Füreya Koral

Füreya Koral è stata un’artista turca con una personalità molto originale e una produzione prolifica. Nota soprattutto per le sue notevoli realizzazioni in ceramica, fu in realtà un’artista a tutto tondo: agli studi letterari presso la facoltà di Filosofia dell’Università di Istanbul affiancava infatti lo studio del violino e la realizzazione di composizioni musicali.

Nel 1951 tenne la sua prima mostra a Parigi, composta principalmente da murali tridimensionali, ma dove trovarono posto anche i suoi lavori di pittura e di litografia. Era la prima artista turca a tenere un’esposizione di questo genere ma non fu questo il suo solo primato. Alla fine del 1951 aprì il suo primo studio di ceramica, dove erano accolti gli/le intellettuali e il pubblico. A lei si deve l’aver trasportato l’arte tradizionale della ceramica in una dimensione contemporanea e alla morte lascerà un nutrito gruppo di artiste e artisti talentuosi formatisi alla sua scuola.

Füreya Koral nel suo studio, 1965

Era nata il 2 giugno 1910 a Büyükada, Istanbul. Suo padre era Emin Paşa, soldato e statista dell’Impero Ottomano e poi compagno di Mustafa Kemal Atatürk, generale e politico turco, fondatore e primo Presidente della Repubblica turca considerato l’eroe nazionale e il padre della Turchia moderna. Sua madre era Hakkiye Hanım e suo nonno era Mehmed Şakır Paşa, statista e storico ottomano.

Füreya ereditò la passione per la musica, la pittura e la letteratura dalle zie Fahrelnissa Zeid, Aliye Berger e Ayşe Erdem, e dallo zio Cevat Şakir Kabaağaçlıi. Studiò al Lycée Notre Dame de Sion di Istanbul e conseguì il diploma di un liceo ebraico privato nel 1928. Si iscrisse poi al Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Lettere dell’Università di Istanbul nel 1929, ma la malattia del padre e il conseguente suo pensionamento obbligatorio la costrinsero ad abbandonare l’università prima di laurearsi a causa del peggioramento della situazione finanziaria della famiglia.

Füreya Koral, Pannello da parete Ka Han, 1957, ceramica, 250 x 400 cm, Istanbul o Elmadağ, foto Ara Güler Doğuş Sanat

Nel 1930 si trasferì a Bursa dopo aver sposato il proprietario di una fattoria di nome Selahattin Karacabey. Il matrimonio però durò solo due anni e nel 1932 la coppia divorziò. Tre anni dopo Füreya si risposò con Kılıç Ali, un caro amico di Kemal Atatürk, alla cui morte la coppia tornò a Istanbul.

Una decina di anni dopo, un evento negativo legato alla salute determinò un cambiamento nella sua vita. Immediatamente dopo aver aiutato sua zia, l’artista Fahrelnissa Zeid, ad aprire la sua prima mostra personale nella propria casa al condominio Ralli, a Füreya fu diagnosticata la tubercolosi. Per curare la malattia si trasferì in Svizzera, dove prese lezioni di pittura da un artista polacco. In quel periodo iniziò a sperimentare con la ceramica utilizzando i materiali inviatile dalle zie. Nel 1949 frequentò un laboratorio di ceramica a Losanna. Trasferitasi a Parigi nel 1950 incontrò il ceramista Georges Serré (1889–1956) e, su suo consiglio, iniziò a lavorare sulle tecniche di cottura. Conobbe allora anche i critici d’arte Jacques Lassaigne e Charles Estienne che le consigliarono di allestire una mostra.

La sua prima personale venne inaugurata alla Galerie MAI di Parigi e fu seguita da una mostra personale in Turchia presso la Galleria Maya fondata da Adalet Cimcoz. Questa mostra presentava ceramiche murali ispirate alla tradizione e altre opere che trattavano temi folcloristici.

Tornata a Istanbul nel 1953 fondò uno dei primi studi privati di ceramica in Turchia. Anche il secondo matrimonio però era destinato a non durare e, dopo aver divorziato da Kılıç Ali nel 1954, Füreya trasferì la sua casa e il suo studio al piano terra del condominio Şakir Pasha che ben presto diventò luogo di incontro per giovani artiste/i della ceramica, personaggi della cultura, scrittrici e scrittori.

Nel 1957 Füreya ricevette una borsa di studio Rockefeller per studiare negli Stati Uniti. Questo le diede l’occasione di visitare il vicino Messico, dove si dedicò a svolgere ricerche sulle culture azteca e maya. L’incontro con la tradizione murale del Messico rafforzò la sua convinzione che l’arte non dovrebbe restare chiusa nei musei aprendo la strada ai grandi pannelli che avrebbe poi realizzato per gli spazi pubblici: per il Marmara Hotel nel parco della fattoria forestale Atatürk ad Ankara, per la facoltà di Medicina dell’Università di Hacettepe, per la Ziraat bank, per la Basąk insurance, per il mercato dei commercianti tessili a Istanbul, per il mercato Anafartalar, per il Divan Hotel.

Füreya Koral, Pannello murale, 1966, ceramica, 270 x 1000 cm, Arts Hotel Istanbul (ex edificio della compagnia di assicura

Nel 1960-61 Füreya Koral fu invitata a fornire una serie di tavolini e sgabelli intarsiati in ceramica per arredare il nuovo edificio dell’Assemblea nazionale ad Ankara. Negli anni Settanta si concentrò sulla progettazione di oggetti utilizzando la tecnica del gres e nel 1973 creò una serie esclusiva per la fabbrica di porcellana di Istanbul a Tuzla. Lo stesso anno, le sue opere furono esposte allo Yapı Endüstri Merkezi (Centro dell’edilizia).

Tra i suoi lavori più noti la serie intitolata Houses, ispirata alle case a schiera che poteva vedere dal suo condominio Arif Paşa, esposta nel 1985 alla Maçka art gallery di Istanbul e successivamente premiata con il Sedat Simavi Visual Arts Prize.

Nel corso della vita ha partecipato a numerose mostre in diverse città tra cui Parigi, Città del Messico, Praga, Washington DC. Una retrospettiva postuma del suo lavoro venne inaugurata nell’autunno del 2017: comprendeva oltre 200 pezzi, presentati insieme a materiali d’archivio come lettere e fotografie. Organizzata da Károly Aliotti, Nilüfer Şaşmazer e Farah Aksoy, la mostra mirava a presentare uno studio completo del suo lavoro, che è stato, forse, messo in ombra dal suo genere e dall’importante ruolo della sua famiglia nella tarda storia ottomana e nella prima storia turca.

Füreya Koral, Piatto. Hittite Sun, 1953, ceramica, raggio 30 cm, collezione Sara Koral Aykar, Courtesy Sara Koral Aykar

Nel giugno 2022 alcuni dei tavolini e degli sgabelli di Füreya della Collezione d’arte della Grande Assemblea Nazionale turca (Türkiye Büyük Millet Meclisi Sanat Koleksiyonu) sono stati esposti nel nuovo terminal crociere Karaköy come parte del festival Beyoğlu Cultural Road insieme a fotografie di famiglia, cimeli e copie di fotografie dell’artista scattate da Ara Güler.

Ritratto di Füreka Koral, foto Ara Güler Doğuş Sanat ve Muzecilik A.Ş., per gentile concessione dell’Archivio e del Ce

Pur essendo nata e cresciuta in una famiglia borghese, Füreya Koral rivelò una sensibilità particolare nei confronti delle classi sociali più umili. Lo dimostrano le parole da lei pronunciate e riportate in un reportage a lei dedicato in occasione di una sua mostra dallo scrittore Yaşar Kemal: «Voglio che anche il più povero di tutti mangi nel piatto di ceramica che ho fatto io, che le mie opere siano di tutti. […] Che ci siano tazzine in tutti i caffè, in tutte le case, ricche o povere, belle o brutte. […] L’arte non si imprigiona nei musei. Quella è arte morta». Parole dalle quali traspare non solo la sua profonda umanità ma anche il desiderio di rivoluzionare l’arte ceramica, sottraendola all’immagine di un’arte legata al superfluo per trasporla in una dimensione legata alla quotidianità e alla utilità, rendendola a disposizione di tutte e tutti.

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Articolo di Annamaria Vicini

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Giornalista pubblicista con laurea in Filosofia e master in Comunicazione, ha collaborato con alcune delle maggiori testate nazionali oltre che con organi di stampa a livello locale. È stata direttrice responsabile di un sito internet e autrice di un blog di successo. Ha pubblicato il romanzo Non fare il male (I Libri di Emil, 2012) e l’eBook Abbracciare il nuovo mondo. Le startup cooperative (2017).

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