Oltre le Alpi, presenze femminili nel Canton Ticino e in Engadina

Ci serviamo nuovamente del percorso descritto su La Lettura, l’allegato domenicale al Corriere della Sera del 14 dicembre scorso, per compiere un ideale itinerario in Svizzera sulle tracce di interessanti figure femminili appartenenti all’ambito letterario. Questa volta però non potremo utilizzare altre idee e nominativi presi dai nostri censimenti toponomastici, limitati solo all’Italia; ora siamo infatti in territorio estero, con base a Lugano e a Sankt Moritz. L’articolo è firmato da Marco Ostoni, mentre la mappa è stata realizzata da Antonio Monteverdi e le illustrazioni sono di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte.
Come abbiamo riferito in precedenza su Vv in relazione alla via Emilia e Bologna, a Trieste, alla Sicilia (vedi numeri 306, 312, 337) questa affascinante esplorazione si occupa di rintracciare le targhe sulle abitazioni dove scrittori e scrittrici nacquero, vissero, morirono, ma talvolta le targhe mancano e allora spetta a noi lettori e lettrici attente provvedere a riportare la memoria su chi merita invece un tenace ricordo. Furono molti gli intellettuali che ebbero a che fare con questa zona oltre confine, da Goethe a Hesse, da Cattaneo a Manzoni, da Adorno a Jung, sia per la sua importanza culturale sia come rifugio in tempi difficili. Se tuttavia i nomi maschili sono numerosi e frequenti nell’area geografica in questione, le donne al solito scarseggiano. Alcune sono assai note, altre, nel nostro Paese, quasi sconosciute, e proprio su queste focalizzeremo la nostra attenzione.

La tomba di Patricia Highsmith

Ma cominciamo l’excursus a nord del lago Maggiore, nel Canton Ticino, con la celebre giallista americana Patricia Highsmith che riposa nel cimitero di Tegna in Vallemaggia. Nata nel 1921 negli Usa, morì presso Maggia nel 1995; si era trasferita in Europa fino dal 1963, lontana dai riflettori della fama acquisita con romanzi e racconti di grandissimo successo, molti dei quali hanno ispirato film altrettanto famosi. Citiamo Sconosciuti in treno, Vicolo cieco, Acque profonde e la serie dei cinque romanzi con Tom Ripley, personaggio amorale e conturbante.

Anna Gnesa

Sepolta nel cimitero di Brione Verzasca troviamo Anna Gnesa (1904-1986) che nacque a Gordola e svolse la professione di insegnante; per un periodo fu novizia presso un ordine religioso francese e insegnò a Damasco. Rientrata in Svizzera, riprese gli studi e si laureò, mentre si dedicava anche alla fotografia e alla scrittura, innamorata della sua terra che voleva proteggere dal turismo invadente. «Qui la grande interlocutrice non è l’opera umana, ma la natura. Non che l’opera umana manchi o sia trascurabile, tutt’altro; ma dove è originaria è tale che fa una cosa sola con la natura»; parole tratte da Questa valle (1974), uno dei due libri che pubblicò a sue spese dopo il pensionamento; l’altro è Lungo la strada (1978).

Aline Valangin

Aline Valangin (1889-1986) dovrebbe essere ricordata con una targa che manca invece nel Palazzo della Barca a Comologno, in Valle Onsernone; è stata scrittrice, traduttrice, psicanalista e pianista e in quella residenza estiva, insieme al marito, ospitò fra gli altri Ignazio Silone, esule antifascista dall’Italia, nel 1931. Fra i due ci fu anche una relazione sentimentale e lei fu fra le poche persone a poter leggere in anteprima Fontamara che si impegnò a far pubblicare.

Alfonsina Storni

Alfonsina Storni viene citata in piazza A. Storni a Sala Capriasca, dove era nata nel 1892. Piccolissima emigrò con la famiglia in Argentina dove divenne un mito, come nell’intera America Latina, seconda solo alla messicana Frida Kahlo, come poeta anticonformista, madre nubile, militante socialista e insegnante. Scrisse sempre in spagnolo e collaborò a quotidiani e riviste con rubriche scottanti per originalità e temi trattati, entrando a far parte del mondo intellettuale di Buenos Aires. È stata resa celebre dalla canzone Alfonsina y el mar interpretata dalla grande Mercedes Sosa (1935-2009). Quando il tumore che la affliggeva non fu più curabile, scrisse la poesia Voy a dormir (Vado a dormire) e si suicidò; era il 25 ottobre 1938.

A Ronco, presso Ascona, nel piccolo cimitero locale, c’è la tomba dello scrittore tedesco Erich Maria Remarque (1898-1970) che qui scelse di vivere dopo un periodo trascorso negli Usa e il matrimonio con l’attrice Paulette Goddard, che ci piace comunque segnalare, pur non essendo una letterata.

Paulette Goddard

La ricorderete certamente in alcuni capolavori di Chaplin, di cui fu musa e compagna per un certo periodo; nata a New York nel 1910, morì qui nel 1990 ed è sepolta accanto al marito. Ne rivediamo la figurina agile e scattante e il volto illuminato da un sorriso contagioso in Tempi moderni (1936) e Il grande dittatore (1940).

Milano, Monumento a Cristina Trivulzio di Belgiojoso, opera di Giuseppe Bergomi

Troviamo poi la patriota, giornalista, scrittrice Cristina Trivulzio di Belgiojoso (1808-1871) ricordata a Palazzo Riva di Cioccaro, in piazza Cioccaro a Lugano, dove si fermò più volte mentre si spostava, nella sua frenetica esistenza, dalla Francia all’Italia e viceversa, specie per rivedere la madre e l’amica Ernesta Legnani Bisi, pittrice e incisora milanese.

Passando in Engadina, nel Cantone dei Grigioni, incontriamo la scrittrice romana Rosetta Loy (1931-2022) a Crastà, Sils Maria, dove aveva una casa, località che fa da sfondo al suo romanzo pluripremiato Cioccolata da Hanselmann (1995).

Cioccolata da Hanselmann, copertina

Nell’articolo citato si riportano alcune sue impressioni su questi luoghi ameni: «In realtà i laghi erano tre, divisi da vaste distese di prati disseminati qua e là da vecchie case di contadini dai grandi fienili di legno. Ma per loro “il lago” era uno, e uno solo, quello che si allungava fino al Maloja, ora azzurro, ora colore del ferro, un lago che sembrava allungarsi all’infinito e quasi afferrare le montagne, perdersi nel cielo alle luci del crepuscolo». Per approfondire rimandiamo al n. 238 di Vitamine vaganti.

Scultura del vento

Una vera sorpresa è rappresentata dalla Scultura del vento, realizzata da Paul Gugelmann come omaggio ad Anne Frank (1929-1945); si trova in Fexerstrasse 3 a Sils e fu eretta nel 1997 nei pressi dell’abitazione in cui la giovane trascorse le vacanze estive nel 1935-36. «L’installazione, in metallo, emette suoni simili alle note di uno xilofono, che sembrano dialogare con il vento» (M. Ostoni, cit.) e rappresenta i simboli delle principali religioni (stella di David, croce, falce di luna, Yin/Yang) uniti ai simboli locali: sole e pesce, in una sorta di Isola della Pace.

AnnemarieSchwarzenbach foto di Anita Forrer

Annemarie Schwarzenbach è ricordata da una targa in via da Truochs n.3 a Sils Baselgi, segnalata nell’utile Guida letteraria della Svizzera italiana; la fotoreporter e scrittrice elvetica, nata nel 1908 e morta nel 1942, così descriveva questa area geografica: «È una valle di montagna fresca e pura, di […] un equilibrio interiore […], calmante e grandiosa allo stesso tempo: […] le montagne non sono insormontabili, non un rigido muro di ghiaccio, conducono ad altre terre benedette» (M. Ostoni, cit.). Si tratta di una figura di grande interesse, protagonista fra l’altro della biografia romanzata di Melania Mazzucco Lei così amata (2000); giornalista, archeologa, androgina e ribelle, parlò senza pudore delle sue esperienze e dei suoi viaggi avventurosi. Attiva nella Resistenza e amica di Klaus Mann, morì per un incidente di bicicletta e per un lungo periodo venne dimenticata, finché a metà degli anni Ottanta non vennero pubblicate le sue opere e rese note le migliaia di foto del suo prezioso archivio. In Italia solo pochi volumi sono stati tradotti, fra questi segnaliamo Gli amici di Bernhard, Sibylle, La valle felice, Morte in Persia, Ogni cosa è da lei illuminata e alcuni reportage fotografici. In anni recenti le sono stati dedicati due documentari ed è pure protagonista delle canzoni Amica mia di Pippo Pollina e Annemarie di Suzanne Vega. Su Vitamine vaganti n.258 trovate un articolo dedicato a uno dei suoi viaggi più affascinanti e rischiosi.

Ancora una volta crediamo di aver reso onore a donne meritevoli di essere ricordate, nella nostra continua ricerca che per l’occasione è uscita dai confini italiani. Alla prossima!

In copertina: scultura del vento.

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Articolo di Laura Candiani

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Ex insegnante di Materie letterarie, pubblicista, dal 2012 collabora con Toponomastica femminile di cui è referente per la provincia di Pistoia. Scrive articoli e biografie, cura mostre e pubblicazioni, interviene in convegni. È fra le autrici del volume Le Mille. I primati delle donne. Ha scritto due guide al femminile dedicate a Pistoia e alla Valdinievole. Ha curato il volume Le Nobel per la letteratura (2025).

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