Negli ultimi anni ha preso piede una moda, in montagna: la forestaterapia. Ne ho seguito un incontro in Valsavarenche che mi è piaciuto molto, ma alla fine mi sono resa conto che la forestaterapia l’avevo praticata per moltissimi anni, inconsapevolmente. In una delle mie camminate nel bellissimo bosco che si raggiunge da Extrepieraz e va verso Pracharbon in Val d’Ayas, mi capita di respirare benissimo, senza dover ricorrere allo spruzzo che serve a combattere la mia asma allergica. L’ultima volta che ho percorso questo bosco di larici e abeti, con delle bellissime casette per gli uccellini realizzate da un artigiano locale, era novembre e non ho potuto non associare al benessere che provavo e alla sensazione di essere una persona fortunata una vicenda che ha riguardato Melegnano: l’abbattimento di 11 meravigliosi tigli odorosi in piena salute, che in estate davano refrigerio a mamme con figlie e figli, signore che si fermavano sulle panchine a leggere, bambine e bambini che si divertivano in bicicletta o a piedi, studenti che uscivano per una pausa dalla Biblioteca, uomini e donne che si recavano nella palazzina sede delle associazioni. I tigli di Piazza delle associazioni erano una delle poche isole di verde in una città che ha una delle densità medie abitative più alte d’Italia: 3500 persone per km quadrato.
La cittadinanza melegnanese si era attivata in difesa dei tigli sia con una raccolta firme che con un ricorso al Tar, purtroppo dichiarato inammissibile, con diffide all’Amministrazione, articoli su quotidiani locali, incontri con esperte/i sull’importanza degli alberi per la nostra salute e il nostro equilibrio e persino l’intitolazione, a cura di Toponomastica femminile, degli 11 tigli a 11 donne ambientaliste. Una giovane artista danzatrice aveva improvvisato dei flash mob, il gruppo del tai-chi aveva svolto una lezione sotto i tigli in piena estate. Si era anche costituito un Comitato Tiglionontitaglio che aveva esaminato tutta la normativa nazionale e locale e aveva cercato in ogni modo un confronto con l’Amministrazione per correggere il piano di arredo urbano che non prevedesse la distruzione di quegli alberi. Non c’è stato nulla da fare. Il giorno dopo il responso del Tar i tigli sono stati abbattuti. L’amministrazione ha ritenuto di essere a posto perché avrebbe piantato 46 nuove piante che però solo dopo molte decine d’anni avrebbero svolto la stessa funzione dei tigli abbattuti.
Vivo tra la Valle d’Aosta e Melegnano. Camminare tra gli alberi mi ha sempre aiutata. Non so perché accada ma dopo un po’ che respiro in mezzo a queste stupende creature avverto una profonda connessione con me stessa e come per magia mi arrivano le soluzioni ai problemi, idee per nuovi progetti e spunti per gli articoli che scrivo. Mentre osservo queste piante bellissime del bosco di Pracharbon non posso fare a meno di provare una grande nostalgia per quei magnifici tigli che ospitavano il canto degli uccellini e che costituivano un’oasi di pace.
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Articolo di Sara Marsico

Giornalista pubblicista, si definisce una escursionista con la “e” minuscola e una Camminatrice con la “C” maiuscola. Eterna apprendente, le piace divulgare quello che sa. Procuratrice legale per caso, docente per passione, da poco a riposo, scrive di donne, Costituzione, geopolitica e cammini.
