SCATTI URBANI. VARSAVIA

Questo fotoreportage è dedicato alla città di Varsavia, e inizia con alcuni versi bellissimi della lirica La fine e l’inizio di Wislawa Szymborska, Nobel per la letteratura nel 1996 e una delle più importanti poete polacche degli ultimi anni, conosciuta e amata in tutto il mondo. 

Dopo ogni guerra / c’è chi deve ripulire. / In fondo un po’ d’ordine / da solo non si fa. / C’è chi deve spingere le macerie / ai bordi delle strade / per far passare / i carri pieni di cadaveri. / C’è chi deve sprofondare / nella melma e nella cenere, / tra le molle dei divani letto, / le schegge di vetro / e gli stracci insanguinati. 
[…] 
Chi sapeva / di che si trattava, / deve far posto a quelli / che ne sanno poco. / E meno di poco. / E infine assolutamente nulla. / Sull’erba che ha ricoperto / le cause e gli effetti, / c’è chi deve starsene disteso / con la spiga tra i denti, / perso a fissare le nuvole. 

Nowy Świat, una delle principali vie del centro di Varsavia. Letteralmente “via Nuovo mondo”, la strada assunse questo nome nel XVII secolo, quando la città assunse delle dimensioni considerevoli con interventi di urbanizzazione. Durante il periodo napoleonico, furono costruiti edifici neoclassici e la via divenne sempre più trafficata in quanto luogo di numerosi negozi e ristoranti. Dopo la rivolta di Varsavia nel 1944 e la distruzione quasi totale di Nowy Świat, la sua ricostruzione venne affidata all’architetto Zygmunt Stępiński
Incrocio tra Nowy Świat e Świętokrzyska 
Tomba del Milite Ignoto, a Piazza Piłsudski. Il monumento fu istituito nel 1925, all’indomani della Prima Guerra Mondiale, conservando i resti di un soldato non identificato, caduto durante la battaglia di Leopoli. Sul sarcofago in pietra vi è l’iscrizione “Qui giace un soldato polacco che ha dato la vita per la Patria”
Scorcio sulla Torre dell’acqua. Con la costruzione dell’acquedotto Marconi nel 1851, fu edificata anche la torre idrica, nota come serbatoio, del Giardino Sassone. Le sembianze furono ispirate dal tempio romano di Vesta a Tivoli. Il 16 giugno 1855 fu ufficialmente inaugurato l’acquedotto comunale di Varsavia, con l’obiettivo di trasferire l’acqua dalla Vistola
Un cervello in esposizione nell’area dedicata alla medicina nel Copernicus Science Centre
Nella zona superiore del parco Łazienki, si erge il maestoso monumento che ritrae il pianista e compositore polacco Fryderyk Chopin seduto sotto un salice piangente, simbolo di malinconia e legame con la Polonia 
Giardino difronte al Palac Na Wyspie, noto come Palazzo sull’acqua 
Piazza del Castello, a Varsavia. Al centro della piazza è situata una delle più importanti statue della città, dedicata al re Sigismondo III Vasa — che trasferì la capitale della Polonia da Cracovia a Varsavia nel 1596 — su iniziativa del figlio, re Ladislao IV 
Il Barbacane di Varsavia, facente parte delle mura della città, ideate nel XV secolo per proteggere la Città Vecchia. Questo storico bastione fu creato nel 1540 da un architetto italiano e fu utilizzato soltanto durante l’invasione svedese del 1656. Con i bombardamenti nazisti, il Barbacane fu quasi completamente distrutto e alcuni anni dopo venne ricostruito con i mattoni originali tratti dalle macerie
Piazza del Mercato della Città Nuova
Chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria. Costruita nel XV secolo, la chiesa presenta uno stile gotico e un notevole campanile 
Statua in bronzo raffigurante la chimica e fisica, vincitrice del Premio Nobel, Maria Skłodowska, nota come Marie Curie. La scultura è stata realizzata da Bronislaw Krzysztof nel 2014 e rappresenta la scienziata che mostra un modello dell’atomo del Polonio, elemento a cui Curie ha dato il nome in onore della sua terra natale. La statua si trova vicino alla casa in cui è nata ed è rivolta verso il fiume Vistola 
Scatto di vita quotidiana
Scorcio su Pałac Kultury i Nauki, “Palazzo della Cultura e della Scienza”, nel centro di Varsavia. Alto 237 metri, il palazzo fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica e progettato da Rudnev: la costruzione impiegò circa 3500 lavoratori e iniziò nel 1952 fino al 1955. A idearne la sua costruzione fu Iosif Stalin come regalo alla città 

In copertina: Scorcio sui grattacieli nel quartiere Mirów. 

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Articolo di Alice Lippolis

Sono laureata in Editoria e Scrittura presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi dal titolo Il medium e il reale: Matilde Serao tra letteratura e giornalismo. Amo viaggiare, tanto quanto amo leggere sotto l’ombrellone in spiaggia (ma anche un po’ dove capita).

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