Al Concorso Sulle vie della parità partecipano anche classi degli Istituti comprensivi, in cui vi sono scuole che vanno dall’infanzia alla secondaria di primo grado (si possono leggere qui tutti i lavori migliori finora pubblicati nella rubrica Percorsi). Sembra impossibile, in realtà arrivano progetti articolati, complessi e ben realizzati anche da classi con alunni e alunne di tenerissima età, guidate, non occorre neanche dirlo, da maestre e maestri eccezionali: qui gli esempi di scuola dell’infanzia.
Fra i Comprensivi che ogni anno partecipano con un progetto multiplo che accomuna pressoché tutte le classi dell’istituto, spicca il Santa Caterina di Cagliari, che, in questa X edizione, ha ricevuto il primo premio nell’ambito della Sezione A, dedicata a Calendaria, presentando moltissimi lavori didattici volti anche all’Educazione civica in ottica di genere.



Qui il video dell’arazzo, sintesi di tutti i lavori.
E qui Io sono Malala.
Questa la motivazione del premio: «Il progetto, che costituisce la naturale prosecuzione dei percorsi realizzati negli anni precedenti, rappresenta l’impegno concreto dell’Istituto Comprensivo Santa Caterina di Cagliari a proseguire la formazione delle giovani generazioni in un’ottica culturale e valoriale di parità. Il percorso, simbolicamente disegnato attraverso il “filo che unisce”, secondo il concetto artistico di Maria Lai, conduce autori e autrici, a riconoscere, nei ritratti delle donne premiate con il Nobel, il loro operato e il valore del contributo che hanno portato alla nostra società.
La rappresentazione artistica, frutto del lavoro congiunto di docenti e discenti, esposta nell’atrio della scuola, e dunque visibile a tutta la comunità educante, merita pertanto un particolare riconoscimento. L’insieme delle classi e delle varie discipline attraversate, nella dimensione curricolare estesa in verticale e orizzontale, si presenta, inoltre, per l’unicità dell’esperienza, come esempio di intenzionalità e impegno condiviso.
Si osserva, come meritevole di nota, che l’intero progetto, nato dall’esplorazione dell’operato delle donne rappresentate in Calendaria 2023, è collegato agli articoli della Costituzione e agli obiettivi dell’Agenda 2030: due fondamentali documenti per sviluppare nelle giovani generazioni una coscienza civica, democratica e di partecipazione attiva alla costruzione della nostra società. L’eccellente valutazione del percorso educativo-didattico realizzato da alunne/i è data dalla piena rispondenza degli elaborati prodotti ai criteri assunti dal bando e dal raggiungimento degli obiettivi preposti».

L’Istituto comprensivo statale “Il Principe” di San Casciano in Val di Pesa in provincia di Firenze, ha partecipato con tre lavori tutti di ottimo livello. La scuola primaria “Nicolò Machiavelli” ha presentato il progetto Emanuela Loi, una donna coraggiosa.

Questa la valutazione della giuria: «Il progetto si qualifica per il ricco percorso conoscitivo attraverso un attivo rapporto col territorio. Territorio che porterà concreti segni visibili del lavoro fatto come il lenzuolo dipinto da appendere a turno alle case della frazione e il QRcode che segna il luogo, dove è presente anche il presidio di Libera, con la storia di Emanuela Loi.
Le tappe del percorso svolto, raccontate a coppie dai/dalle studenti al momento dell’intitolazione, hanno consentito di condividere con la popolazione le conoscenze acquisite in un autentico progetto di cittadinanza attiva.
La forte valenza formativa è documentata dalla ricchezza dei linguaggi messi in campo, dal narrativo, al motorio, al grafico, in un lavoro collettivo coinvolgente che integra e valorizza tutti i contributi; un lavoro che ha consentito a tutte e tutti di acquisire consapevolezza e competenza sia a livello conoscitivo che comunicativo nel raggiungimento degli obiettivi che il concorso stesso si prefigge».




Qui il video del percorso didattico spiegato alla cittadinanza.
Sempre parte dell’IC “Il Principe”, la primaria “Gianni Rodari” della frazione Cerbaia, ha partecipato con due lavori: Omaggio a Frida Khalo e A spasso con Marie Curie, quando sulla tua strada incontri una grande donna.
Questa la valutazione della giuria per il primo lavoro: «Il progetto elaborato dalle classi del biennio della scuola primaria “Rodari” si inserisce nel macroprogetto del Comune in cui viene dato ampio spazio al rapporto scuola/territorio, il cui obiettivo è la presenza in ogni frazione di un luogo dedicato a una donna che, con il suo operato, ha contribuito in maniera significativa alla costruzione della nostra società e civiltà.
Il percorso, differenziato per livelli di apprendimento, è partito da letture di testi che descrivono la vita dell’artista, evidenziandone aspetti quali l’umanità, la fragilità e nello stesso tempo la forza e la vitalità, e l’analisi delle sue opere, cogliendone in pieno l’aspetto originale, vitale e visionario. Aspetti colti e poi interpretati da alunne/i con vari linguaggi espressivi, sperimentando tecniche e codici diversi. Con tale modalità di lavoro i/le alunne si sono appropriate di conoscenze e competenze e, contemporaneamente, hanno preparato in maniera eccellente e coinvolgente la cerimonia dell’intitolazione, sintesi esemplare di cittadinanza attiva.
La grande partecipazione della popolazione, confluita in un’autentica manifestazione di riconoscimento del valore di questa artista, testimonia l’efficacia del lavoro prodotto da questa scuola, che si configura come agente portatore di conoscenza alla comunità.
La realizzazione di due pitture su ceramica che sono diventate installazioni permanenti a corredare le due targhe che danno inizio e fine alla passeggiata intitolata, lascia poi un segno tangibile nella scrittura condivisa del territorio. Inoltre, l’azione successiva che ha visto tutti i prodotti dei/delle bambine esposti nella mostra annuale del plesso: RODARINARTE, ha valorizzato le singole produzioni in un contesto collettivo aperto alla cittadinanza e dunque portando all’evidenza il valore di questa artista, in linea con le finalità stesse del concorso».




Questa la valutazione della giuria per il secondo lavoro: «Il progetto si qualifica come ottimo percorso interdisciplinare che in maniera motivante permette l’espressione creativa e coinvolge bambine e bambini nel proporsi come portatori di conoscenza alla cittadinanza. Il lavoro parte dalla lettura della biografia di Marie Curie e affronta il tema della parità di genere in campo scientifico; da questo si allarga all’analisi dei diritti delle donne negati nella storia e a una riflessione sulla contemporaneità di oggi in varie parti del mondo e sul quinto punto dell’Agenda 2030. Dalla lettura all’intitolazione, il percorso si è articolato attraverso la produzione di diversi manufatti e installazioni molto originali, quali il ritratto con matita a carboncino, la creazione di due mattonelle in terracotta coi simboli chimici degli elementi scoperti dalla scienziata, la valigia e il tavolo di lavoro di Marie Curie. Attraverso il disegno e la manipolazione, bambini e bambine si sono appropriate di conoscenze sperimentando tecniche e codici espressivi; allo stesso tempo hanno preparato in maniera eccellente e coinvolgente la cerimonia dell’intitolazione, sintesi esemplare di cittadinanza attiva. La documentazione mostra come la vita di Marie Curie abbia coinvolto gli/le alunne che si sono cimentate in una riscrittura della biografia della scienziata in prima persona. Inoltre, hanno riportato alcune sue frasi famose nell’intento di mostrare la loro attualità e la loro importanza nella promozione dei propri talenti da coltivare con studio e tenacia. La conclusione della presentazione multimediale, con l’elenco dei sogni di bambine e bambini per il proprio futuro, restituisce il valore del percorso come particolarmente formativo, non solo da un punto di vista civico, ma anche identitario».



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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, già docente di filosofia e scienze umane, e consigliera di parità provinciale, tiene corsi di formazione, in particolare sui temi delle politiche di genere. Giornalista pubblicista, è vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile e caporedattrice della rivista online Vitamine vaganti.
