Sulla scia di Ada Negri, che nel 1924 pubblicò la poesia Nel paese di mia madre, gli alunni e le alunne della scuola secondaria di primo grado Ic Francesco Cazzulani e delle scuole secondarie di secondo grado Itet Agostino Bassi, Ips Luigi Einaudi, del liceo statale Maffeo Vegio e del liceo artistico statale Callisto Piazza, hanno dedicato al germoglio femminile delle loro terre un lavoro articolato di riscoperta e valorizzazione.
Con il loro progetto Protagoniste lodigiane in tre secoli: Laura Pietrantoni, Ada Negri e Carlotta Ferrari, eccellenti artiste, accompagnate musicalmente dalle canzoni “di e per” le donne, gli/le studenti si sono aggiudicati il I premio ex equo per la sezione A — Percorsi della XI edizione del concorso Sulle vie della parità, la cui premiazione si è tenuta il 19 aprile presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre.

Il percorso progettuale, conclusosi con la presentazione di un prodotto finale di spiccata sensibilità, ha visto il coinvolgimento di ben 22 classi, 430 studenti e 17 docenti, uniti nel comune obiettivo di dare risalto e riconoscimento ad alcune figure femminili di rilievo. In particolare, i/le ragazze hanno privilegiato tre donne del territorio lodigiano, attive nel campo della musica e delle arti: Ada Negri, Carlotta Ferrari e Laura Pietrantoni; a quest’ultima, figura poliedrica impegnata nella musica, nel teatro e nella scrittura, è stato conferito il ruolo ideale di filo conduttore del lavoro e delle diverse epoche storiche indagate, cordone ombelicale tra tradizione, presente e futuro.



Il lavoro realizzato è stato suddiviso in diverse fasi; la prima di queste è stata di stampo conoscitivo: i/le ragazze hanno svolto ricerche per desumere informazioni in merito alla vita delle tre figure femminili soggetti di ricerca, consultando materiali bibliografici e storiografici e avvalendosi, nel caso di Laura Pietrantoni, anche dello strumento dell’intervista sottoposta al compagno dell’artista, Maurizio Piantelli, liutista e maestro di musica. L’attività di ricognizione e di analisi del quadro storico-sociale del periodo intercorrente tra il Settecento e i giorni odierni è stata condotta con un’impronta artistica e creativa che ben si attaglia allo spirito e alle personalità femminili coinvolte nella ricerca.

Gli/le alunne hanno investigato le diverse epoche utilizzando il filtro della musica: i canti delle mondine, delle jazziste e delle pizziche salentine, le canzoni degli anni Ottanta e Novanta (come, per esempio, Teorema di Marco Ferradini e Ti pretendo di Raf) e quelle più attuali in cui le donne sono protagoniste (tra cui Tre messaggi in segreteria di Emis Killa, Troia di Massimo Pericolo e God is a woman di Ariana Grande), sono servite agli/alle alunne per indagare aspetti quali la violenza sulle donne, il rispetto e la forza delle donne, verificarne l’evoluzione o meno e interrogarsi sul legame intercorrente tra la musica e la società.

Terminata la fase di conoscenza, le classi si sono poi cimentate nell’elaborazione pratica e artistica dei dati e delle informazioni raccolte, scegliendo modalità espressive differenti: presentazioni multimediali, animazioni, giochi interattivi, video e itinerari. Il palcoscenico ritrovato e la monografia Il Lodigiano e il Novecento, opere di Pietrantoni in cui viene ricostruita la storia dei teatri di Lodi, sono serviti agli/alle studenti come mappa di orientamento nel loro percorso di riscoperta dei teatri perduti della città. L’itinerario inizia dal teatro privato di Francesco de Lemene, dove nel 1676 venne rappresentata la prima opera della storia lodigiana (Il Narciso), e si conclude con il Nuovo Teatro Gaffurio, sorto per iniziativa della società omonima e del Fascio locale. Immagini e video realizzati dagli/dalle ragazze testimoniano e preservano i luoghi attraversati.


Le classi dell’Istituto Francesco Cazzulani, sulla base delle fonti storiche lodigiane, hanno poi creato presentazioni video animate delle tre artiste, disegni e rappresentazioni grafiche ispirate alle poesie di Ada Negri e di Carlotta Ferrari e giochi interattivi. Attraverso interviste immaginarie, gli/le studenti hanno messo in dialogo tra loro le tre figure femminili scelte.
La fantasia e l’immaginazione costituiscono due elementi importanti nell’elaborazione e nella realizzazione del lavoro; queste componenti ritornano preponderanti nelle interviste doppie tra la scrittrice Negri e sua madre e nei dialoghi della poeta e giornalista con Anna Kuliscioff, Filippo Turati, Gabriele D’Annunzio e Guglielmo Marconi.

Completano la varietà di tecniche e modalità espressive i fumetti, le lettere che gli/le alunne scrivono ad Ada Negri, gli arrangiamenti digitali per pianoforte di Carlotta Ferrari, i ritratti, il caviardage e le lezioni di peer education. Nel fumetto biografico di Ada Negri, Una vita in un minuto, «le/gli studenti, dopo aver letto e analizzato le biografie delle donne, hanno disegnato alcune scene, hanno scritto i dialoghi dei vari personaggi, scelto i vari fotogrammi della storia descrivendo così la narrazione dell’episodio».

La tecnica del caviardage, metodo di scrittura poetica che nasce dalle emozioni provate di fronte a un testo scritto, ha permesso agli/alle studenti di valorizzare alcune delle poesie delle protagoniste della ricerca, dando loro la possibilità di cimentarsi nella nobile arte poetica che potrebbe definirsi del “sentimento scaturito”.
I percorsi artistici degli/delle ragazze del liceo artistico Callisto Piazza hanno portato alla creazione di opere esposte in occasione della mostra dedicata a Carlotta Ferrari, che si è tenuta presso i locali della Società Generale Operaia di Mutuo Soccorso di Lodi durante i mesi di maggio e giugno 2024.

Il processo lavorativo è culminato con la richiesta all’Amministrazione Comunale di Lodi e alla Commissione toponomastica di intitolare una via o una strada della città a Laura Pietrantoni (1963-2013), musicologa, organizzatrice e creatrice di eventi culturali (questa la dicitura proposta per l’intitolazione). Le ragioni della proposta risiedono, come indicato nella lettera certificata inviata dall’Istituto Comprensivo F. Cazzulani, nel fatto che «Laura ha vissuto il presente, muovendosi in un’ottica multidisciplinare, dalla musica, al teatro, alla scrittura. Si è confrontata con il passato, soffermandosi anche su Lodi […]. È stata una professionista, che è riuscita a farsi strada in un settore a lungo esclusivamente a “trazione maschile” come quello della musica, che ha superato ostacoli con intelligenza e determinazione, dedicando completamente sé stessa alla realizzazione dei suoi progetti professionali e personali. […] Laura offre così alle nuove generazioni un valido modello di donna e di professionista».
Del lavoro svolto è stata particolarmente apprezzata la maestria con cui, ancora una volta, gli istituti scolastici di Lodi hanno saputo lavorare in rete, la varietà degli elaborati e delle tecnologie utilizzate, «dalle più semplici e consuete, come il disegno e le interviste, all’uso delle più sofisticate tecnologie informatiche di animazione digitale».
L’obiettivo che i/le docenti e gli/le alunne hanno proposto (ed egregiamente raggiunto) è un monito e un invito che non possiamo non accogliere: «Far conoscere il contributo femminile esperito nei più diversi campi della ricerca […] è indispensabile sia per arginare e ridurre stereotipi, pregiudizi e comportamenti sociali discriminatori, sia per combattere le dinamiche di segregazione di genere nell’istruzione e nella formazione e, di conseguenza, nel mercato del lavoro, sviluppando in tal modo l’autostima nelle ragazze e il reciproco rispetto tra sessi».
Diffondiamo il verbo, riscopriamo il contributo di chi ci ha precedute e scopriamo il valore delle donne che sono e che saranno; innaffiamo il germoglio del femminile.
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Articolo di Sveva Fattori

Diplomata al liceo linguistico sperimentale, dopo aver vissuto mesi in Spagna, ha proseguito gli studi laureandosi in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza con una tesi dal titolo La violenza contro le donne come lesione dei diritti umani. Attualmente frequenta, presso la stessa Università, il corso di laurea magistrale Gender studies, culture e politiche per i media e la comunicazione.

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