Scatti urbani. Latina

Piazza del Popolo, nata come Piazza del Littorio, è il cuore razionalista di Latina e il fulcro del progetto urbano di Oriolo Frezzotti del 1932. La forma rettangolare, i portici e gli edifici istituzionali che la definiscono raccontano l’idea di una città ordinata e simbolica. Al centro, la Fontana del Popolo con la grande sfera in travertino, inaugurata nel 1939, segna il baricentro dell’Agro Pontino. Sullo sfondo, il Palazzo Comunale con la torre dell’orologio alta 32 metri, affiancato dal Palazzo M, sede della Guardia di Finanza, chiude la prospettiva della piazza, rafforzandone il carattere monumentale e identitario
Piazza del Quadrato, uno dei primi nuclei di Littoria nel 1932, conserva l’anima originaria della bonifica pontina. Gli edifici bassi con portici raccontano la dimensione agricola e comunitaria della città nascente. Al centro, la fontana con la statua del Genio della Bonificadi Pasquale Rizzoli celebra la fatica e il sacrificio dei lavoratori che trasformarono la palude in terra coltivabile. Sulla piazza si affaccia il Palazzo dell’Opera Nazionale Combattenti, oggi Museo della Terra Pontina, memoria concreta di quell’impresa collettiva che ancora oggi viene ricordata nelle celebrazioni del 18 dicembre
Il Palazzo delle Poste di Latina, in piazzale dei Bonificatori, è uno dei simboli dell’infrastruttura moderna della città di fondazione. Nato come Ricevitoria Postelegrafonica di Littoria, ha rappresentato per decenni il centro delle comunicazioni postali e telegrafiche del territorio. L’architettura razionalista, con richiami futuristi, l’uso di mattoni a vista, travertino e materiali innovativi per l’epoca, riflette l’idea di progresso e funzionalità che accompagnò la nascita della città. Un edificio pensato per connettere persone e luoghi, oggi testimonianza concreta della modernità immaginata negli anni Trenta
Piazza della Libertà, nata come piazza XXIII Marzo, segna una fase di crescita e consolidamento di Latina come capoluogo di provincia. Al centro della scena urbana si impone il Palazzo della Prefettura, progettato da Oriolo Frezzotti nel 1935, simbolo delle nuove funzioni amministrative della città di fondazione. Intorno, le architetture razionaliste in travertino raccontano l’espansione del tessuto urbano oltre il primo nucleo. Sullo sfondo, gli edifici legati all’Istituto Nazionale delle Assicurazioni testimoniano il ruolo degli enti statali nella costruzione dell’identità architettonica di Latina, mentre il tema delle fontane monumentali, come la Fontana del Grano, richiama il legame profondo tra città, bonifica e celebrazione del lavoro agricolo
La Casa del Combattente, progettata da Oriolo Frezzotti e completata nel 1933, è uno dei luoghi della memoria più significativi di Latina. Inserita nel contesto razionalista della città di fondazione, nasce per celebrare la Grande Guerra e accogliere le associazioni d’arma. Sulla facciata, i rilievi di Egisto Caldana evocano il conflitto attraverso un linguaggio simbolico essenziale. All’interno, la lastra marmorea con il Bollettino della Vittoria del generale Diaz trasforma l’edificio in uno spazio solenne, dove architettura e memoria storica si intrecciano ancora oggi
Il Palazzo del Governo di Latina, su Piazza della Libertà, rappresenta uno dei punti più alti della costruzione simbolica della città di fondazione. Progettato da Oriolo Frezzotti e inaugurato nel 1934, accompagna la nascita della provincia e ne incarna l’autorità civile. Le superfici compatte, il ritmo severo delle facciate e l’uso controllato della decorazione riflettono una consuetudine architettonica che attraversa tutta Latina: edifici pensati per durare, misurati nelle forme ma fortemente evocativi nel significato. All’interno, il ciclo pittorico La Redenzione dell’Agro di Duilio Cambellotti lega indissolubilmente l’architettura al racconto della bonifica, trasformando il palazzo in una sintesi visiva del mito fondativo della città
Il Palazzo del Governo prosegue lungo viale Umberto I, mostrando il suo lato più urbano e continuo. Da questa prospettiva l’edificio perde la solennità frontale della piazza e si integra nel tessuto della città, mantenendo però coerenza e rigore compositivo. La linearità delle facciate e la ripetizione misurata degli elementi architettonici rafforzano l’idea di un’architettura pensata come sfondo stabile della vita pubblica, capace di accompagnare il passaggio dalla rappresentazione del potere alla quotidianità cittadina
Palazzo M, oggi sede storica della Guardia di Finanza, è uno degli edifici più riconoscibili di Latina. Progettato da Oriolo Frezzotti e completato nel 1943 come ex Casa del Fascio, deve il suo nome alla pianta a “M”, pensata per il mai realizzato Foro Littorio. Gravemente danneggiato durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, l’edificio è sopravvissuto come frammento di un progetto più ampio, trasformando la propria incompiutezza in testimonianza storica. Oggi continua a svolgere una funzione istituzionale, inserendosi nel tessuto urbano come segno persistente della stagione razionalista e delle trasformazioni della città
All’ingresso di Palazzo M, due statue monumentali di Ulderico Conti raffigurano la maternità e la vita rurale come immagini di forza e sacrificio. A sinistra, una donna regge una cesta di panni e un bambino; a destra, una madre è circondata dai figli, dal neonato a quello più grande in piedi accanto a lei. Segnate dai colpi della guerra e dal lento degrado del tempo, queste sculture conservano nelle loro ferite una memoria silenziosa della storia di Latina, oggi restituita e preservata attraverso interventi di recupero
La chiesa di Santa Maria Goretti a Borgo Le Ferriere sorge nel luogo del martirio della giovane Maria, avvenuto il 5 luglio 1902 nel casale noto come Cascina Antica. Da semplice dimora rurale, il complesso è diventato un santuario e meta di pellegrinaggio, legato al gesto di perdono che Maria offrì al suo aggressore prima di morire. La Tenda del Perdono, ricavata nella stanza dell’aggressione, custodisce una memoria intima e silenziosa, mentre il santuario continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale profondo per Latina e per l’Agro Pontino
In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Latina ha inaugurato una panchina rossa in piazza dei Bonificatori, simbolo della memoria e del rispetto per chi non ha più voce. L’iniziativa, promossa dal Centro Italiano Femminile e sostenuta dall’Asl di Latina, vuole stimolare riflessione e consapevolezza, affiancandosi ad altre panchine rosse collocate nei principali ospedali della provincia. Un gesto semplice ma potente, che ricorda l’urgenza di combattere ogni forma di violenza sulle donne
Lungo viale Umberto I, una mostra fotografica racconta l’Italia degli anni ’60 attraverso immagini iconiche: film, piazze celebri come Piazza del Plebiscito, la Fontana di Trevi, e la Vespa, simbolo di un’epoca di cambiamento e di leggerezza. Le fotografie creano un percorso visivo che trasporta i visitatori tra memoria storica e nostalgia culturale, evocando il fascino e lo spirito del Bel Paese di quegli anni

In copertina: L’ex Intendenza di Finanza di Latina, affacciata su Piazza del Popolo, è un edificio razionalista degli anni Trenta, nato con la fondazione di Littoria. Le forme simmetriche e il porticato esprimono l’idea di ordine e monumentalità del progetto urbano originario. Pensata per ospitare i servizi finanziari della nuova provincia, oggi rimane una presenza simbolica nel paesaggio della città, memoria architettonica e storica del suo periodo di nascita.

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Articolo di Veronica Tomaselli

Studente magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo, laureata in Lettere Moderne presso l’università “La Sapienza” di Roma. Ragazza estroversa, a cui piace leggere romanzi e con una grande passione per la scrittura che coltiva fin da piccola. Il sogno di diventare giornalista per dar voce a chi viene relegata/o nell’ombra.

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