«Capita a volte di sentirsi per un minuto felici. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo e passa». Ironica, mai banalmente ottimista a trentadue denti o pessimista rassegnata, Viola Conti è una giornalista che ha costruito con i suoi romanzi, il suo blog e le sue quasi giornaliere interviste in diretta Instagram (soprattutto a donne) un filo comune su un progetto rivolto a far conoscere l’universo femminile nei suoi tratti più scontati e travisati.
Vogliamo scoprire, attraverso alcune domande, il suo mondo interiore e le esperienze di vita che l’hanno portata a essere quella che è.
Se tu dovessi dipingerti in una ritratto, che modello seguiresti e che colori useresti?
Se dovessi essere rappresentata con un ritratto sceglierei il pittore madrileno Joaquin Sorolla che nelle sue tele esprime luce e movimento, con colori vivaci e fluidi. Bianco, azzurro, tinte pastello che esprimono positività, amore per la vita.

Sappiamo che sei stata finalista in vari concorsi e premi letterari nazionali e ti definisci come uno spirito libero e una donna spiritosa che ama giocare con le parole. C’è stato un momento, nella tua educazione o formazione, che ti ha fatto scoprire il piacere liberatorio della scrittura?
Da sempre ho un rapporto d’amore con la scrittura: fin da bambina mi dilettavo con le parole scrivendo poesie, favole, racconti. Scrivevo diari segreti ed era il mio modo di leggermi dentro ed esprimere le mie emozioni. Ho partecipato a diversi concorsi durante l’adolescenza e, scegliendo la professione di giornalista, ho progettato il mio futuro sulla forza del pensiero che diventa parola. Certo avrei voluto fare la scrittrice cimentandomi con la scrittura di un romanzo e lo spunto è arrivato con il mio progetto editoriale sulle dipendenze affettive in collaborazione con la love coach Sonia Veggiotti e la casa editrice Giovane Holden. Durante la pandemia ho avuto la necessità di elaborare il mio vissuto sentimentale focalizzando l’attenzione sui miei bisogni affettivi e sulle dinamiche comportamentali che mi hanno portato a vivere sempre le mie relazioni in uno stato di sofferenza. Grazie all’incontro con Sonia sui social ho deciso di dare a chi legge la possibilità di comprendere il proprio modo di relazionarsi all’altra/o attraverso schede esplicative sulla personalità della donna che scambia la dipendenza affettiva con l’amore, ovvero il suo contrario. Da qui ne è nata una trilogia che unisce il romanzo al saggio. Sono molto contenta del risultato apprezzato anche da lettrici e lettori.



L’ultima tua trilogia di libri ha come sottotitolo Il dolore è un talento… che cosa significa?
Leggendo i miei romanzi chi legge può guardarsi dentro e comprendere certe dinamiche comportamentali afferenti, non tanto all’amore, ma alla dipendenza affettiva in modo da esserne consapevole. Sono convinta che tutte e tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo vissuto relazioni asimmetriche in cui una/o dei due non si è sentito amato secondo le sue aspettative o ha trovato difficoltà a lasciarsi andare o a troncare col partner. Il dolore come la gioia è un’emozione che fa parte di una relazione, ma quando diviene sofferenza e quindi esperienza negativa capace di coinvolgere la mente in pensieri ossessivi e distruttivi non è uno strumento di crescita personale. Fare della sofferenza emotiva un bagaglio indispensabile per la conoscenza di sé è possibile e per giunta auspicabile. Perché è dalla sofferenza che si rinasce più forti e ricchi di prima. Si è più mature perché abbiamo capito l’origine del dolore è abbiamo deciso di attraversarlo senza farci più sopraffare. Vivere è respirare e amare è “anche” soffrire. Attraverso la storia di Micol si capisce che rinunciare ad amare per rimanere nella comfort zone costituita dall’abitudine, dal controllo sull’altro, non è la strada per la felicità.

Una x tutte, 4 x 100 è un tuo libro sullo sport… ma forse il vero tema è come vincere unendo le forze, sentirsi “alleate” in una grande impresa e non “rivali” come la cultura patriarcale ci vuole, soprattutto noi donne, giusto?
Nel mio primo libro intervista dedicato alle quattro ragazze della Nazionale azzurra della 4×100 con la prefazione di Fiona May racconto di quanto sia difficile rompere il soffitto di cristallo da parte delle donne che sono anche campionesse in fatto di principi ed etica sportiva. Storie di donne e di amicizia ma anche di coraggio nel portare avanti il proprio sogno che si fa non solo record nazionale, ma anche desiderio di una figlia/o, di una laurea, di un viaggio, di trasmettere ad altri ragazzi e ragazze il proprio amore per uno sport fatto di sacrifici e dedizione. Sono felice che il libro sia testimonianza di un cambiamento anche nello sport che vede le donne ancora più protagoniste e capaci di fare rete, passandosi il testimone.

Ora il gap di genere – salariale, nella governance, nei CdA… – è ancora del tutto evidente e forte… così come l’aut aut: o ti omologhi al modello maschile vincente o non sei all’altezza! Che ne pensi? Quali progetti futuri hai?
L’idea è di proseguire il mio viaggio nel mondo della dipendenza affettiva raccontando sempre nuove storie in modo da spiegare le dinamiche comportamentali e relative personalità psicologiche legate a questa problematica spesso sottovalutata e poco conosciuta. La dipendenza affettiva è preludio della violenza sulle donne che, come ci dicono chiaro le statistiche, è un fenomeno in crescita nel nostro Paese tanto da diventare un’emergenza sociale. Il mio piccolo contributo, come donna e giornalista, è quello di informare e supportare le/i “malati d’amore” a liberarsi da relazioni tossiche attraverso il confronto e la condivisione. Insieme è la parola chiave e sono contenta che i miei canali social, negli anni, siano diventati rifugio di anime alla ricerca di nuove consapevolezze. L’amore non è mai la fine del viaggio, ma il viaggio dentro sé stesse/i dal momento della nascita alla morte, quindi è meglio viverlo appieno a fianco della persona giusta. Accanto al progetto editoriale, nell’anno nuovo, ci sarà anche l’aspetto esperienziale con “Il dolore è un talento” in tour per l’Italia in partnership con esperte/i e comunicatori/trici in modo da allargare il pubblico e dare ancora più spazio alle testimonianze e al confronto in diretta.
Lasciamo Viola Conti con il desiderio di leggere tutti i suoi libri che non abbiamo ancora letto e la speranza che non si fermi: attendiamo il prossimo!
In copertina: l’autrice.
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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, già docente di filosofia/scienze umane e consigliera di parità provinciale, tiene corsi di formazione, in particolare sui temi delle politiche di genere. Giornalista pubblicista, è vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile e caporedattrice della rivista online Vitamine vaganti.
