È il 31 gennaio 1865 e la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il XIII emendamento della Costituzione che abolisce definitivamente la schiavitù e la servitù involontaria in tutto lo Stato. Si dichiarava: «Né la schiavitù né la servitù involontaria, se non come una punizione per un crimine per il quale il soggetto deve essere stato debitamente condannato, devono esistere all’interno degli Stati Uniti, o in qualsiasi luogo soggetto alla loro giurisdizione». Tale decisione, fortemente voluta dal presidente Lincoln, ha interrotto lo schiavismo e completato l’iter iniziato con il Proclama di Emancipazione del 1863.
L’anno nuovo è appena cominciato e cosa dire su Toponomastica femminile? Sicuramente non possiamo non essere fiere di come sia andato questo 2025, conclusosi con il raggiungimento di una serie di grandi traguardi e con il compimento di moltissimi progetti, come Voci di parità della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (Celi) e Memory Street International della Chiesa Valdese — sostenuti dall’Otto per Mille — o la prima annualità di Cosmopolita e del progetto Erasmus Tutta mia la città.
Quanto all’appena iniziato 2026, abbiamo in mente nuove e interessanti iniziative. Tanto per cominciare la stampa, tra gennaio e febbraio, del nuovo libro della serie Le storie di Toponomastica femminile: Le Nobel per la pace a cura di Fiorenza Taricone. Non possiamo non menzionare poi il progetto di parità che si svolgerà presso il Liceo Vivona di Roma, Pari Voci, che si basa sui temi di Calendaria 2026 e propone la creazione di un podcast attento alla parità di genere e alla rappresentazione inclusiva. Infine, ma non meno importante, anche quest’anno Anci Nazionale ha rinnovato il patrocinio alla campagna 8 marzo, 3 donne, 3 strade.
Entrando nel merito del mese appena passato, gli eventi sono stati pochi ma non per questo poco significativi.
Il giorno 9 gennaio, nella trasmissione Sui generis-Femminismi di Radio Popolare, Elena Mordiglia ha intervistato la vicepresidente Danila Baldo e Sara Marsico, per presentare l’associazione Tf e il progetto Calendaria 2026.
Venerdì 23, nell’ambito del progetto Cosmopolita, si è tenuto uno dei noti Salotti Virtuali, la cui tematica, in questo caso, ha riguardato le giornaliste. Sono intervenute Cinzia Boschiero, Silvia Neonato, Donatella Caione, Livia Capasso e Martina Zinni, moderazione di Sara Marsico,
Domenica 25 gennaio si è tenuta, presso il Salone Sandro Pertini a Lodi, la presentazione del libro Grazia di Federica Seneghini con un saggio di Marco Giani, moderatrice la toponomasta lodigiana Alice Vergnaghi.
Il giorno 29 gennaio si sono tenute a Ragusa due intitolazioni a Michela Murgia e Elvira Sellerio, nell’ambito del progetto Tf Camera d’autrice, Abitare la parola, lasciare traccia. Presente, insieme ad altre associate, Ester Rizzo.
Sabato 31, infine, si è ufficialmente costituito L’Osservatorio di Pari opportunità all’Ordine dei giornalisti della Lombardia, coordinato da Ester Castano, tesoriera e consigliera dell’OdgL. Nel gruppo organizzatore sono presenti sia la direttrice responsabile di Vitamine vaganti, Sara Marsico, sia la giornalista e associata di Tf, Cinzia Boschiero.
Termina così il gennaio della nostra associazione.
Tuttavia, prima di congedarmi, vorrei fare un piccolo accenno a quelle che saranno le protagoniste nei due primi mesi dell’anno del già menzionato Calendaria 2026: le pioniere del giornalismo, ovvero coloro che hanno aperto la strada a una professione ritenuta a lungo di pertinenza maschile. Sono donne che hanno sfidato convenzioni e ostacoli sociali imponendosi come croniste, inviate e direttrici di giornali. In Italia, la prima donna a capo di un quotidiano fu Matilde Serao, una delle penne femminili di maggior successo tra ‘800 e ‘900, che nel corso della vita ha dimostrato quello spirito di libertà che dovrebbe motivare ogni giornalista.
Concludiamo il report con una frase di Abraham Lincoln in merito all’essenza della libertà, sperando che possa aiutare a riflettere su quanto sia necessaria ma non scontata tale condizione: «Come non vorrei essere uno schiavo, così non vorrei essere un padrone. Questo esprime la mia idea di democrazia».
Al prossimo mese!
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Articolo di Ludovica Pinna

Classe 1994. Laureata in Lettere Moderne e in Informazione, editoria, giornalismo presso L’Università Roma Tre. Nutre e coltiva un forte interesse verso varie tematiche sociali, soprattutto quelle relative agli studi di genere. Le sue passioni sono la lettura, la scrittura e l’arte in ogni sua forma. Ama anche viaggiare, in quanto fonte di crescita e apertura mentale.
