Corpi che parlano, voci che sfidano 

Durante il mese di giugno alcune tra le grandi popstar della scena musicale italiana e internazionale si sono esibite sui palchi più importanti del territorio nazionale. Giorni all’insegna della musica e della libertà femminile, che appare il cardine centrale delle performance delle artiste. 
La prima ad aprire le danze è stata la cantante albanese-britannica Dua Lipa, che si è esibita nell’ippodromo Snai La Maura per gli I-Days di Milano il 7 giugno, ammaliando con la sua voce e con il suo spettacolo più di 70 mila persone.

Dua Lipa in concerto all’ippodromo Snai La Mura, Milano

Un concerto che è durato circa due ore con una scaletta di ben 22 canzoni, accompagnate da coreografie e visual memorabili. Il palco, pensato su misura, richiamava l’immagine simbolo del suo ultimo album: un’onda, che fungeva da passerella rialzata dove l’artista poteva salire e rendersi visibile anche agli spettatori e alle spettatrici più lontane. Un’onda ha invaso e conquistato il cuore della platea con la cover di A far l’amore comincia tu dell’indimenticabile Raffaella Carrà. Dua Lipa, infatti, per ogni tappa del suo tour mondiale ha scelto e imparato una canzone di un/a artista locale per omaggiare il proprio pubblico. Uno show completo, dunque, con cambi di abito e momenti commoventi di interazione con i/le fan, sia verso i fortunati e le fortunate delle prime file, sia nei confronti di tutti/e le presenti. 

Dua Lipa in concerto a Milano nel 2016

Il primo concerto dell’artista a Milano si era tenuto nel 2016, in un piccolo club che ospitava pressoché 50 o 60 persone. Quasi dieci anni dopo Dua Lipa può senz’altro essere coronata come una delle più amate popstar del momento, con una fanbase che attraversa più generazioni. La sua evoluzione artistica e musicale si è concretizzata in uno show che urla libertà e potenza femminile. La voracità con cui mangia il palco è senz’altro una rivincita verso tutti gli insulti e le critiche che aveva ricevuto in passato. Nei primi anni di carriera, infatti, era stata oggetto di pesanti osservazioni per le sue performance da ballerina inesperta. Ora, sotto i suoi video musicali, si leggono quasi esclusivamente commenti positivi che lodano la sua bravura e la sua bellezza. 

Lo stesso non vale per l’artista italiana Elodie, protagonista del concerto che ha tenuto a San Siro proprio l’8 giugno, il giorno dopo lo show della sua collega albanese. Elodie ha infatti riempito lo stadio di Milano, aprendo così il suo tour che l’ha vista esibirsi anche allo stadio Maradona di Napoli e in altri palazzetti nazionali. Il suo spettacolo è durato circa due ore con una scaletta di 35 canzoni, accompagnate da coreografie studiate, giochi di luci e la partecipazione di grandi ospiti come Achille Lauro, Gianna Nannini e Gaia. Elodie ha portato sul palco anche diverse drag queen, coronandosi come la paladina della comunità Lgbtqia+, dove riscontra ampio successo. Si è sempre espressa a favore dei diritti civili e della causa femminista, criticando i condizionamenti patriarcali che emergono anche nel mondo della musica. In particolare, alla conclusione del Festival di Sanremo, aveva sottolineato come nelle classifiche finali fosse visibile una certa disparità di genere, dal momento che le prime cinque posizioni erano occupate da artisti uomini. 

Elodie al Milano Pride 2024

Elodie si è sempre distinta per la sua spontaneità e franchezza, e non ha mai nascosto il suo spirito ribelle ed emancipato, usando il proprio corpo come strumento di espressione e manifestazione della libertà sessuale e identitaria. Questo suo lato provocatorio è stato però criticato aspramente da molti utenti, che l’hanno giudicata volgare e troppo esplicita nelle sue performance. Sotto i suoi video si leggono commenti misogini e insulti per le sue coreografie audaci ed estreme. 
In molti l’hanno paragonata proprio a Dua Lipa, evidenziando la differenza tra le due artiste: la prima definita rozza ed eccessiva, mentre la seconda femminile ed elegante. Elodie, in realtà, prende visibilmente ispirazione dalla sua collega, sia per quanto riguarda le performance sia per la struttura conferita allo spettacolo. Entrambe hanno sfoggiato abiti succinti, di pizzo o di pelle, con stivali alti e trasparenze; ed entrambe si sono esibite in performance sensuali e provocatorie. La cantante italiana può sembrare sicuramente più acerba, ma ciò non significa che non sia all’altezza del palco di San Siro.
Le reazioni profondamente diverse che hanno accompagnato i due concerti mostrano un doppio standard che vede osannare le artiste internazionali, legittimate a usare la sensualità come linguaggio scenico in virtù del loro successo mondiale, e le artiste nazionali, che invece vengono reputate non sufficientemente famose per permettersi determinate performance. In Italia sembra non essere accettato che una cantante, che ambisce a esibirsi su palchi importanti, possa portare in scena l’erotismo e la sessualità come simboli di potere e libertà femminile. 
Questo tipo di linguaggio è stato utilizzato anche dalle più grandi astiste mondiali come Madonna, Lady Gaga o Beyoncé. Prima di loro ci sono state Josephine Baker, Marilyn Monroe e Tina Turner, che con i loro spettacoli anticonvenzionali hanno sfidato gli schemi artistici e culturali dell’epoca. 

L’obiettivo è sempre quello di ribellarsi alle norme culturali e sociali, sradicando stereotipi e meccanismi di oggettivazione femminile. La scelta di creare performance provocatorie con riferimenti erotici è un’operazione finalizzata a rivendicare il proprio potere identitario e la propria libertà scenica. È una forma di ribellione e di autoaffermazione, volta a celebrare il corpo femminile e l’identità sessuale. Non è nulla di nuovo, dunque, quello che abbiamo visto al concerto di Elodie, ma il pubblico italiano, ancorato a un retaggio conservatore e patriarcale, non è ancora pronto a tali provocazioni. I commenti e gli insulti dimostrano come ci sia ancora una forte disparità di genere nel mondo della musica, dove non viene accettato il fatto che una donna possa rendersi sensuale e provocante senza essere screditata o giudicata. Elodie è stata comunque la prima donna a esibirsi da solista allo stadio Maradona di Napoli, un importante risultato che dimostra il suo talento e il suo enorme successo. 

In copertina: Elodie in concerto a San Siro, Milano. 

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Articolo di Giorgia Suem

Laureata in Scienze della comunicazione all’Alma Mater Studiorum di Bologna, attualmente è studente magistrale in Editoria e scrittura presso La Sapienza di Roma. Negli anni universitari ha collaborato con diverse riviste studentesche e si è specializzata in Gender studies con una tesi triennale volta ad analizzare la narrazione giornalistica della violenza di genere.

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