Non vorrei aver vissuto una vita priva di significato

Ogni romanzo è, o dovrebbe esser scritto affinché lo leggano uomini e donne, e non riesco proprio a immaginare come potrebbe un uomo permettersi di scrivere qualcosa di davvero vergognoso per una donna, o perché una donna dovrebbe essere censurata per aver scritto qualcosa di decoroso e appropriato per un uomo.

Anne Brontë

Il 28 maggio del 1849 moriva di tubercolosi, a soli ventinove anni, Anne, la più giovane e meno nota delle sorelle Brontë, forse adombrata dalla forte personalità di Charlotte ed Emily.

Anne nasce a Thornton, nel Regno Unito, il 17 gennaio 1820. L’anno successivo, alla morte della madre, tutta la famiglia dovette trasferirsi a Hawort, dove suo padre era pastore anglicano. Forse a causa della salute cagionevole, non conseguì un’istruzione formale come le sorelle, ma fu seguita in casa dalla zia, che si occupò dell’educazione religiosa, e dal padre, che le trasmise l’amore per la cultura attraverso l’insegnamento delle arti.

All’età di sedici anni riuscì finalmente a frequentare una scuola pubblica –la “Roe Head School” – e continuò poi il percorso formativo sotto l’egida di sua sorella Charlotte che, nel frattempo, era divenuta maestra. Terminati gli studi divenne istitutrice nelle case di ricche famiglie borghesi, unico lavoro permesso in epoca vittoriana a una donna nubile, ma la sua prima esperienza fu fallimentare: la famiglia in cui prestava servizio era molto rozza e poco avvezza alla cultura, tanto da opporsi all’applicazione di metodi educativi rigidi nei confronti del proprio figlio, cosicché Anne fu costretta a lasciare il lavoro. Andò meglio in casa del reverendo Robinson, anche se ben presto sorsero problemi a causa di suo fratello Branwel, maestro di arte dell’ultimogenito del reverendo. Branwel fece l’errore di innamorarsi della madre del suo discepolo e iniziò con lei una relazione appassionata che durò per due anni e mezzo. Lo scandalo che ne seguì mutò profondamente le loro giovani vite: Anne dovette lasciare la famiglia nella quale era riuscita a sentirsi a proprio agio e Branwell, allontanato dalla sua amata, cominciò a bere e a condurre una vita ancora più dissoluta di quella che aveva vissuto fino a quel momento. Questi trascorsi, così forti e pregnanti, furono utilizzati da Anne come materiale fertile per redigere i suoi due romanzi: il primo che si intitola Agnes Grey (1847) è autobiografico e racconta l’esperienza professionale e relazionale fatta all’interno della famiglia Ingham, dove debuttò come istitutrice; il secondo The Tenant of Wildfeel Hall (1848) è un romanzo epistolare che narra di una donna fuggita da un matrimonio infelice e ritiratasi in un’isolata residenza con suo figlio e un’anziana domestica. I due scritti uscirono entrambi sotto lo pseudonimo maschile di Acton Bell, già utilizzato da Anne nel 1845, quando insieme alle sorelle maggiori pubblicò un libro di poesie che non incontrò il favore del pubblico. Anne non riscosse molto successo, né con il suo primo libro, offuscato dall’opera della sorella Emily, Cime tempestose (che uscì nello stesso anno), né con il secondo, censurato dalla critica e dalla morale per la crudezza del linguaggio e dei temi: si riteneva infatti che una donna non potesse scrivere di alcolismo, violenza e tradimento, gli unici argomenti che le era concesso trattare erano relativi all’amore romantico o all’amore materno. Ancora oggi la piccola Brontë non è considerata un’autrice particolarmente significativa: la critica femminista, ritiene che le sue eroine manchino di quella forza oppositiva e propositiva che le induca a lottare contro le imposizioni sociali vigenti. In realtà, Agnes, protagonista del primo romanzo, intuisce che il suo lavoro di istitutrice è l’unica opportunità di emanciparsi socialmente e propone con audacia un prototipo di auto imprenditorialità, decidendo, con l’aiuto della madre, di aprire una scuola propria. E la signora Graham, protagonista del secondo libro, trova la forza di rinunciare al prestigio sociale ed economico acquisito con il matrimonio per riconquistare la sua indipendenza e il rispetto di se stessa.

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La canonica di Haworth, dove Anne e le sue sorelle trascorsero gran parte della vita, oggi è un museo aperto al pubblico (Brontë Parsonage Museum).

Alla fine del 1848 Branwell ed Emily morirono di tubercolosi e ad Anne venne diagnosticata la stessa malattia.

La sua tomba si trova nel cimitero della chiesa di St. Mary, a Scarborough, lungo la costa dello Yorkshire, proprio lì ove ambientò i suoi scritti, l’unico luogo in cui le fu permesso di essere felice.

Articolo di Arianna Marziali

Foto Arianna Marziali.jpgArianna Marziali, educatrice presso casa famiglia per disabili, studentessa della facoltà di scienze della formazione presso l’Ateneo di Roma Tre, appassionata alle tematiche inerenti i Paesi del Sud del mondo e legata in modo particolare all’Africa sub-sahariana grazie all’appartenenza ad una famiglia “mixte” afroitaliana.

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