Se per qualche strana ragione, o per questioni assolutamente ragionevoli, avete consultato il Web per trovare informazioni in merito alle attrici norvegesi, vi sarete resi/e conto che, una volta digitate quelle due parole sulla barra di ricerca e aver premuto ‘invio’, la declinazione femminile della professione scompare di default. La pagina che si apre davanti ai nostri occhi mostra un elenco fotografico di bellissime donne, nella maggior parte dei casi viventi, immortalate nel fiore degli anni. Delle figure femminili che le hanno precedute restano soltanto poche orme sbiadite.
L’enciclopedia online Wikipedia, la fonte di notizie che ci appare in prima posizione e a cui, quasi sempre, diamo priorità nella nostra consultazione, riporta: ‘Categorie: Attori norvegesi’, usando quel maschile universale neutro tanto fastidioso e obliterante.
Apriamo la pagina e compaiono nove sottogruppi. Per curiosità ho cliccato quello con la dicitura ‘Attori pornografici norvegesi’; il presentimento era che, nonostante la grammatica della frase permettesse di presumere che fossero citati esclusivamente pornoattori maschi, all’interno avrei trovato solo donne. E, indovinate?… Non mi sbagliavo!
Lungi da me sottostimare o deprecare questo ambito della filmografia ma, e non è certo un caso, nel settore la par condicio fatica ad affermarsi e le donne continuano a essere, spesso e volentieri, note, più di tutto, perché impegnate proprio in tale campo del cinema, con tutti i pregiudizi che ne derivano.
A ogni modo, tralasciando le osservazioni, in uno degli insiemi più consistenti, quello relativo agli ‘Attori norvegesi del XX secolo’, compare, sotto la lettera E, l’attrice oggetto della mia indagine: Aud Egede-Nissen.

Anche lei, come le altre, viene rubricata sotto un sostantivo maschile che non la riguarda e, soprattutto, non la rappresenta.
Se non fossi consapevole che Wikipedia è permeata di sessismo, probabilmente, l’avrei oltrepassata alla ricerca di titoli in cui compariva il femminile manifesto e che, proprio in virtù di quella specifica di genere, avrebbero preceduto testi contenenti informazioni su delle donne.
L’enciclopedia online, almeno nella versione in italiano, è fortemente esecrabile per la spregevole riduzione che fa della vita di questa artista, la cui biografia viene limitata a quattro righe di testo. Fatta eccezione per le date di nascita e di morte che riporto di seguito per dovere di cronaca e per fornire la necessaria contestualizzazione cronologica, il resto non racconta nulla della sua individualità e della vita trascorsa davanti all’obiettivo di una cinepresa.
Aud Egede-Nissen nacque a Bergen, città costiera della contea di Vestland, in Norvegia, il 30 maggio del 1893. La sua è una famiglia particolarmente numerosa: Adam Hjalmar Egede-Nissen e Georga “Goggi” Wilhelma Ellertsen ebbero ben undici fra figli e figlie, di cui sette divennero attrici e attori teatrali e cinematografici.
Il padre, politico e direttore delle poste di Stavanger nel 1911, iniziò la sua carriera nel Partito liberale unendosi, successivamente, prima al Partito laburista e poi al Partito comunista di cui fu presidente dal 1934 al 1946. Eletto allo Storting (Parlamento) nel 1900, Adam Hjalmar divenne particolarmente celebre per il ruolo svolto durante il dibattito parlamentare sulla riorganizzazione dell’esercito (1909), durante il quale si schierò a favore del disarmo e della neutralità. Nel Finnmark, dove tornò nel 1944 dopo essersi rifugiato in Canada, America e Islanda per sfuggire all’invasione nazista della Norvegia, prestò servizio come traduttore per l’Armata Rossa.
Compagna d’armi e alleata politica del marito, Georga Wilhelma fu coinvolta in tutte le sue attività politiche e partecipò attivamente ai diversi dibattiti a cui il coniuge era interessato o da lui organizzati. A lei si deve la particolare propensione per l’arte della numerosa prole: fin dalla giovinezza, la donna mostra uno straordinario talento per la recitazione, il canto e il violino. Dopo il matrimonio, celebrato nel 1892, e la nascita di figli e figlie, Georga ebbe sempre meno tempo di dedicarsi alle sue passioni ma, ciononostante, continuò a suonare il violino allietando, con la sua melodia, chi partecipava alle riunioni politiche del marito.
Cresciuta in questo contesto fortemente politicizzato, variegato e dinamico, Aud fece il suo debutto come attrice teatrale nel 1911, all’età di diciotto anni.

L’esordio sul grande schermo si ebbe due anni dopo quando, nel 1913, recita nel film Scenens børn del regista norvegese Bjørn Bjørnson. Nella pellicola interpreta Dora, l’attrice colpevole di aver scambiato la rivoltella di scena con una pistola vera che causerà la morte della co-star Leonie. Alla fine del dramma, Dora, colpita dal rimorso, si autodenuncerà alle autorità.
Dopo un anno di permanenza in Danimarca, dove lavora presso la Dania Biofilm Kompagni di Copenaghen, nel 1914 Aud si trasferisce in Germania, a Berlino, sotto consiglio di Bjørnson. Nella città tedesca l’industria cinematografica è in rapida ascesa e, con essa, anche le possibilità di impiego per attrici e attori. Viene dunque scritturata per due film: Die Filmprinzessin (La principessa del cinema) e Mobilmachung in der Küche (Mobilitazione in cucina).

Nel 1916 la sua carriera ha una veloce accelerazione. In quell’anno l’attrice appare nel serial di fantascienza muto in sei parti Homunculus, per la regia di Otto Rippert. Il racconto, sorta di variante del più noto Frankenstein, mette in scena il tentativo di dare vita, attraverso la scienza, a un uomo artificiale (letteralmente un omuncolo) che nel film viene interpretato da Olaf Fønss.
In quello stesso anno, Aud lavora alla realizzazione di Das Phantom der Oper, primo adattamento cinematografico del romanzo Il fantasma dell’opera di Gaston Leroux. Nella pellicola, l’attrice è Christine Daaé, la soprano protagonista femminile che, durante tutto il corso della storia e fino alla sua morte, si troverà a vivere in bilico tra il sentimento d’amore che nutre per il visconte Raoul de Chagny e la compassione che prova per Erik, l’uomo deforme ossessionato da lei.


Tra il 1916 e il 1917, Aud, insieme al marito Georg Alexander, fonda la sua personale compagnia di produzione, la Egede-Nissen Filmbyrå. Oltre a ricoprire la carica di direttrice artistica e finanziaria dell’impresa, continua a recitare, interpretando il ruolo femminile principale in molti dei film da loro prodotti. Nel biennio 1917-1919 la compagnia realizza ben 29 pellicole; tra queste ricordiamo: Ich heirate meine Puppe (Ho sposato la mia bambola), Das Geheimnis der Briefmarke (Il segreto del francobollo), Il rosario e la celebre serie di Ada van Ehlers, la prima detective donna. L’agenzia chiuse all’inizio del 1920.

Nel periodo precedente al suo ritorno in Norvegia (1931), Aud lavorò senza sosta: in quel decennio l’attrice fu tra i membri di ben ottanta cast; spesso si tratta di importanti produzioni che ne rinnovano e ne accrescono la fama.
Grazie alla moltitudine di film a cui prese parte e ai loro diversi generi cinematografici, Egede-Nissen ebbe la possibilità di interpretare una grande varietà di ruoli. Dal personaggio della serva di Sumurun nell’omonimo film romantico di Ernst Lubitsch, passando per la ballerina complice del malvagio ipnotizzatore Mabuse nel thriller di Fritz Lang: Dr. Mabuse, der Spieler (Il Dr. Mabuse, il giocatore), fino alla prostituta del dramma espressionista Die Strasse (La strada) di Karl Grune, mostra di essere un’attrice versatile e poliedrica.
Seguono i film realisti di Gerhard Lamprecht in cui l’artista recita la parte della protagonista. In Die Frau im Talar (La donna in veste, 1929), l’ultimo film muto a cui partecipò, la vediamo nei panni di una procuratrice costretta a giudicare il suo amato per una frode commessa dal suo stesso padre. Negli anni Trenta del Novecento, con le pellicole sonore Nacht und Morgen (Notte e Mattina) e Eskimo si conclude la sua carriera di attrice per il grande schermo.
Dopo la fine del matrimonio con il secondo marito, Paul Richter, l’interprete tornò nel sua Paese natale, dove diresse due film: En glad gutt (Un ragazzo felice) e Syndere i sommersol (Peccatori sotto il sole estivo).



Con lo spettacolo Ansikt til ansikt (Faccia a faccia), nel 1939, Aud mosse i primi passi pure come regista teatrale. Al teatro dedicherà il suo ultimo periodo di attività.

Succedendo di due anni alla morte del suo primogenito, Georg Lüddeckens Alexander Richter, Aud Egede-Nissen morì ottantunenne il 15 novembre del 1974, circondata dall’affetto del terzo marito, Dag Havrevold, e del loro figlio.
A cinquant’anni dalla scomparsa, noi di Toponomastica femminile la commemoriamo e ne rinvigoriamo il ricordo restituendole il femminile troppo spesso negato: Signori e Signore, ecco a voi la sceneggiatura di una storia straordinaria ‘La vita della poliedrica attrice del cinema muto Aud Egede-Nissen’.
Articolo di Sveva Fattori

Diplomata al liceo linguistico sperimentale, dopo aver vissuto mesi in Spagna, ha proseguito gli studi laureandosi in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza con una tesi dal titolo La violenza contro le donne come lesione dei diritti umani. Attualmente frequenta, presso la stessa Università, il corso di laurea magistrale Gender studies, culture e politiche per i media e la comunicazione.
