La Prima guerra mondiale. I Trattati di Parigi 

alr2ishTra la fine del 1918 e l’inizio del 1919 a Parigi si riuniscono le potenze vincitrici per riorganizzare l’Europa dopo la guerra. Sono presenti il Presidente democratico USA Woodrow Wilson, il Presidente francese Georges Clemenceau, il Primo Ministro inglese David Lloyd George e il Presidente del Consiglio italiano Vittorio Emanuele Orlando insieme al Ministro degli Esteri Giorgio Sidney Sonnino. Per la seconda volta (la prima era stata in occasione del Congresso di Vienna), i vincitori si riuniscono da soli e non trattano con gli sconfitti ma impongono le loro condizioni senza consultarli. 

L’Italia, come previsto dal Patto di Londra, ottiene l’Istria, la Dalmazia, il Friuli, la Venezia-Giulia e il Trentino; oltre alle aspettative, viene assegnato all’Italia il Sud Tirolo (oggi chiamato Alto Adige), sottratto all’Austria; come concordato, la città di Fiume viene considerata zona internazionale.  

Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Slovenia e Croazia fondano uno Stato unitario con il nome di Jugoslavia con capitale Belgrado, in Serbia. Viene creata la Repubblica di Polonia, indipendente, togliendo territori alla Germania sconfitta e alla Russia rivoluzionaria. La Francia riprende Alsazia e Lorena che aveva perso con la Guerra franco-prussiana. La Gran Bretagna non avanza richieste di ingrandimenti territoriali in Europa, concentrandosi soltanto sull’impero marittimo. 

 A Parigi si scontrano due posizioni.  

Il Presidente francese Georges Clemenceau sostiene che la Germania sia la principale responsabile della Grande Guerra e che come tale vada punita per impedirle di causare nuovi conflitti (a essere precisi la Germania ha sì grandi responsabilità ma la guerra l’ha iniziata l’Austria); invece il Presidente USA Woodrow Wilson sostiene la necessità di creare in Europa le condizioni per una pace duratura.  

Wilson presenta un testo redatto in quattordici punti in cui lancia alcune proposte fondamentali per la futura pace nel mondo. L’idea che sta alla base del documento è il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Tra le proposte di Wilson vi è il rispetto delle acque internazionali e il divieto di effettuare blocchi navali, eppure è in gran parte grazie al blocco navale che la Germania è stata sconfitta. Il quattordicesimo punto prevede la creazione di un organismo sovranazionale con lo scopo di mantenere la pace nel mondo ed evitare nuove guerre.  

A Parigi vince la linea francese, quella dura e punitiva contro la Germania. Alsazia e Lorena tornano alla Francia; con la creazione della Polonia la Germania viene privata di gran parte dello sbocco sul Mar Baltico e in particolare del porto di Danzica; le colonie tedesche oltremare vengono spartite tra Francia, Gran Bretagna e Belgio; alla Germania viene imposto il pagamento di pesanti risarcimenti per i danni ai Paesi stranieri; viene inoltre vietato alla Germania di costruire aerei, carri armati e cannoni e di avere un esercito che superi i centomila uomini. Così Clemenceau ha ottenuto la vendetta antitedesca che voleva. Ma Wilson avverte che o si gettano le basi per una pace stabile o entro vent’anni scoppierà un’altra guerra: è il 1919, nel 1939 inizierà la II Guerra mondiale.  

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In copertina, David Lloyd George, Vittorio Orlando, Georges Clemenceau, Woodrow Wilson, alla Conferenza di Parigi, 27maggio 1919 

Articolo di  Andrea Zennaro

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Andrea Zennaro, laureato in Filosofia politica e appassionato di Storia, è attualmente fotografo e artista di strada. Scrive per passione e pubblica con frequenza su testate giornalistiche online legate al mondo femminista e anticapitalista.

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