Cuore nero 

Il cuore nero è quello di Emilia, la cui vita è stata segnata da un grave crimine commesso in giovanissima età, un crimine che l’ha relegata in carcere per quasi quindici anni. Ha più di trent’anni quando, uscita dalla galera, sceglie di nascondersi agli occhi del mondo andando ad abitare a Sassaia, una frazione montana incastonata in una valle del Biellese, dove passava le vacanze da bambina. Solo una mulattiera la collega con il paese di Alma, nel fondovalle, ed è per questo che Emilia lo ha scelto, per lei è l’unico posto dove per ora può immaginare di vivere.  
Sassaia è un borgo disabitato, oltre a lei ci abitano solo due persone. Una è l’anziano Basilio, che aveva studiato e sembrava destinato a diventare un pittore, ma la vita lo ha costretto a utilizzare il pennello in modo diverso, e ora vive facendo l’imbianchino, salvo occuparsi di restaurare, ogni tanto, gli affreschi delle piccole chiese della zona, per cui la Sovrintendenza per le Belle Arti non ha interesse. L’altro abitante è Bruno, che ha 36 anni ma ne dimostra di più e fa il maestro ad Alma; abita in quella che è stata la casa di famiglia, una famiglia che non esiste più da tantissimo tempo. Anche Bruno, come Basilio e la protagonista, è un drop out: le sue brillanti prospettive di vita si sono sgretolate sotto i colpi di un destino feroce, tanto che ha smesso di credere nel futuro. 
La storia d’amore che i due intrecciano, a dispetto quasi della loro stessa volontà, li costringerà a fare i conti con il proprio passato e con i sensi di colpa che il male inferto (da Emilia) ma anche, paradossalmente, quello subito (da Bruno) hanno creato in loro. È un rapporto difficile che ha battute d’arresto e momenti di profonda sofferenza, ma sarà in realtà l’agente della trasformazione sia di Emilia sia di Bruno. Per misurare il percorso compiuto Emilia ritorna nel carcere minorile dove è rimasta rinchiusa qualche anno, prima di passare nel carcere degli adulti, e parallelamente Bruno riesce a tornare sul luogo dove è avvenuta la tragedia che ha sconvolto la sua esistenza: è il segno che tutti e due sono pronti infine ad accettare la realtà e ad aprire le porte alla vita. 

Chi legge si trova a riflettere sul male, sulla realtà di chi lo ha commesso e su quella di chi l’ha subito: un tema forte, di peso, in grado di coinvolgere chiunque. Ma non è l’unico tema: Emilia ha commesso, come si scopre presto, anche se solo alla fine se ne scopriranno le modalità, uno di quei delitti che inducono tanta gente a invocare la detenzione a vita, se non la pena di morte, negando ai e alle responsabili, considerati/e dei “mostri”, la stessa qualità di esseri umani. Lei stessa non riesce a perdonarsi né a sentirsi come “una persona normale”, eppure la sua storia ci convince della possibilità, anche per una persona come lei, di cambiare e redimersi. Una lezione importante in tempi come questi, in cui il dubbio è bandito, riflessione e prudenza sembrano aver perso fascino e le parole d’ordine si ispirano ai metodi sbrigativi e violenti.  

L’autrice ci avverte, prima dell’inizio del romanzo, che sia i personaggi sia le vicende sono frutto della sua immaginazione, ma come leggiamo nei Ringraziamenti, alla fine, il romanzo non avrebbe potuto essere scritto senza l’esperienza dei laboratori di lettura e scrittura presso l’Istituto penale minorile di Bologna, da cui è consapevole di avere imparato, “in termini di vita e di umanità”, molto più di quanto abbia potuto insegnare loro. E possiamo sicuramente crederle: quelle come la sua sono esperienze che arricchiscono, che possono mettere alla prova il sistema valoriale che ci si è costruito, che fanno maturare.  

Il romanzo nasce, evidentemente, da questa maturazione, e pur essendo di agevolissima lettura è indicato per chi cerca, in un libro, qualcosa di più di un semplice intrattenimento. 
Uscito nel 2024, attualmente in corso di traduzione in più di 20 Paesi, Cuore nero è il quinto e ultimo romanzo di Silvia Avallone, scrittrice biellese oggi residente a Bologna, dove ha studiato. Ha pubblicato anche un libro di poesia e collabora con il Corriere della Sera. Sfolgorante il suo esordio, nel 2010, con Acciaio, pluripremiato romanzo giunto secondo al Premio Strega.  
Ricordiamo anche l’impegno dell’autrice contro le discriminazioni (un motivo in più per apprezzarne l’opera): l’8 marzo del 2021, in occasione delle celebrazioni per la Giornata internazionale della donna, ha tenuto un discorso al Quirinale in favore della parità di genere ed è stata nominata dal Presidente Mattarella Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. 

Silvia Avallone
Cuore nero 
Rizzoli, 2024 
pp. 368

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Articolo di Loretta Junk

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Già docente di lettere nei licei, fa parte del “Comitato dei lettori” del Premio letterario Italo Calvino ed è referente di Toponomastica femminile per il Piemonte. Nel 2014 ha organizzato il III Convegno di Toponomastica femminile. curandone gli atti. Ha collaborato alla stesura di Le Mille. I primati delle donne e scritto per diverse testate (L’Indice dei libri del mese, Noi Donne, Dol’s ecc.).

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