Crimini e misfatti nello spazio. Il triangolo

Il triangolo no, non lo avevo considerato…” (Renato Zero)
Gelosia, stalking e aggressione. Una notizia che ormai passerebbe quasi inosservata nel diluvio dei casi di cronaca che ci travolge ogni giorno.
Ma se la vicenda riguarda un astronauta della Nasa conteso fra una sua collega e una ufficiale della Marina degli Stati Uniti il “fattaccio” attira subito l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica.
Poco conosciuta in Europa, questa storia di triangolo sentimentale e criminale suscitò grandissimo scalpore in America nel 2007, tanto da meritare diverse sitcomedy, canzoni satiriche, la pièce teatrale Starcrosser’s Cut andata in scena a Los Angeles nel giugno 2013 e l’interesse di Hollywood, che ha prodotto il film Lucy in the Sky, uscito nelle sale americane nell’ottobre 2019, con Natalie Portman nel ruolo principale.
I protagonisti del triangolo sono Lisa Marie Nowak (a sinistra nella foto), astronauta e ufficiale pilota della Marina degli Stati Uniti, William Oefelein (al centro), anch’egli astronauta e amante di Nowak, Colleen Shipman (a destra), capitana della U.S. Air Force, nuova fiamma di Oefelein.
Il caso esplose il 5 febbraio 2007 quando Nowak venne arrestata nell’aeroporto di Orlando, Florida, e incriminata per tentato rapimento, rapina con aggressione e percosse (in seguito anche per tentato omicidio) nei confronti della rivale Shipman.
Ma andiamo con ordine.
Lisa Marie Nowak, nata il 10 maggio 1963 a Washington D. C, da Alfredo Caputo e Jane Bonaventura Caputo, famiglia di chiare origini italiane (troppo facile l’accostamento con il suo temperamento geloso e possessivo), fu attratta dal programma spaziale fin da quando aveva sei anni, guardando gli sbarchi lunari delle missioni Apollo. Da teenager seguì poi il nascente programma degli Space Shuttle, in particolare dopo l’apertura alle donne del 1978.
Era una brillante studente e, secondo un percorso tipico di chi non poteva permettersi studi superiori nelle più prestigiose università private americane, si iscrisse alla United States Naval Academy laureandosi nel 1985 in Ingegneria Aerospaziale e conseguendo in seguito un Master in Ingegneria Aeronautica e un’altra laurea in Aeronautica e Ingegneria Astronautica alla U.S. Naval Postgraduate School di Monterey, California. Era quindi avviata alla carriera militare. Arruolatasi ufficialmente nel 1985 nella United States Navy, operò in diverse basi sparse negli Stati Uniti come pilota e ingegnera di volo.
Al momento di essere selezionata come astronauta aveva al suo attivo 1500 ore di volo in più di 30 velivoli diversi, cosa per niente banale. Mentre era in Marina ricevette diverse medaglie al merito e altri riconoscimenti.
La catastrofe finale rovinerà irrimediabilmente il suo eccellente stato di servizio.
Lisa Nowak entrò a far parte del programma della Nasa nell’agosto 1996 e nel luglio 2006 volò con la qualifica di Mission Specialist in robotica a bordo dello Space Shuttle STS-121 verso la Stazione Spaziale Internazionale, sua prima e ultima missione durante la quale trascorse circa 13 giorni nello spazio.
Il 6 febbraio 2007, l’indomani dell’arresto in Florida per tentato rapimento, la Nasa la mise in congedo forzato per 30 giorni per poi “dismetterla” definitivamente dal corpo astronauti il 7 marzo 2007 e rimandarla alla US Navy. La stessa sorte toccò a Oefelein due mesi dopo. A tutt’oggi rimane l’unico provvedimento del genere preso dalla Nasa.
Degno di nota il fatto che per la loro missione i membri dell’equipaggio di STS-121 vennero insigniti il 5 giugno 2007 della Nasa Space Flight Medal, inclusa Nowak, malgrado il recente licenziamento.
Lisa si era sposata nel 1988 con Richard T. Nowak, suo compagno di Accademia e della scuola navale di volo, con il quale aveva avuto tre figli, un maschio nato nel 1992 e due gemelle nate nel 2001. La coppia, già separata da tempo al momento dello scandalo, a seguito di questo divorziò nel 2007.
Dopo la separazione dal marito, nel 2004 Lisa Nowak aveva stretto una relazione con il collega astronauta William Oefelein, a sua volta divorziato. Questo rapporto durò circa due anni finché Oefelein iniziò gradualmente a prendere distanza per instaurare un legame con Colleen Shipman, ingegnera militare alla Patrick Air Force Base, Florida.
Il triangolo fatale si era così formato.

Il misfatto
Il 4-5 febbraio 2007 Nowak guidò ininterrottamente per 1600 km da Houston, Texas, a Orlando, Florida. Aveva portato con sé guanti di lattice e guanti neri, una parrucca nera, una pistola ad aria compressa con proiettili, uno spray al peperoncino, un impermeabile marrone con cappuccio, un martello perforatore da 900 grammi, tubi di gomma, sacchi porta rifiuti di plastica, 585 dollari in contanti, il suo computer, un coltello a serramanico Gerber da 20 cm e diversi altri articoli. Inoltre i verbali preliminari della polizia riferiscono che indossava uno speciale pannolone ad alto assorbimento utilizzato nello spazio, che le avrebbe permesso di evitare le soste per bisogni corporali, un particolare da lei negato successivamente.
Il 5 febbraio 2007 Lisa giunse all’Orlando International Airport, attese per circa un’ora nella zona del ritiro bagagli che Colleen Shipman arrivasse da Houston e la seguì fino al parcheggio, dove l’affrontò.
Shipman disse di aver avuto la sensazione di essere seguita tanto che, entrata in auto, udendo dei passi di corsa aveva chiuso subito la portiera. Risulta che Nowak picchiò sul finestrino e cercò di aprire la portiera, chiedendo un passaggio e mettendosi poi a piangere. Colleen aprì uno spiraglio di qualche centimetro e la rivale ne approfittò per spruzzare dentro del peperoncino. L’assalita riuscì a fuggire guidando fino al gabbiotto di uscita dal parcheggio, da dove chiamò la polizia. Diversi agenti aeroportuali giunsero dopo qualche minuto e un ufficiale notò che Nowak gettava un sacco nei bidoni della spazzatura vicino alla fermata dello shuttle bus.
Si procedette quindi all’arresto con una prima serie di imputazioni: tentato rapimento, aggressione, tentato furto di automobile e distruzione di prove. In una denuncia scritta di suo pugno per richiedere un’ordinanza restrittiva nei confronti di Nowak, Colleen Shipman la nominò come una conoscenza del suo boyfriend (senza citare Oefelein), che già da due mesi la perseguitava con comportamenti ossessivi di stalking.
Di fronte all’evidenza di un piano elaborato con tanto di travestimenti e di armi, la polizia suggerì il fermo di Nowak senza cauzione.
Dalle indagini emerse che la donna aveva anche intercettato alcune mail sentimentali tra Shipman e Oefelein, una delle quali da lui ricevuta mentre era in missione nello spazio nel dicembre 2006.
Alle varie udienze dei processi che seguirono Shipman si dichiarò sempre convinta che Nowak avesse tentato di ucciderla.

Citazione in giudizio
Il 6 febbraio 2007 si tenne l’udienza preliminare.
La pubblica accusa argomentò che i dati raccolti indicavano un piano accuratamente studiato per rapire e forse nuocere fisicamente a Colleen Shipman. Per parte sua l’avvocato della difesa nel perorare il rilascio di Nowak chiese che si tenesse conto dell’ottimo stato di servizio precedente. Il giudice sentenziò il rilascio dietro cauzione di $15.500, con l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico gps e di tenersi alla larga dalla rivale.
Ma ecco intervenire un colpo di scena: la polizia di Orlando incriminò Nowak anche per tentato omicidio di primo grado, bloccando così la scarcerazione. Nella seconda udienza, trattandosi di tentato omicidio di primo grado con arma mortale, il giudice aumentò di $10.000 la cauzione, versata la quale Nowak venne finalmente rilasciata. Il 15 febbraio Shipman lasciò cadere la richiesta di ordinanza restrittiva.

Reazioni
L’arresto di Lisa Nowak sollevò ampio clamore e imbarazzò non poco la Nasa, che si trovava ad affrontare la critica al processo di selezione degli astronauti, un aspetto particolarmente nevralgico in vista di una ipotetica missione su Marte di 30 mesi sulla quale si iniziava a riflettere.
Qualcuno asserì che presentare gli astronauti come eroi fosse parte del problema a causa della pressione sociale. Altri percepirono come troppo clemente il trattamento riservato alla colpevole. E ci fu chi s’indignò perché la sua condotta, seppur criminale, era divenuta oggetto di parodie.
L’amministratore della Nasa Michael D. Griffin istituì una commissione indipendente per verificare quanto l’ente spaziale curasse la salute mentale dei propri astronauti. Ne risultò una relazione iniziale che sollevava interrogativi sul possibile uso di alcol prima dei voli, ma senza addurre prove o riferimenti. A tale ipotesi si opposero fermamente gli astronauti, dichiarandola del tutto inconcepibile e infondata. La Nasa decise allora di avviare una indagine interna, la quale non riscontrò alcuna evidenza a sostegno del sospetto di abuso d’alcol. A riprova di ciò un riesame di tutti gli incidenti avvenuti dal 1984 al 2007 non ne identificò alcuno collegabile ad assunzione di alcol o droghe.
Comunque le procedure della Nasa cambiarono in diversi modi: da quel momento i medici di volo sarebbero stati presenti durante tutte le attività che precedevano il decollo, ricevendo una formazione supplementare in valutazione psichiatrica, e sarebbe stato approntato un Codice Etico ufficiale per tutti gli impiegati.

Le prove divulgate prima del processo
Il 10 aprile 2007 i procuratori della Florida diffusero ulteriore materiale relativo al caso, rendendo pubblico l’elenco di quanto era stato rinvenuto nell’auto dell’arrestata.
Oltre ai reperti già citati c’erano: una nota scritta a mano da Lisa Nowak su carta intestata della portaerei USS Nimitz riportante informazioni sul volo di Colleen Shipman (il che dimostrava la premeditazione), un elenco manoscritto di oltre 24 oggetti, un floppy disk contenente 15 foto di una donna non identificata, svestita a vari livelli. Un rapporto del 15 marzo stabilì che quasi tutte le immagini ritraevano scene di bondage. Furono trovati anche 585 dollari e 41 sterline inglesi in contanti, e 4 bustine marroni di carta con dentro 69 pillole arancione non meglio identificate (pubblicamente).
Oefelein aveva dato a Lisa un telefono cellulare per le loro comunicazioni private e i tracciati telefonici mostrarono che il 22 dicembre 2006, l’indomani del ritorno a terra dalla missione spaziale dell’ormai ex amante, lei lo aveva chiamato almeno dodici volte e gli aveva spedito sette messaggi che ricevettero risposta soltanto il 24 dicembre, in una conversazione durata sette minuti. Tra dicembre e gennaio risultarono oltre 100 chiamate, sebbene non fosse chiaro chi chiamava chi. Nel corso dell’interrogatorio della Nasa e degli investigatori militari, Oefelein affermò di avere interrotto la relazione con Nowak, ma allora come mai l’aveva invitata a pranzo nel suo appartamento almeno una volta nel mese di gennaio? E come si spiega che continuassero ad allenarsi insieme per una corsa ciclistica e andassero insieme in palestra?
L’11 maggio 2007 le autorità resero pubblico un video di sorveglianza dell’aeroporto di Orlando che mostrava Lisa Nowak mentre attendeva per quasi un’ora nell’area ritiro bagagli e, indossato un impermeabile, seguiva Shipman dopo che costei aveva recuperato le proprie valigie.

Sviluppi del caso
L’iter processuale fu una sequela di sentenze, appelli, ricorsi contro gli appelli, annullamenti, perizie psichiatriche, il sogno di ogni avvocato, per di più condito di una risonanza eccezionale.
Il 13 febbraio 2007 Nowak si dichiarò non colpevole di tentato omicidio e tentato rapimento. Il 2 marzo i procuratori della Florida formularono contro di lei tre accuse formali: 1) tentato rapimento con l’intento di infliggere ferite corporee o di terrorizzare, 2) furto a mano armata, 3) aggressione. L’accusa lasciò cadere il tentato omicidio, caldeggiato invece dalla polizia di Orlando.
Un documento del 28 agosto 2007 rivela che Nowak intendeva avvalersi dell’infermità mentale, sulla base del referto di due psichiatri che le avevano diagnosticato un disturbo di personalità ossessiva-compulsiva, la sindrome di Asperger e, all’epoca dell’incidente, un singolo episodio di depressione grave e un evento psicotico di breve durata con marcati segni di stress.
Il 12 agosto 2007 Nowak chiese, e ottenne, che il braccialetto elettronico le fosse rimosso, il che avvenne il 30 agosto.
Tante volte nei film a sfondo giudiziario viene snocciolata la litania dei “Miranda Rights” (i famosi diritti dell’arrestato), in difetto della quale la difesa ha facile gioco nell’appellarsi contro la condotta scorretta della polizia. Questo appiglio, unito alla negligenza degli agenti nel repertare tutte le prove trovate nel veicolo di Nowak, suscitò un vespaio di mosse e contromosse che giunsero a compimento il 5 dicembre 2008, quando la Quinta Corte d’Appello della Florida con una sentenza salomonica confermò che sì, vi era stata violazione dei diritti Miranda; e no, la perquisizione dell’auto non poteva essere invalidata malgrado il vizio di procedura, perché la polizia avrebbe comunque trovato le stesse prove nel corso normale delle indagini.
E ancora una volta si assistette al rinvio a giudizio.
Un’udienza preliminare fu messa in calendario per il 22 giugno 2009 e nel frattempo il giudice prescrisse due perizie psichiatriche, ma, sorpresa: il 15 maggio Nowak dichiarò che non intendeva avvalersi dell’infermità mentale se si fosse giunti a processo, cosicché il suo avvocato ritirò la precedente mozione del 2007 che lasciava aperta quella strategia in caso di bisogno.
Il 10 novembre 2009 Nowak, dichiaratasi colpevole di reati minori, fu condannata ad un anno con la condizionale e a due giorni di carcere, già scontati. Era una sentenza di “mediazione” che accontentava entrambe le parti. Lisa augurò a tutti «di riuscire a superare i fatti e di vivere in pace e nel rispetto della privacy» ma ciò non fu ritenuto sufficiente e per ordine del giudice dovette scrivere nel giro di 10 giorni una “sincera lettera di scuse”, con il preciso impegno di non avere più contatti per alcun motivo con Shipman.
La fine del processo giudiziario segnò anche la fine della sua carriera militare.
Il 19 agosto 2010 una commissione della Marina composta da tre ammiragli propose che Nowak venisse congedata con la formula “other than honorable” (con disonore) e degradata da Capitana a Comandante. Ciò avvenne il 28 luglio 2011.
Nel marzo 2011 Nowak avanzò richiesta alla corte di secretare gli atti del procedimento penale con la motivazione che altrimenti avrebbero danneggiato i membri della sua famiglia e il loro tenore di vita. La petizione fu accolta

Nella cultura popolare
Il fatale triangolo amoroso fu il soggetto di un episodio della serie TV americana 20/20 intitolato Over the Line. Rocket Man della fiction Law & Order: Criminal Intent fu anche largamente basato su questa storia. In The Fighting Irish della serie TV satirica 30 Rock il personaggio comico Liz Lemon scherza sul proprio viaggio da Houston a Orlando in meno di nove ore.
Nel film Rough Night il protagonista maschile Peter è incitato dagli amici a interpretare “l’Astronauta Triste”, riferendosi chiaramente a Nowak. In particolare l’uso del pannolone spaziale (da Nowak sempre negato) fu inserito nella sceneggiatura come uno degli elementi più topici.
Anche la canzone Road Trip di Molly Lewis si basava sul viaggio a Orlando, presentato dal supposto punto di vista della vera interessata. Sul medesimo tema la band punk spagnola Airbag scrisse il pezzo Usted morirá en el espacio, incluso nel suo quinto album Alto Disco (Wild Punk Records, 2008).
Altro riferimento a Lisa Nowak si ritrova nella canzone Cologne di Ben Folds e in Drivin’ Me Wild del rapper Common (“drivin’ herself crazy / like the astronaut lady”). Nel 2017 Katie Stelmanis impersonò Nowak nel video musicale per il single I Love You More Than You Love Yourself.
Il movimento femminista americano cercò, inutilmente, di difendere Lisa Nowak da questo tritacarne mediatico.

I protagonisti oggi
Lisa Nowak, ormai 56enne, vive in una modesta abitazione nel Texas, lavora nel settore privato e non rilascia più interviste. I figli avuti con il primo marito Richard Nowak sono cresciuti: il maschio ha 27 anni e le due gemelle 18.
Oefelein e Shipman si sposarono nel 2010, si trasferirono in Alaska ed ebbero un figlio. Ambedue ex militari, aprirono il sito web Adventurewrite.com che ospita gare di scrittura per ragazzi. Colleen Shipman, autrice di romanzi per i più giovani, nel 2017 dichiarò di non essersi mai veramente ripresa da quanto era successo, di soffrire di stati d’ansia che la fanno sobbalzare a ogni rumore improvviso e di avere spesso la sensazione di essere seguita.

Riflessioni
Coloro che avevano conosciuto Nowak in gioventù e durante gli studi (anche loro perseguitati dai media a caccia di notizie morbose) l’hanno descritta come una persona di intelligenza non comune, determinata, competitiva, ambiziosa al punto di non accettare mai la sconfitta, ma priva di tendenze autodistruttive.
Che cosa scatta nella mente di una persona all’apice della carriera militare e divenuta astronauta per giungere a rovinare sé stessa e conquiste così prestigiose? Sono affidabili le perizie psichiatriche che certificarono un “singolo episodio di depressione grave e un evento psicotico di breve durata con marcati segni di stress”? Esiste un nesso con la depressione che colpisce diversi astronauti dopo la loro missione a causa della mancanza di ulteriori obiettivi ancora più ambiziosi?
Emblematica sembrerebbe la storia di Buzz Aldrin, il secondo uomo ad aver calpestato il suolo lunare, che soffrì per anni di disforia e alcolismo, tormentato dal dilemma su quale nuovo traguardo può porsi un uomo dopo una tale impresa.
Nel caso del “triangolo amoroso” però il movente appare molto diverso e riconducibile a “banale” gelosia e al rifiuto dell’abbandono.
A giudicare dal moltiplicarsi di femminicidi a cui assistiamo ogni giorno, le reazioni violente, ossessive e possessive, sono una prerogativa essenzialmente dei maschi, che approfittano anche della maggiore forza fisica. A quanto pare la gelosia insana riesce ad accecare e a bloccare i freni inibitori o gli interessi personali, spingendo alla distruzione totale sia della vittima che dell’aggressore.
Esistono altri sentimenti umani di uguale potenza? Come difendersi da una degenerazione così distruttiva?
Di certo la confusione relazionale dei nostri tempi non aiuta: i due protagonisti principali, Nowak e Oefelein, sovrapposero vecchie e nuove relazioni, creando con questo i presupposti per tensioni, risentimenti e vendette.

 

Articolo di Ovidio Scarpulla

OVIDIO SCARPULLA 400x400.jpgDedito all’astronomia, con passione per le letture scientifiche e per la matematica, osservando i tristi riti in atto sulla Terra, mi rivolgo con speranza allo studio del più ampio Universo. I miei miti sono le grandi menti che, nel rispetto dell’ambiente e degli esseri umani, hanno aperto nuove vie, oltrepassando le barriere preconcette.

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