Grande attenzione ha registrato il tema della parità di genere nello sport, al centro della sessione Percorsi di genere nello sport condotta da Nadia Cario nella giornata iniziale del 9 ottobre 2024 all’Auditorium del Castello Normanno Svevo di Mesagne nell’ambito del 13° convegno nazionale di Toponomastica femminile.

A confrontarsi sul tema donne e sport sono state invitate Patrizia De Michelis, presidente di Rete per la parità, e Rosy Capeletti, vicepresidente nazionale del Soroptimist International d’Italia, che ci ha inviato le sue considerazioni sull’argomento.
«Il progetto Donne&Sport la lunga strada verso la parità — che caratterizza il biennio 2024-25 di presidenza di Adriana Macchi — si propone di far riflettere sul divario di genere, tuttora molto marcato sia un ambito professionistico che amatoriale, che persiste nel mondo dello sport, ponendo in essere una serie di azioni finalizzate a un necessario riequilibrio, contrastando discriminazioni e stereotipi e alla sensibilizzazione di istituzioni e opinione pubblica sugli aspetti legati alla prevenzione della violenza con un approccio inclusivo che consideri anche la disabilità.
Un fronte, quello di donne e sport, che per la prima volta viene posto al centro dell’attenzione. Il recente inserimento nella Costituzione del valore dello sport in virtù della sua valenza educativa, sociale e per il benessere psicofisico, dimostra che i tempi sono maturi per affrontare e perseguire in modo convinto la parità di genere anche in tale ambito. Una conferma viene dal documento finale approvato dal G7 delle Pari Opportunità che, riunito a Matera dal 4 al 6 ottobre 2024, impegna i ministri e le ministre ad «assicurare pari opportunità per donne e ragazze nelle attività sportive in tutti i settori quali l’accesso, il coaching, l’allenamento, le competizioni, le remunerazioni e i premi e a riconoscere l’importanza di competizioni sportive per tutte le donne e le ragazze basate sui pertinenti standard scientifici condivisi e trasparenti, regolati in maniera indipendente dalle istituzioni sportive al fine di evitare discriminazioni e di far avanzare le pari opportunità». Ed è dunque in questo contesto che i 162 Club italiani si sono attivati con impegno ed entusiasmo mettendo in campo azioni di advocacy per far sentire la propria voce in tal senso e progetti in grado di fare la differenza per le donne impegnate in attività sportive.
Entrando nello specifico dei punti cardine del progetto Donne&Sport, va sottolineato in primis l’impegno per stimolare i Comuni a far propria la Carta etica per il superamento dei divari e delle discriminazioni di genere nello sport, elaborata da Assist e aggiornata nel 2023, che impegna le amministrazioni ad adottare e sviluppare politiche e azioni di valorizzazione della pratica sportiva femminile sin dalla prima infanzia, senza interruzioni o allontanamenti determinati dalla discriminante di genere. Da rimarcare, in particolare, nella Carta l’affermazione che non esistono sport per maschi e sport per femmine, che le bambine hanno il diritto di praticare lo sport che più loro aggrada, che le istituzioni si impegnano a sostenere politiche, iniziative e progetti volti alla prevenzione di abusi e molestie in ambito sportivo, oltre che al contrasto di ogni stereotipo, pregiudizio, sessismo e bullismo, promuovendo l’inclusione delle donne nei posti dirigenziali. Molte le amministrazioni comunali che già l’hanno adottata e, in tal senso, piace ricordare che un appello in tal senso è stato lanciato dal Soroptimist in occasione delle partenze di tappa del Giro d’Italia Women del luglio scorso, momento di grande visibilità che ha visto proprio sullo stesso palco le presidenti dei Club Soroptimist coinvolte e i Sindaci.
Donne&Sport prevede anche azioni di sostegno a squadre femminili e premi e riconoscimenti ad atlete sui diversi territori, oltre che momenti di sensibilizzazione attraverso convegni e incontri con focus su diritti ed emancipazione femminile e sui temi cruciali della rappresentanza (oggi solo 2 Federazioni sportive nazionali su 48 sono guidate da donne) e della rappresentazione (con il linguaggio dei media che spesso ignora le donne negando loro autorevolezza e dignità quando addirittura non è permeato da atteggiamenti sessisti e ostili).
Anche la prevenzione della violenza di genere con l’adesione alla Campagna UNWomen Orange the World nei 16 giorni di attivismo che vanno dal 25 novembre (giornata contro la violenza sulle donne) al 10 dicembre (giornata dei diritti umani) quest’anno focalizzata, oltre al tema centrale Red the signs per riconoscere tempestivamente i segni di una relazione tossica, sul fenomeno della cyberviolenza e il progetto Sentinelle nelle professioni volto a creare, in particolare nell’ambito dei settori wellness&beauty e sportivo (palestre e società sportive), presidi in grado di intercettare, riconoscere e accompagnare le donne possibili vittime di violenza affinché intraprendano un percorso di ricerca di aiuto, sono al centro dell’azione soroptimista.
Di grande rilievo, inoltre, le azioni nelle scuole, con l’organizzazione di incontri con atlete da proporre come role model e momenti di avvicinamento allo sport. In particolare, con il progetto generAzioni, partendo dalla storia di Alfonsina Strada, vera pioniera della parificazione tra sport maschile e femminile – per la quale il Soroptimist ha chiesto e ottenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’emissione di un francobollo celebrativo della forza delle donne – si vuole arrivare alle atlete attuali, proponendo una narrazione innovativa che valorizzi, riscopra e racconti storie di donne che possano rappresentare modelli in grado di ispirare ragazze e bambine a seguire le proprie ambizioni e inclinazioni senza lasciarsi condizionare da stereotipi di genere».

Il tema dei modelli femminili e della valorizzare di figure femminili di spicco e delle loro storie, che spesso possono rappresentare al meglio i territori, è al centro dell’attenzione del Soroptimist e, in tal senso, a dare ulteriore forza al progetto, concorre l’iniziativa, lanciata dal Dipartimento delle Pari Opportunità L’Italia delle donne, finalizzata a segnalare, attraverso enti pubblici, figure significative di donne “di penna” (legate alla letteratura), “di scena” (legate alle arti teatrali e cinematografiche) e “delle istituzioni” (legate all’impegno civico e istituzionale).
Proprio l’identificazione di queste figure potrà portare, alla fine del biennio 2024/25, alla redazione di una sorta di “atlante” soroptimista che dia il giusto risalto a donne di rilievo e ai loro luoghi identitari.
Le storie di queste protagoniste, anche dello sport, spesso strettamente legate ai territori, costituiscono altresì uno stimolo per dare nuovo impulso alla toponomastica femminile, intitolando a loro strade, piazze, giardini, rotonde, piste ciclabili, impianti sportivi, aule.
La toponomastica femminile figura dunque a pieno titolo tra le iniziative di advocacy finalizzate a sostenere il necessario cambiamento e questa nuova narrazione in una prospettiva di riequilibrio e, pertanto, da oltre 10 anni rappresenta uno dei filoni d’azione del Soroptimist International d’Italia.
Dare il giusto riconoscimento culturale e sociale a donne protagoniste della storia, la cui memoria viene spesso ingiustamente trascurata, diventa strategico per contrastare la scarsa attenzione verso l’operato femminile. Di qui l’invito ai Club ad attivarsi nel presentare istanze ai loro comuni per la intitolazione di spazi a donne che si siano distinte nei diversi campi, con particolare attenzione alle atlete del passato e del presente, nonché a censire i luoghi intitolati a donne.
Il coinvolgimento delle scuole in questa opera di sensibilizzazione, proponendo percorsi di toponomastica femminile e mostre didattiche itineranti, rappresenta un ulteriore passo per promuovere una maggiore consapevolezza nelle giovani generazioni.
Anche l’ingresso di socie soroptimiste nelle Commissioni toponomastiche dei diversi Comuni, fortemente caldeggiato dal Soroptimist, può dare ulteriore impulso al riequilibrio delle intitolazioni».
Dopo aver sottolineato il valore della proposta rivolta ai Club di arricchire le diverse iniziative in campo sportivo con il materiale espositivo raccolto nella mostra itinerante Olimpiche e Paraolimpiche, curato e messo a disposizione dall’associazione Toponomastica femminile — che i presenti al convegno hanno potuto visionare e apprezzare nella bella e suggestiva location del Castello Normanno Svevo — la vicepresidente Capeletti, a conclusione del suo intervento, ha rimarcato il ruolo meritorio di Tf. Riportare alla luce presenze femminili significative per la storia di ogni realtà territoriale e attivarsi per operare un necessario cambiamento culturale, promuovendo figure in cui identificarsi, contrastando così la scarsa attenzione verso l’operato femminile, rappresentano valori che il Soroptimist riconosce e che costituiscono la base per proseguire una piena e fattiva collaborazione sulla strada verso la parità.
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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, già docente di filosofia/scienze umane e consigliera di parità provinciale, tiene corsi di formazione, in particolare sui temi delle politiche di genere. Giornalista pubblicista, è vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile e caporedattrice della rivista online Vitamine vaganti.
