Hedy Lamarr, la Venere peccatrice

Andy Warhol la definì «la donna più bella del mondo» e la storia della sua vita avventurosa potrebbe essere la trama di un film.
«Qualunque ragazza può essere affascinante. Basta restare zitta e sembrar stupida» — sosteneva — ma lei stupida non lo era affatto. Al contrario, era dotata di molti talenti: a dieci anni conosceva quattro lingue, suonava il pianoforte ed era già appassionata di recitazione.
Inoltre aveva una grande predisposizione per la matematica e la tecnologia. Era poco più che bambina quando realizzò le prime invenzioni: un nuovo tipo di semaforo che consentiva di regolare il traffico attraverso una migliore alternanza delle luci, una pastiglia che, sciolta nell’acqua, la rendeva gassata e un supporto per il bagno pensato per i disabili. Hedwig Eva Maria Kiesler — era questo il suo vero nome — era nata a Vienna nel 1914. I suoi genitori, un direttore di banca di Leopoli e una pianista di Budapest, erano ebrei non praticanti e lei fu cresciuta a Döbling, un tranquillo quartiere della capitale austriaca.
Nel 1931, dopo aver vinto un concorso di bellezza, abbandonò gli studi di ingegneria per intraprendere la carriera di attrice. Si trasferì a Berlino, dove recitava a teatro e ottenne alcune parti minori in un paio di film. Nel 1932, fu la protagonista del film Estasi, del regista cecoslovacco Gustav Machatý. La pellicola destò grande scalpore: per la prima volta un film non espressamente pornografico mostrava un nudo integrale. In realtà il corpo di Hedwig si intravedeva appena, solo per qualche secondo, ma il film affrontava un tema, quello della sessualità, che a quel tempo era considerato un tabù: ancora più della scena di nudo faceva scandalo la sequenza in cui lei simulava un orgasmo.

Nel 1933, a soli 19 anni, sposò Friedrich Mandl, un ricco mercante d’armi, che ben presto si rivelò terribilmente geloso, al punto da acquistare quante più copie possibile di Estasi, per impedirne la circolazione.
Per Hedwig iniziò una vita da reclusa, le fu impedito di continuare la sua carriera di attrice e fu costretta a dedicarsi esclusivamente ai suoi doveri di padrona di casa. Mandl aveva forti legami col nazismo ed era amico personale di Mussolini. Nella sua casa venivano organizzati spesso banchetti e ricevimenti a cui prendevano parte il duce e molti importanti esponenti del nazismo e del fascismo, oltre a uomini d’affari legati ai due regimi.
Più tardi, nella sua autobiografia, Hedwig raccontò di essere stata in quegli anni sotto il completo controllo di suo marito, un uomo possessivo e violento. Durante quei ricevimenti Hedwig doveva recitare la parte della giovane donna affascinante completamente disinteressata alle vicende del mondo, ma intanto veniva a conoscenza di molti segreti: argomento di conversazione fra ricercatori e scienziati era spesso il progresso nello sviluppo di nuove tecnologie militari e queste informazioni risvegliarono in lei la passione per la tecnologia.
Ben presto Hedwig si rese conto che l’Austria sarebbe certamente caduta sotto il dominio della Germania nazista e capì che il potere di Mandl non sarebbe stato sufficiente a proteggerla dalle persecuzioni antisemite. Nel 1937, con una fuga rocambolesca, si separò dal marito e si rifugiò in Svizzera. Da qui a Londra, poi a Parigi e infine, dopo aver ottenuto il divorzio, s’imbarcò sul Normandie, il transatlantico che la portò negli Stati Uniti. Sul Normandie viaggiava Louis B. Mayer, uno dei fondatori della Metro-Goldwyn-Mayer, in Europa alla ricerca di nuovi talenti da scritturare. Dopo qualche mese, Hedwig era a Los Angeles e, con lo pseudonimo di Hedy Lamar, firmò un contratto con la famosa casa di produzione. In breve tempo diventò una delle dive di Hollywood più famose e certamente la più pagata. Le giovani americane adottarono la sua pettinatura e il suo stile nel vestire. “La donna più bella del mondo” conduceva una vita all’insegna dello scandalo e i suoi comportamenti erano volutamente provocatori: ebbe sei mariti e altrettanti divorzi, senza mai più rinunciare alla sua indipendenza.
Durante la seconda guerra mondiale, il suo impegno contro il pericolo rappresentato dal nazismo non si limitò alla raccolta di fondi a favore degli Stati Uniti. Sconvolta dalla notizia dell’affondamento di una nave di bambini orfani da parte dei tedeschi, volle mettere a frutto le informazioni sulle strategie militari carpite durante il suo matrimonio e le sue competenze tecniche per dare il proprio contributo alla sconfitta della Germania nazista.
Quando venne a sapere che i siluri americani erano resi inservibili dal nemico mediante interferenze sui segnali radio che li guidavano, si mise al lavoro per ideare un sistema per renderli non rintracciabili. La soluzione al problema le fu ispirata dall’incontro con George Antheil, compositore e pianista, impegnato nella scrittura di un brano di avanguardia, in cui una serie di pianole avrebbero dovuto suonare insieme e per questo dovevano essere automaticamente sincronizzate. Hedy e George pensarono di comandare l’avvio delle pianole con rotoli di note identici, in modo da farle suonare armonicamente. Successivamente capirono che le frequenze radio potevano essere gestite nello stesso modo, utilizzando un meccanismo simile ma miniaturizzato. Costruirono un’apparecchiatura, il Secret Communication System, basato su 88 frequenze con i rispettivi tasti, esattamente come quelli del pianoforte, capace di evitare le intercettazioni, grazie a dei rulli di carta perforati che ruotavano contemporaneamente, trasmettevano e ricevevano frequenze sempre diverse.

Per ricevere la trasmissione era necessario disporre della sequenza esatta dei salti di frequenza e di un ricevitore perfettamente sincronizzato col trasmettitore, altrimenti si ottenevano solo dei frammenti sparsi senza alcun significato coerente. Il principio di funzionamento era quello che oggi viene definito frequence hopping, cioè agilità di frequenza, che permette di criptare perfettamente i segnali radio. È uno dei principi alla base di tutta la moderna tecnologia delle comunicazioni, fino a giungere al bluetooth e al Wi-Fi alla fine del secolo scorso.
In principio il National Inventors Council respinse la richiesta di brevettare il meccanismo, probabilmente perché un’attrice e un musicista non furono presi sul serio come inventori, ma in seguito Hedy ottenne l’aiuto di Samuel Stuart Mackeown, professore di ingegneria elettrica al Caltech, che le fornì una consulenza sulla correttezza del sistema. Poi si rivolse allo studio legale Lyon & Lyon di Los Angeles per una ricerca di precedenti e per redigere correttamente la domanda di brevetto, che finalmente fu concesso il giorno 11 agosto 1942 col numero 2.292.387 e registrato sotto il suo nome legale, Hedy Kiesler Markey. Il brevetto fu classificato come segreto militare, ma tuttavia non fu adottato dalla marina degli USA, che lo giudicò troppo complicato e ingombrante.


Soltanto 20 anni dopo, durante la crisi dei missili di Cuba del 1962 il sistema criptografico dei due artisti inventori fu utilizzato dalle navi americane. Fu però solo nel 1985, quando il brevetto era ormai scaduto ed era stato eliminato anche il segreto militare, che questa invenzione venne divulgata: ebbe un enorme successo nell’ambito della telefonia e si sarebbe rivelata fondamentale per i telefoni cellulari di seconda generazione, perché permette di garantire la privacy dei dati.

Dopo i successi degli anni ’40, la carriera cinematografica di Hedy Lamarr conobbe un declino inarrestabile. L’ultimo film importante fu un colossal storico, nel 1949: Sansone e Dalila. Provò a cimentarsi nella produzione cinematografica, ma si trattò di un disastro dal punto di vista finanziario. Cominciò allora il decadimento fisico e psichico, venne addirittura arrestata per alcuni episodi di cleptomania. Si isolò sempre di più, rifiutando di accettare le offerte di partecipazione a qualche film, che pure non smisero mai di arrivarle.
L’ultima fase della sua lunga vita fu caratterizzata da povertà e solitudine. Unica, tardiva soddisfazione, il giusto riconoscimento dell’importanza della sua invenzione, che arrivò solo dopo la fine degli anni ’90.
Nel 1997 le fu attribuito l’Electronic Frontier Foundation Pioneer Award insieme a George Antheil, per il loro contributo nel campo delle telecomunicazioni e dell’informatica e nel 2000 Hedy venne inserita nella National Inventors Hall Of Fame negli Stati Uniti. Nell’ottobre 1998 ottenne la medaglia Kaplan, la più prestigiosa onorificenza austriaca per uno scienziato.
Morì di infarto a 86 anni, nel 2000. Come lei stessa aveva deciso, le sue ceneri furono riportate in Austria e disperse nei boschi intorno a Vienna.
In occasione del centunesimo anniversario della nascita, il 9 novembre 2015, Google le ha reso omaggio con un doodle animato in cui sono riassunti i momenti più importanti della sua straordinaria carriera.
In suo onore, il 9 novembre, giorno in cui è nata, è stato proclamato il Giorno dell’Inventore.

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Articolo di Maria Grazia Vitale

Laureata in fisica, ha insegnato per oltre trent’anni nelle scuole superiori. Dal 2015 è dirigente scolastica. Dal 2008 è iscritta all’Associazione per l’Insegnamento della Fisica (AIF) e componente del gruppo di Storia della Fisica. Particolarmente interessata alla promozione della cultura scientifica, ritiene importanti le metodologie della didattica laboratoriale e del “problem solving” nell’insegnamento della fisica.

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