Tradizioni pasquali curiose nel Nord Europa. Le Påskkärringar svedesi e le Pääsiäisnoita finlandesi

Nella cultura occidentale siamo abituati a vedere bambine vestite da streghe durante la notte del 31 ottobre. Nel Nord Europa, o meglio in Svezia e in Finlandia, ciò avviene nella giornata di Pasqua. Stiamo parlando delle Påskkärringar svedesie delle Pääsiäisnoita finlandesi. Per quanto riguarda la prima, in italiano “le streghette di Pasqua”, il Giovedì Santo (o talvolta il Sabato Santo) le bambine, riunite in gruppetti, si travestono da påskkärringar (appunto, streghe) e passano di casa in casa per chiedere dolcetti, dando in cambio dei disegni; in altri casi passeggiano con un bricco del caffè all’interno del quale la gente mette un soldo o una caramella; in altri ancora, vanno alla ricerca di påskägg (uova di Pasqua) piene di dolci: una caccia al tesoro ricca di indizi e indovinelli. Le piccole, con in viso disegnate guance rosse e lentiggini, sono solite indossare grembiuli, scialli colorati, vecchi vestiti e un fazzoletto legato sotto il mento, tenendo in mano una scopa di saggina, una teiera di rame o un cestino.
Tale consuetudine — che sembra aver avuto origine nella Svezia occidentale all’inizio del XIX secolo — deriva dalla credenza popolare secondo cui il Giovedì Santo le streghe volassero verso Blåkulla e, dopo aver festeggiato il sabba con il demonio, facevano ritorno la notte della vigilia di Pasqua. La scelta di far ricadere questa festa pagana durante il periodo pasquale dipende dal fatto che, sempre secondo la tradizione, tutte le forze malvagie sono state liberate proprio nel momento in cui Giuda Iscariota ha tradito Gesù.

Blåkulla

Ma che cosa significa Blåkulla? E cosa è un sabba? Per rispondere a entrambe le domande, con Blåkulla si intende l’isola — situata nello Stretto di Kalmar, nel Mar Baltico — dove le streghe andavano, volando su una scopa, per prendere parte al sabba: un convegno dove venivano messe in atto pratiche magiche. La leggenda risale al diciassettesimo secolo, periodo in cui questo luogo, davvero esistente, è diventato tristemente importante per la caccia alle streghe. Attualmente Blåkulla è un parco nazionale situato a ovest di Öland (in Svezia) e conosciuto con il nome di Blå Jungfrun; qui, durante la stagione estiva, vengono organizzate visite turistiche.
La Påskkärringar è molto sentita nelle regioni rurali della Svezia, ma viene praticata anche nelle città più grandi, quali Stoccolma, Uppsala e Göteborg; è proprio in questi luoghi che si tengono eventi dedicati, sfilate per bambini e bambine, oltre a mercatini tematici.

Skansen

Nello specifico, a Stoccolma vi è lo Skansen: un museo all’aperto che organizza eventi storici con costumi tradizionali.
Anche in Finlandia esiste la figura della strega di Pasqua detta Pääsiäisnoita: una “befana pasquale” impersonata sia da bambini che da bambine — con lentiggini dipinte sul volto — che si travestono con scialli e tengono in mano rametti di salice decorati con piume e nastri, accompagnati da manici di scopa, gatti neri o bricchi del caffè. Un’usanza caratterizzata dunque dalla fusione di influenze ortodosse e credenze popolari del posto, sorta quando la Finlandia era ancora parte della Svezia e intesa, inizialmente, come rito propiziatorio per scacciare gli spiriti maligni.

Pajunoksa

A ogni modo, oggigiorno, questo costume folcloristico vede al centro adolescenti e bambini/e che intonano la filastrocca del virvonta, bussando alle porte delle abitazioni per donare i pajunoksa (rami di salice portafortuna) in cambio di dolci. Una celebrazione diffusa soprattutto nella regione meridionale e centrale della Ostrobotnia (nella Finlandia occidentale), dove le streghette hanno l’occasione di visitare il vicinato e i familiari per barattare la benedizione con caramelle e cioccolato; un momento di gioia che ha trasformato superstizioni antiche in un gioco amatissimo dalla gioventù locale.
Tuttavia, il mito a cui si rifà questo rito collettivo non è altrettanto allegro. Le streghe pasquali, conosciute anche come trullit o rullit, venivano un tempo considerate creature malvagie, specie nei confronti degli animali domestici. Si credeva che quest’ultimi fossero esposti a riti maligni praticati da donne — emarginate dalla comunità, e di conseguenza invidiose — durante la sera del Venerdì Santo e del Sabato Santo: se una trullit entrava in una stalla le mucche morivano l’inverno successivo a causa di strane malattie; se una trullit riusciva a portare via peli o pezzi di pelle da un animale, la fortuna del bestiame era quasi sicuramente compromessa. Alcuni strumenti di difesa utilizzati dalle persone per proteggersi dalle rullit erano le campane, armi da taglio, libri di canto, pentacoli e croci.
Ma perché questa credenza riguarda proprio le festività pasquali? Durante il periodo che intercorre tra il Venerdì Santo e la domenica di Pasqua (che secondo la fede cristiana corrisponde alla morte e alla resurrezione di Gesù di Nazareth) l’influenza protettrice di Dio sarebbe molto limitata, ne consegue che le streghe possono commettere atti maligni totalmente indisturbate. Proprio per tale motivo, per impedire ogni possibile attacco, venivano accesi i falò pasquali (noti come kokko), diventati anch’essi una tradizione pasquale.
Si potrebbe dire che l’odierno gioco delle Pääsiäisnoita finlandesi sia una sinergia, creata per il divertimento infantile, di due fenomeni opposti: la tradizione delle trullit (un tempo legata alla “maledizione”) e quella del virpominem della Domenica delle Palme (simbolo di salute che allontana il male, dunque legata, invece, alla “benedizione”).

Pääsiäisnoita
Påskkäringar svedesi

In conclusione, possiamo affermare che, sebbene si tratti di due celebrazioni legate al folklore, la Påskkärringar e la Pääsiäisnoita presentano, sì, numerose analogie, ma allo stesso tempo anche svariate differenze culturali e di tempistica. Entrambe sono radicate nella cultura scandinava e vedono bambini e bambine che, in abiti da strega, bussano di porta in porta. Tuttavia, ciò che le contraddistingue sono i giorni: le påskkärringar svedesi si muovono principalmente il Giovedì Santo; le pääsiäisnoita finlandesi, invece, sia la Domenica delle Palme che il Sabato Santo (a seconda delle tradizioni regionali). Un’ulteriore differenza è legata agli accessori, in quanto in Finlandia (oltre alle scope, come accade anche in Svezia) è molto comune che le streghette, durante i virvonta, portino con sé rametti di salice agghindati.
Sintetizzando, le due tradizioni sono varianti regionali dello stesso folklore nordico, ma la prima si concentra di più sull’aspetto della strega, mentre la seconda fonde questo aspetto con la benedizione grazie ai rami di salice.
Prima di congedarci, per auguravi una buona Pasqua, riportiamo per intero l’allegra filastrocca finlandese più volte menzionata: «Virvon, varvon, tuoreeks terveeks, tulevaks vuodeks. Vitsa sulle, palkka mulle!» (Ti auguro un anno fresco e sano. Un ramo per te, un premio per me!).

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Articolo di Ludovica Pinna

Classe 1994. Laureata in Lettere Moderne e in Informazione, editoria, giornalismo presso L’Università Roma Tre. Nutre e coltiva un forte interesse verso varie tematiche sociali, soprattutto quelle relative agli studi di genere. Le sue passioni sono la lettura, la scrittura e l’arte in ogni sua forma. Ama anche viaggiare, in quanto fonte di crescita e apertura mentale.

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