Le scuole lodigiane raddoppiano

Le scuole lodigiane raddoppiano al sesto Concorso Nazionale di Toponomastica femminile con Il lavoro delle nonne e il primo Giardino delle Giuste del Lodigiano.

Il successo è stato garantito dalla stretta interazione e sinergia delle insegnanti che lavorano da più tempo in verticale per ordine e grado di scuola. Inoltre da quattro anni, è entrata a far parte del gruppo, l’Associazione Girovagando di Codogno, costituita da genitori ed insegnanti. Lo spirito del gruppo lodigiano costituisce un’esperienza unica nel suo genere sia per il suo essere ben radicato nel territorio che per le modalità di lavoro utilizzate e basate su proficui scambi educativi tra docenti e studenti, nonché sulla partecipazione attiva dei genitori e delle Amministrazioni locali.

Il Progetto Il lavoro delle… nonne, insignito del primo premio ex-aequo nella sezione D del concorso, nasce dall’impegno di Daniela Fusari, docente dell’ITE A. BASSI e di altre docenti sia dello stesso istituto che di altre realtà scolastiche come l’IIS Alessandro Volta, l’I.C. F. Cazzulani, nonché dell’Associazione Girovagando.

Il nucleo centrale del progetto è stato il lavoro silenzioso e duro di migliaia di donne, che non ha peso e riconoscimento sui libri di storia e l’intento è stato quello di promuovere una conoscenza critica del passato in grado di fornire strumenti culturali riconoscibili e utili alla comprensione del presente.

Il lavoro ha coinvolto più di 300 tra ragazze e ragazzi delle scuole partecipanti che si sono impegnati attivamente in un laboratorio di ricerca storica svolto anche attraverso l’uso delle fonti orali e iconografiche.

Ragazzi e ragazze hanno formulato le domande per poter raccogliere le informazioni necessarie a scoprire e ricostruire aspetti della vita delle loro nonne, dall’istruzione alle relazioni all’interno della famiglia, dal lavoro alla maternità; si sono documentati leggendo pubblicazioni di storia locale sul lavoro femminile; hanno poi svolto le interviste, alcune anche in forma videoregistrata e, infine, hanno assemblato i materiali al fine di realizzare un power point e un video che è possibile vedere cliccando sul link in fondo all’articolo. Un ruolo importante nell’attività di ricerca della immagini sul lavoro femminile è stato svolto anche dall’associazione Girovagando.

L’entusiasmo delle docenti ha sostenuto le e gli studenti che hanno potuto confrontarsi con un passato non molto lontano dal loro presente, differente per alcuni aspetti e simile per altri, diventando protagonisti dell’attività di ricerca in una disciplina, la storia, poco amata, ma fondamentale per capire il presente.

Lavorare con queste modalità ha permesso di percepire la realtà del passato attraverso la voce delle persone che l’hanno vissuto, dando più senso, confermando e rendendo meno astratto ciò che è scritto nei libri di testo. Inoltre la ricerca ha permesso di conoscere la realtà del lavoro femminile anche in altri contesti culturali e sociali, grazie al contributo di studenti le cui nonne non sono originarie del nostro territorio o provengono addirittura da paesi stranieri.

Anche le nonne intervistate, almeno quelle che si sono concesse con piacere e generosità alle video-riprese, hanno mostrato di apprezzare la serietà del lavoro di ricerca che ragazzi e ragazze stavano svolgendo e si sono calate nel ruolo di testimoni di un’epoca non lontana nel tempo ma con caratteristiche economiche e sociali molto diverse da quelle di oggi. Hanno raccontato momenti della loro vita di cui, in alcuni casi, non avevano mai parlato ai/alle nipoti, dando valore al dialogo intergenerazionale che ha assunto, al di là della dimensione affettiva, anche il significato di testimonianza e fonte storica. Così, dalla lettura e dall’ascolto delle interviste raccolte, nelle classi si è potuto riflettere sul valore dell’istruzione, oggi sentita a volte come costrizione, e un tempo, per molte bambine e ragazze, come desiderio non appagato a causa delle necessità economiche della famiglia; sulla libertà di scelta spesso negata anche in ordine al lavoro e sulla difficoltà di mantenerlo dopo la maternità. Insomma, tante storie di rinunce e di sacrifici e infine la consapevolezza che, se tanti passi avanti sono stati fatti, ancora lunga è la strada per la conquista di una effettiva parità.

Il progetto ha, infine, portato alla richiesta di intitolazione di un luogo pubblico alle “mondine” inviata a tutte le Amministrazioni comunali della provincia di Lodi.

Questo il link al video: https://youtu.be/mkWUqEL2dII

 

pbADm7K2.jpeg

Le ragazze e i ragazzi dell’IIS PANDINI-PIAZZA alle prese con la piantumazione

Il Giardino delle Giuste è stato il secondo lavoro presentato dall’IIS Pandini – Piazza di Sant’Angelo – Lodi, che ha ottenuto il primo premio nella sezione A3 del Concorso, e ha portato alla realizzazione, presso l’IIS Pandini di Sant’Angelo, del primo Giardino delle Giuste della provincia di Lodi grazie alla proficua collaborazione di docenti del Pandini e del Piazza guidate dalla professoressa Alice Vergnaghi.

L’iniziativa si è realizzata grazie anche a Legambiente che ha fornito alla scuola 14 alberi, appartenenti a specie differenti, che sono stati piantumati da ragazze e ragazzi delle classi seconde dell’Istituto e dedicati a 14 donne Giuste, selezionate fra le 40 biografie dei due precedenti concorsi proposti sempre da Toponomastica femminile.

Le e gli studenti coinvolti nell’iniziativa hanno così commentato l’attività svolta: “Il progetto ci è servito per vedere e studiare la storia sotto un diverso punto di vista, comprendendo come le donne siano state fondamentali per l’affermazione dei diritti e dei doveri dell’umanità”.

“La nostra classe ha tentato di individuare una parola che facesse da chiave di lettura per la comprensione della volontà di cambiamento che ha animato l’esistenza di queste donne ed è stata scelta determinazione. L’etimologia di questo lemma recupera infatti il significato della parola latina “deteminatio” cioè definitiva presa di posizione di una volontà risoluta. La comprensione della sua accezione profonda ci ha convinti quindi della sua funzione come denominatore comune di tutte le biografie esaminate. In definitiva questo progetto ha esercitato un notevole fascino e suscitato in tutti noi un vivo interesse al punto che possiamo confermare sicuramente la nostra disponibilità nella ripetizione di un’esperienza simile”.

tJJ7Mmln.jpeg

Le e gli artisti/studenti del Piazzainsieme alla docente e street artista Maria Rita Coccimiglio e alla responsabile del progetto Alice Vergnaghi

Infine, il secondo premio per la sezione A3 è andato al progetto Un murales per le Giuste che ha coinvolto vari istituti lodigiani fra cui il Liceo delle Scienze Sociali Maffeo Vegio di Lodi che ha rappresentato tutte le altre scuole il giorno della premiazione a Roma. In particolare, alla cerimonia romana era presente la classe 3A guidata dalla docente Danila Baldo, coordinatrice del gruppo territoriale di Toponomastica femminile.

Durante la premiazione, a prendere la parola è stata Alessandra, di cui si riporta l’intervista.

Come avete lavorato quest’anno per il concorso? 

Quest’anno, noi studenti della classe 3°A del Liceo Statale Maffeo Vegio di Lodi abbiamo abbellito la nostra aula con le biografie delle quaranta Donne Giuste, individuate nei concorsi degli anni precedenti, nella sezione intitolata Viale delle Giuste, arrivando a conoscere quindi la loro vita e il loro operato. Non è il primo anno che ci dedichiamo a questo progetto, anche in prima avevamo partecipato al concorso, preparando delle schede su alcune Giuste nate nel lodigiano. Alcuni miei compagni, poi, hanno preparato un questionario da sottoporre online ad alcune scuole medie e superiori di Lodi, dove bisognava scegliere due tra le Donne Giuste presentate; l’obiettivo era quello di far conoscere queste donne benemerite a tanti altri studenti; due di queste, Olympe De  Gouges e Cristina Di Belgioioso, sono state poi già raffigurate in un murale sulla facciata della scuola secondaria di 1° grado Don Milani di Lodi. Olympe De Gouges è stata un’attivista e drammaturga francese che ha lottato per la difesa dei diritti delle donne; Cristina Di Belgioioso, invece, rappresenta una donna locale, che ha scritto diverse opere riguardo la condizione femminile e ha anche lottato in modo attivo per raggiungere l’unificazione dell’Italia durante il Risorgimento. Nel murale è stata inoltre disegnata una giovane donna e davanti a lei una mamma che tiene per mano la figlia; tutte tre percorrono insieme un viale alberato, e l’iscrizione dice: il lungo cammino delle donne verso i diritti… umani. L’idea del Viale delle Giuste si concretizzerà poi in Lodi con altri murales in almeno sei altre scuole, che hanno già aderito e iniziato i progetti, perché si possa un giorno raggiungere una parità sostanziale tra uomini e donne, anche a partire dall’esempio delle tante donne che hanno anche sacrificato la loro vita lottando contro le discriminazioni e le ingiustizie, ma sono spesso dimenticate.

Anche nella tua scuola ci sarà dunque un murale?

Sì. Le importanti figure di donne che saranno ricordate nel murale del Maffeo Vegio sono Anna Paolina Passaglia e Filiz Saybak. Anna Paolina Passaglia è la donna segnalata dalla mia classe due anni fa.

Ti è piaciuto questo lavoro?

Sì, perché sono convinta che, oltre ai Giusti, a cui sono dedicati tanti Giardini, sia fondamentale ricordare anche le Giuste, dato che anche le donne hanno dato il loro contributo per migliorare il nostro mondo e mettere fine a guerre e soprusi, e soprattutto per molte di loro l’obiettivo è stato quello di voler cambiare la condizione femminile. È necessario riconoscere il ruolo attivo nella politica e nella società che queste donne ricordate hanno avuto, perché siano di esempio per noi ragazze e perché tante altre, dimenticate, possano essere scoperte e valorizzate.

È stato anche segnalato un video svolto dal gruppo studenti pomeridiano interclasse del Maffeo Vegio: qui il link https://youtu.be/lZCgoO_JQM0.

In copertina: Inaugurazione del Giardino delle Giuste, 21 novembre 2018

Articolo di Venera Tomarchio

FzQP9mEI.jpegGià insegnante nella scuola primaria, docente ai corsi di abilitazione e ai corsi IRRSAEè co-autrice di alcune pubblicazioni sulla didattica per le Pari Opportunità. Dal 2016 riveste il ruolo di Consigliera di Parità per la Provincia di Lodi. 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...