ricordo di momenti come questi a dar significato al tempo che passa.
È proprio partendo da un’esperienza di vita quotidiana che penso si possa far apprezzare una pagina di Letteratura come quella di Proust che, attraverso una semplice “petite madeleine”, rievoca un ricordo d’infanzia che trasmette al lettore emozioni profonde attraverso immagini ben circostanziate che si perdono in una tazza di tè. É attraverso la Letteratura che si educa alle emozioni, all’elaborazione del ricordo e al piacere della narrazione!
***
Articolo di Laura Saccani

Insegna Lettere e storia all’Istituto tecnico “Vincenzo Benini” di Melegnano. Fra le prime sostenitrici di Toponomastica femminile a Melegnano, ama l’arte in tutte le sue forme e si prodiga attraverso vari progetti affinché venga apprezzata anche dai suoi alunni e alunne. Si interessa di didattica e ha pubblicato nel 2012 una guida per l’insegnante con l’editrice Laterza. Cucina e giardinaggio sono gli hobby preferiti.
