Riuscire a sintetizzare il lavoro svolto dagli alunni e dalle alunne dell’istituto comprensivo statale “Santa Caterina” di Cagliari nelle righe di questo articolo è un’impresa assai ardua. Il materiale prodotto, di elevata quantità e qualità, merita infatti un’attenta e lodevole presentazione, così come le donne che hanno ispirato il progetto degli/delle studenti.
Fortunatamente, il repertorio fotografico realizzato dai/dalle bambine sosterrà le mie parole, a dimostrazione dell’impegno di tutti/e.

Con queste premesse, non stupisce che il progetto L’arte fotografica di Danila Zedda sia valso all’istituto il primo premio ex aequo per la sezione A — Percorsi della XI edizione del concorso Sulle vie della parità, la cui premiazione si è tenuta il 19 aprile presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre.

Spinti dal comune obiettivo di dare risalto e far conoscere il contributo femminile esperito nei più diversi campi del sapere, i 452 alunni e alunne partecipanti, coadiuvati dalle loro insegnanti, hanno lavorato con entusiasmo alla ricerca e all’analisi di figure femminili di spicco nel mondo delle arti, con particolare riguardo per la fotografa concittadina Daniela Zedda. Nello specifico, gli/le studenti della sezione C della scuola dell’infanzia “Alberto Riva”, con il sostengo delle docenti Carmen Loi, Claudia Puddo e Roberta Meloni, si sono dedicati allo studio della musicista e direttrice d’orchestra Carmen Bulgarelli Campori.

Nel video realizzato dalla classe, un ponte temporale tra il 1954 e oggi, unisce il passato con il presente, Campori con la sua collega Silvia Spinnato, fondatrice della Female Symphonic Orchestra Austria, orchestra tutta al femminile che si dedica alla ricerca, scoperta e diffusione del repertorio sinfonico di compositrici sconosciute del periodo classico e romantico. Il progetto di ricerca ha visto la partecipazione anche degli/delle allieve della 1A, 1B e 5A dell’istituto. Le classi si sono cimentate nella produzione di video e cartelloni ispirati alla vita della cantautrice e attrice sarda Maria Carta, della cantante sudafricana Miriam Makeba e, infine, alla storia di Idelgarda di Bingen, musicista e, tra le altre, erborista, filosofa, poeta e scrittrice.



Mercedes Sosa, Aretha Franklin e Violeta Parra sono le artiste indagate rispettivamente dalle classi 1A, 3 e 4B e 4A dell’Istituto comprensivo “Santa Caterina”. Alla cantante e attivista argentina sono dedicati dei ritratti che la raffigurano.


I disegni prodotti, accompagnati dal sottofondo musicale della canzone Todo cambia, scorrono uno dopo l’altro nella riproduzione video realizzata. Seguono poi le pitture con cui gli/le alunne hanno dato consistenza alla loro personale interpretazione del testo musicale Tutto cambia.



Per lo studio della biografia della cantautrice e pianista afroamericana Aretha Franklin, i/le ragazze hanno usufruito del supporto del libro di Gabriele Antonucci Aretha, la regina del soul e dei numerosi materiali biografici disponibili. A conclusione della loro analisi, le classi hanno realizzato, con la tecnica dello sbalzo, un quadro su foglio di rame raffigurante l’artista.



Gracias a la vida è il brano folk della compositrice e interprete cilena Parra oggetto del lavoro prodotto dagli/dalle alunne. Cospicuo è anche il progetto a cui hanno lavorato le classi della scuola primaria “Santa Alexinidda”. Tra le figure femminili che gli/le studenti hanno individuato come soggetto della propria ricerca figurano la musicista Nina Simone, pseudonimo di Eunice Kathleen Waymon, e Miriam Makeba. A quest’ultima, integrando quanto fatto dai/dalle compagne dell’istituto per l’infanzia “Alberto Riva”, è stato dedicato un video in cui, attraverso i disegni dei/della bambine, si ripercorre la vita dell’artista, dalla nascita, avvenuta in una capanna di un ghetto vicino Johannesburg, alla sua scomparsa, passando per il trasferimento negli Stati Uniti negli anni Sessanta e il suo ritorno nella terra natia dove le verrà attribuito lo pseudonimo di Mama Africa e dove, grazie al suo impegno per la difesa dei diritti civili, diventerà rappresentante delle Nazioni Unite.


Seguendo lo spirito della canzone più famosa della cantante, Pata pata, inno alla gioia e al desiderio di ballare, gli/le alunne si sono poi cimentate nella danza, ballando una coreografia da loro ideata. Particolarmente significativo è il ritratto che i/le bambine hanno realizzato, un mosaico composto da diverse parti, ciascuna delle quali colorata secondo il gusto del singolo. Il disegno che ne risulta è emblema del valore della diversità e del prezioso contributo che ognuno/a di noi può addurre alla comunità.

L’apporto degli/delle studenti della scuola secondaria di I grado “Via Piceno” è stato particolarmente prezioso e ha concorso ad arricchire la disamina condotta dai/dalle colleghe in merito alla figura di Idelgarda di Bingen e di Nina Simone. In particolare, per quest’ultima, è stato realizzato un video riassuntivo della sua vita e della sua carriera, costellata di grandi successi come Feeling Goode Mississippi Goddam.

Cécile Chaminade, Vítězslava Kaprálová, Clara Wieck Schumann, Maddalena Gasulana, Juliette Nadia Boulanger, Billie Holiday, sono i nomi delle compositrici, cantanti, pianiste, direttrici d’orchestra che i/le ragazze della scuola secondaria di primo grado “Antonio Cima” hanno proposto in aggiunta alle artiste già citate precedentemente. Per ciascuna di loro, dopo aver svolto un lavoro di ricerca approfondita, sono stati realizzati degli sfogliabili con disegni e testi in cui si raccontano vita, carriera e curiosità della storia di ognuna.



Unisce e accomuna il lavoro svolto dai diversi istituti la figura di Daniela Zedda, trait d’union dell’intero progetto. Fotografa professionista, Zedda si occupa di fotografia e fotogiornalismo fin dal 1982, «cimentandosi — come si legge nella scheda/docenti — soprattutto in ambiti fortemente culturali e del mondo dello spettacolo: famosi i suoi ritratti di centenari sardi, le numerose mostre personali e collettive realizzate in tanti paesi della Sardegna, in numerose regioni italiane», europee e d’oltreoceano. Le sue fotografie sono apparse «nei maggiori quotidiani e periodici, locali e nazionali», come L’Espresso, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, La Repubblica, L’Europeo, Vogue Casa, Il Sole 24 ore, Panorama, Le Monde e altri. In onore dell’artista cagliaritana le classi del plesso di Santa Caterina hanno realizzato una presentazione digitale a conclusione di un iter laboratoriale in cui i/le bambine «partendo dalle foto dei visi dei loro nonne e nonni, hanno ricalcato le rughe e i tratti dei volti» per rappresentare paesaggi, oggetti e animali. La tecnica utilizzata è dichiaratamente ispirata al progetto del Festival di letteratura Tuttestorie. Rughe rigagnoli, fosse e fossette, in occasione del quale gli/le studenti avevano avuto l’onore di essere fotografati dall’artista. A lei sono stati dedicati molteplici ritratti, rielaborazioni grafiche degli spazi del Parco della Musica da lei ispirate, fotografie in cui vengono catturati in compagnia di un oggetto che rappresenti le loro passioni. Corposo è anche il materiale ritrattisti coprodotto. Materie umanistiche, arti visive e capacità tecniche si fondono perfettamente nel foto mosaico composto dalle cianotipie delle opere di Daniela Zedda, realizzato dalle classi seconde di Via Piceno. Si tratta di un procedimento di stampa che permette di ottenere un’immagine fotografica positiva, utilizzando due sali di ferro (potassio ferri cianuro e ferrico ammonio citrato). Mescolati insieme, i due elementi diventano sensibili alla parte ultravioletta della luce solare; così, una volta posizionato un negativo sopra la superficie precedentemente sensibilizza ed esposta alla luce solare, è possibile conseguire il risultato finale.

Tra le opere dell’artista merita di essere citato il libro Aldilà del mare, opera in cui compaiono ottantotto scatti in cui la fotografa tratteggia i volti di concittadini che hanno lasciato l’isola. Alla sua terra e ai suoi abitanti, Daniela Zedda ha dedicato il suo ultimo lavoro, Terra nostra — la terra dei centenari, fotografie di uomini e donne che hanno raggiunto un secolo di vita. Ispirandosi al suo lavoro, i ragazzi e le ragazze del plesso “A. Cima” danno vita alla loro personale raccolta, fatta di scatti in cui, con parole e immagini, raccontano di sé. In memoria dell’artista, è stata avanzatala proposta di intitolarle l’auditorium della scuola secondaria di Via Piceno. Sapere che queste/i giovani cittadini vengono coinvolti fin dalla prima infanzia in progetti volti a sensibilizzare sulle questioni di genere, sull’inclusione, la parità e l’educazione civica, commuove e dà coraggio. Una nota di merito è dunque doverosa per i/le docenti che li hanno accompagnati in questo percorso. Dal canto nostro, oltre a sottolineare nuovamente l’impegno straordinario della scuola e l’incredibile esperienza di cittadinanza attiva dimostrata, non possiamo fare altro che ringraziarvi per il vostro prezioso contributo, convinte che farà la differenza anche al di là del mare.
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Articolo di Sveva Fattori

Diplomata al liceo linguistico sperimentale, dopo aver vissuto mesi in Spagna, ha proseguito gli studi laureandosi in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza con una tesi dal titolo La violenza contro le donne come lesione dei diritti umani. Attualmente frequenta, presso la stessa Università, il corso di laurea magistrale Gender studies, culture e politiche per i media e la comunicazione.
