Non abboccate all’amo. La forza della Squad

Un’immagine astutamente attribuita a Banksy al posto di Bansky da un sito satirico, Situation Theatre, giocando sulla popolarità del writer tanto trasgressivo e tanto amato e sulla scarsa attenzione allo spelling, è diventata virale sui social, nelle quattordici ore successive agli insulti del presidente Trump del 14 e 15 luglio scorso a “The Squad”, la Squadra, o, meglio, il Plotone, il nome che hanno scelto per il loro impegno politico le quattro deputate entrate nel Congresso americano dopo le elezioni di metà mandato del novembre 2018. L’immagine «trasforma il memoriale  dei primi quattro giganti Presidenti statunitensi che rappresenta la nascita, la crescita, lo sviluppo e la conservazione in un memoriale che riconosce l’incredibile intuito, passione, visione e coraggio delle quattro figure imponenti della politica statunitense.» (dal sito Situation Theatre).

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Con le consuete sfacciataggine e maleducazione, il presidente Trump ha intimato in un tweet, pur senza nominarle direttamente, in modo ipocrita, alle quattro deputate progressiste di tornarsene da dove sono venute, cioè «dai Paesi i cui governi sono una catastrofe totale e completa, i peggiori, i più inetti al mondo». In un precedente tweet le aveva dichiarate «un branco di comunisti, che odiano gli Usa ed Israele». Mai come in questa occasione è interessante ragionare sul sostantivo “trumpery”, così definito dall’Oxford Dictionary: «usato per la prima volta nel 1456, significa inganno, frode, impostura, raggiro». Linguaggio preveggente? Il linguaggio di Trump è stato subito condannato, tra gli altri, da Hillary Clinton, Theresa May, Beto o’ Rourke e Sadiq Khan.

Le quattro deputate in questione sono Alexandria Ocasio-Cortez di New York, Rashida Tlaib del Michigan, prima donna di religione islamica al Congresso, Ayanna Pressley del Massachusetts e Ihlan Omar del Minnesota, rifugiata di origine somala, cittadina statunitense.

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Chiunque sia stato a pensare questa immagine ha sicuramente trasmesso la grande passione e il grande coraggio di queste quattro donne. Alexandria Ocasio-Cortez è la più giovane deputata del Congresso, in cui è entrata a 29 anni. Figlia di due portoricani, vissuta nel Bronx, si è laureata, lavorando nel frattempo come barista,  alla Boston University ed è stata la mente della campagna di Bernie Sanders per le primarie del 2016, contro Hillary Clinton. È divenuta l’idolo dei Millennials e non  ha alcun timore di dichiararsi socialista, chiedendo l’università e la sanità gratis per tutti e tutte, il salario minimo orario a 15 dollari e una tassa sulla ricchezza per i super ricchi.

Rashida Tlaib, figlia di immigrati dalla Palestina, madre di due bimbi, ha due lauree, in Scienze politiche e Giurisprudenza, è cresciuta nei sobborghi di Detroit e vuole dare voce a chi non ha voce.

Ilhan Omar, diventata cittadina statunitense nel 2000, di religione musulmana come Tlaib, viene dal Minnesota ed è forse la più intransigente delle quattro nei confronti di Trump. È la prima deputata ad indossare l’hijab al Congresso.

Ayanna Pressley è la prima afroamericana ad essere eletta dal Massachusetts, lo stesso distretto di J.F.K., ed ha il percorso politico più lungo. Condivide con The Squad l’idea di un Green New Deal e un programma di radicale cambiamento della società. Il suo slogan durante la campagna elettorale è stato: “change can’t wait”, il cambiamento non può aspettare.

Recentemente Israele, dopo aver negato l’ingresso a Rashida Tlaib e a Ilhan Omar, perché molto critiche nei confronti della politica di Netanyau, lo ha alla fine autorizzato solo “per motivi umanitari”, non permettendo loro di parlare di boicottaggio per come Israele si comporta verso la popolazione palestinese. Rashida Tlaib, che voleva entrare in Israele per visitare sua nonna, «grazie alla quale sono diventata quella che sono», scrive in un tweet, ha rifiutato di accettare queste condizioni, definite oppressive.

La conferenza stampa di replica agli insulti è stata condotta in modo molto intelligente dalla Squadra. Niente vittimismi, invito a “non abboccare all’amo” (don’t take the bait) di Trump, ma a mantenere l’attenzione sui veri problemi degli Stati Uniti: i tagli alla salute, la reclusione dei bambini in gabbie al confine col Messico, e deportazioni di massa, la corruzione del sistema di governo, il sessismo e la misoginia di Trump nel parlare delle donne, e le condizioni per una richiesta di impeachment del Presidente. Le quattro donne, rappresentanti delle minoranze, hanno ricordato i valori per cui si stanno battendo, richiamati dalla Costituzione americana, molti dei quali sono quotidianamente ignorati dalle parole e dalle politiche di Trump: l’uguaglianza dei diritti, la libertà di pensiero e di religione, il diritto alla salute come diritto umano.

Il giorno dopo gli insulti su Twitter il Congresso statunitense ha approvato una risoluzione di condanna votata anche da quattro appartenenti al Partito Repubblicano e la Speaker Nancy Pelosi ha accusato il Presidente di razzismo. Per questo, la seduta è stata sospesa, perché al Presidente non possono rivolgersi insulti.

Le deputate di The Squad sono costantemente prese di mira da Trump e da Fox News, con una narrativa falsa che, nel tentativo scorretto di metterle in cattiva luce, ottiene spesso, almeno a proposito di Ocasio-Cortez, l’effetto contrario. Omar è stata definita “nemica del popolo e di Israele” e sostenitrice di Al Qaeda. Per proteggere lei e le componenti della Squadra, i funzionari dell’Fbi hanno seguito un corso per imparare a distinguere le fake news su di loro dalle notizie vere.

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Per chi volesse leggere la risoluzione del Congresso, che richiama i principi della Costituzione ripetutamente violati da Trump, ricordati dai più grandi Presidenti e l’importanza dei migranti per la storia degli Usa, che Trump, figlio di immigrati, disonestamente fa finta di dimenticare, rinvio a questo link: 

https://www.govinfo.gov/content/pkg/BILLS-116hres489ih/pdf/BILLS-116hres489ih.pdf

Sarà per molte/i l’occasione di scoprire che The Squad oggi forse è il gruppo più vicino a quei valori. Un po’ di trumpery dell’autore o autrice del disegno, di cui non si sa nulla, tutto sommato, questa volta è stata la risposta più adeguata.

Articolo di Sara Marsico

Sara Marsico.400x400.jpgAbilitata all’esercizio della professione forense dal 1990, è docente di discipline giuridiche ed economiche. Si è perfezionata per l’insegnamento delle relazioni e del diritto internazionale in modalità CLILÈ stata Presidente del Comitato Pertini per la difesa della Costituzione e dell’Osservatorio contro le mafie nel sud Milano. I suoi interessi sono la Costituzione , la storia delle mafie, il linguaggio sessuato, i diritti delle donneÈ appassionata di corsa e montagna. 

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