Febbraio è il mese del carnevale. E carnevale è Brasile e samba e Rio de Janeiro. Nel 1899, le strade della capitale risuonano di una musica nuova: si chiama Ó Abre Alas ed è nata dalla penna gioiosa e irriverente di Chiquinha Gonzaga. Quando a vent’anni, dopo quattro anni di un matrimonio combinato, le chiedono di scegliere tra il marito e la musica, Chiquinha Gonzaga sceglie la musica e se ne va di casa. Il padre la disconosce, la dichiara morta e vieta a chiunque della famiglia anche solo di pronunciare il suo nome. E a noi di Tf Chiquinha Gonzaga piace un casino, per la sua musica, per il ritmo, per la schiena dritta e l’orgoglio pieno di fare la scelta sbagliata. Ed è a lei che dedichiamo questo nostro secondo mese dell’anno.
Le attività iniziano a Mesagne, Brindisi, quando il giorno 7 si è dato il la a una due giornate di Toponomastica femminile insieme a Marcella Corsi, Giuliana Giusti e Virginia Mariani. Inoltre, nella stessa giornata e fino al 16, si è potuta ammirare la mostra sulle donne vincitrici del premio Nobel nelle discipline scientifiche. Da segnalare, il giorno 8 a Francavilla Fontana l’incontro Linguaggio e bilancio di genere, tenuto dalle docenti Marcella Corsi e Giuliana Giusti. Sabato 10 si è aperto il progetto Donne& Sport che Toponomastica femminile ha condiviso con il Soroptimist.
Nella stessa giornata, a Licata, presso la chiesa S. Francesco, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nelle scienze, si è tenuto l’incontro formativo dal titolo L’errore di Keplero con successiva inaugurazione della mostra Le Nobel per le scienze. Si è trattato di un importante evento per la crescita culturale della comunità e per alimentare nuove consapevolezze nelle giovani generazioni.
Il 14 febbraio a Lodi ha avuto luogo il flash mob OBR – One billion rising, per un San Valentino diverso, dove il rispetto e non i cioccolatini la fa da padrone. A unire i due aspetti, però, ci hanno pensato gli studenti e le studenti dell’Istituto Merli di Villa Igea, che hanno distribuito “i cioccolatini del rispetto” fatti da loro. A presentare l’evento c’era, per Tf, la vicepresidente Danila Baldo.
Il 14 e il 23 febbraio Sara Marsico ha partecipato, all’interno di un progetto dell’associazione Arcodonna di Monza, rappresentata dalla Presidente Laura Morasso e dalla giornalista Barbara Rachetti, a due lezioni indirizzate a due classi del Liceo Artistico Nanni Valentini, in cui si è parlato delle attività dell’associazione femminile monzese, di lotta agli stereotipi, conquiste femminili e invisibilità delle donne negli spazi urbani. In quell’occasione ha descritto le attività di Toponomastica femminile e ha presentato il concorso Sulle vie della parità.
Mercoledì 21 febbraio, alle ore 11.00, presso l’Aula Magna dell’ITE Bassi di Lodi, si è tenuta la proiezione del docufilm Maledetta primavera. La storia di una bambina e della sua passione per il pallone, con discussione finale sul superamento degli stereotipi di genere nello sport.
Venerdì 23 febbraio, ad Asti, alla Fondazione Eugenio Guglielminetti, nel ciclo di approfondimenti “I segreti delle arti”, Giovanna Cristina Gado di Tf ha presentato la nostra associazione, e la storia mancata delle donne attraverso l’uso dello spazio pubblico e della cultura sessista, che ha ritenuto irrilevanti le donne e il loro ruolo, anche quando internazionalmente riconosciuto, con una relazione su “Toponomastica femminile per il valore dei diritti e della memoria delle donne”.
Sabato 24 febbraio, a Menfi, in provincia di Agrigento, la Consulta delle donne ha apposto nel comune una targa in memoria di Grazia Viviano, Bessie in America, vittima dell’incendio scoppiato nella fabbrica di camicette nel Triangle Shirt Waist Company a New York il 25 marzo del 1895. Toponomastica femminile ha patrocinato questa intitolazione.
Dal 28 febbraio, e fino all’8 marzo, presso il centro commerciale La Mongolfiera di Foggia è disponibile una mostra sulla toponomastica femminile che ha dato inizio a una ricerca per delle nuove intitolazioni affinché si dia maggiore visibilità alle donne e si promuova l’equità di genere.
Giovedì 29 febbraio a Licata, per costruire uno spazio di “comunità culturale toponomasta”, sono ripresi i salotti culturali di Tf: il primo salotto sarà sulla Medicina di genere e la prevenzione. Si è parlato delle differenze di sintomi, progressione e risposta ai trattamenti che caratterizzano uomini e donne di fronte alle stesse patologie. A discutere, invece, di prevenzione dei tumori femminili é stata la dott.ra Enza Russotto, specialista ginecologa.
Il nostro mese si chiude qui.
E visto che questo articolo è iniziato parlando di festa, di musica e di regole meravigliosamente infrante, il pensiero non può che andare a chi, proprio grazie alle sue canzoni, ha sempre giocato con il potere, deridendolo e sovvertendolo, in un eterno carnevale rivoluzionario. Fabrizio De André è nato il 18 febbraio. E ci manca. Immensamente:
«Anche se il nostro maggio
Ha fatto a meno del vostro coraggio
Se la paura di guardare
Vi ha fatto chinare il mento
Se il fuoco ha risparmiato
Le vostre Millecento
Anche se voi vi credete assolti
Siete lo stesso coinvolti
E se vi siete detti
Non sta succedendo niente
Le fabbriche riapriranno
Arresteranno qualche studente
Convinti che fosse un gioco
A cui avremmo giocato poco
Provate pure a credervi assolti
Siete lo stesso coinvolti
Anche se avete chiuso
Le vostre porte sul nostro muso
La notte che le pantere
Ci mordevano il sedere
Lasciandoci in buonafede
Massacrare sui marciapiede
Anche se ora ve ne fregate
Voi quella notte, voi c’eravate
E se nei vostri quartieri
Tutto è rimasto come ieri
Senza le barricate
Senza feriti, senza granate
Se avete preso per buone
Le “verità” della televisione
Anche se allora vi siete assolti
Siete lo stesso coinvolti
E se credente ora
Che tutto sia come prima
Perché avete votato ancora
La sicurezza, la disciplina
Convinti di allontanare
La paura di cambiare
Verremo ancora alle vostre porte
E grideremo ancora più forte
Per quanto voi vi crediate assolti
Siete per sempre coinvolti
Per quanto voi vi crediate assolti
Siete per sempre coinvolti»
Al prossimo mese.
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Articolo di Sara Balzerano

Laureata in Filologia moderna, è giornalista pubblicista. Ama i romanzi d’amore e i grandi cantautori italiani, la poesia, i gatti e la pizza. Il suo obiettivo principale è avere la forza di continuare a chiedere: Shomèr ma mi llailah (Sentinella, quanto [resta] della notte)? Crede nei dubbi più che nelle certezze; perché domandare significa non fermarsi mai. Studia per sfida, legge per sopravvivenza, scrive per essere felice.
