Ruth Underwood. Un talento travolgente

Ruth Underwood nasce Ruth Komanoff il 23 maggio 1946. La sua formazione musicale è di tipo classico e si compie all’Ithaca College, sotto la guida di Warren Benson, e alla prestigiosa Juilliard School.

A ventun anni, nel 1967, prende a frequentare assiduamente il Garrick Theatre di New York, nel periodo in cui nel teatro si esibiscono Frank Zappa (familiarmente FZ) e le sue Mothers of Invention.

Il Garrick Theatre si trova al civico 152 di Bleecker Street, nel Greenwich Village: un ex cinema porno pieno di umidità, con trecento posti a sedere in un budello stretto e lungo. Inizialmente le Mothers dovevano esibirsi nella settimana di Pasqua, ma il successo è tale che l’ingaggio è prolungato fino alla fine dell’estate, con due spettacoli a sera per sei sere la settimana; al Garrick non si fa solo musica, ma si svolgono anche veri e propri happening: celebre quello nel quale Zappa invita tre marines presenti in sala a salire sul palco e a fare a pezzi una bambola, presentata come «una bambina vietcong», davanti a un pubblico ammutolito e a un ragazzo di colore, appena tornato dal Vietnam, che scoppia in singhiozzi.
Ruth, con la sua presenza continua, fraternizza col gruppo: una sera, mentre lei e suo fratello Charles aspettano fuori dal Village Gate, a un isolato di distanza dal Garrick, per entrare e sentire Miles Davis, passa di lì Frank; Charles lo abbranca letteralmente e, con estremo imbarazzo di Ruth, gli dice: «Dovresti sentire mia sorella suonare! Con la marimba è grande!». «Bene. — risponde Frank — Porta la tua marimba dietro le quinte e sentiamo un po’ che sai fare» (in Barry Miles, Frank Zappa, Feltrinelli, Milano 2007, p. 235). È così che, tra il dicembre del 1967 e il gennaio dell’anno successivo, la musicista inizia a collaborare con Zappa: compare negli album Uncle Meat e Burnt Weeny Sandwich e anche, in una breve parte, nel film 200 Motels, nella parte di una finta batterista. Non partecipa però ai concerti dal vivo di quel periodo.

Le Mothers of Invention si sciolgono nella primavera 1969; nel maggio di quell’anno Ruth sposa Ian Underwood, uno dei membri originari delle formazioni di Zappa; Ian contempla la possibilità di formare un gruppo jazz assieme a Ruth, ma poi continua a collaborare con Frank a vari progetti discografici.

Ruth durante un concerto di Frank Zappa tenuto ad Arlington, Virginia,
l’11 marzo 1973

Nel 1972 Ruth viene richiamata da Zappa per far parte del Grand Wazoo, una formazione orchestrale di grandi dimensioni con un progetto molto ambizioso. Le prove sono effettuate al Glendale Civic Auditorium. In un articolo a firma Ian McDonald, pubblicato sulla rivista britannica «New Musical Express» il 2 settembre 1972, pochi giorni prima del debutto in pubblico dell’orchestra, Ruth sorprendentemente dichiara: «Frank Zappa è un cinico totalmente distruttivo; non crede a nulla, neanche all’amore: insomma. È vuoto, dentro». L’unico tour del Grand Wazoo è brevissimo, in tutto sei date tra Stati Uniti ed Europa: 10 settembre Los Angeles — Hollywood Bowl, 15 settembre Berlino — Deutschlandhalle, 16 settembre Londra — Oval Cricket Ground, 20 settembre, L’Aia — Hourast Halle, 23 settembre, New York — Felt Forum, 24 settembre, Boston Music Hall.
L’esperienza costa a FZ duemila dollari, la differenza tra incassi e spese; successivamente, agli inizi di ottobre 1972, Zappa mette in piedi un gruppo ristretto a dieci elementi, chiamato Petit Wazoo che debutta in concerto a Syracuse, New York, il 28 ottobre, per proseguire in tour fino al concerto della notte dell’ultimo dell’anno alla Constitution Hall di Washington. In quel periodo il rapporto dei coniugi Underwood con Zappa sono pessimi: stanno cercando di liberarsi dall’influenza di FZ e nella loro casa a North Hollywood non si può pronunciare il suo nome. Se è assolutamente necessario, ci si riferisce a Frank indirettamente, come «colui che non può essere nominato». Ma ben presto la coppia ritorna nella sua orbita.
A partire dalla formazione del Petit Wazoo nasce il nuovo gruppo stabile di Zappa, uno dei migliori in assoluto della sua carriera: Sal Marquez alla tromba, Bruce Fowler al trombone, Ian Underwood al sax e al clarinetto, Jean-Luc Ponty al violino, George Duke alle tastiere, Tom Fowler (fratello di Bruce) al basso, Ralph Humphrey alla batteria e naturalmente Ruth Underwood alle percussioni. Turni di prove massacranti, spesso dall’una del pomeriggio alle otto del mattino successivo: Frank Zappa è un perfezionista e dedica molto tempo alla meticolosa messa a punto dei passaggi più complicati; è questo gruppo a registrare Overnite sensation, uno dei suoi album più conosciuti e venduti.

Il gruppo zappiano nell’autunno 1973; da sinistra in senso orario: Ruth Underwood, Chester Thompson, Tom Fowler, Bruce Fowler, George Duke, Napoleon Murphy Brock, Frank Zappa

Dopo una tournée in Australia, Sal Marquez lascia il gruppo che, a metà agosto 1973, parte per l’Europa; l’affiatamento si sviluppa a livelli altissimi e la perizia tecnica dei coniugi Underwood, di George Duke e del violinista francese Jean-Luc Ponty rende gradevoli e appaganti per il pubblico anche brani di estrema complessità come Dupree’s Paradise o RDNZL. Come sostiene Neil Slaven — nel suo libro Zappa il Don Chisciotte Elettrico (Tarab Edizioni, Firenze 1997, p. 175) — «l’abilità ai limiti del fenomenale che Ruth Underwood metteva in mostra nel suonare il vibrafono, la marimba e altre percussioni portava un rigore per così dire divisionista al terreno sconnesso sul quale si muovevano le melodie zappiane». Nel settembre 1973, la band suona per una intera settimana al Roxy di Los Angeles: tutti i concerti vengono registrati e, in parte, pubblicati nel doppio album Roxy & elsewhere; molti anni dopo, nel 2018, sarà pubblicato uno strabiliante cofanetto di sette CD (Zappa/Mothers. The Roxy Performances) e un DVD (Roxy. The movie).

Ruth al vibrafono durante uno dei concerti tenuti al Roxy
nel dicembre 1973

Nel frattempo, la band ha perso per strada Jean-Luc Ponty e Ian Underwood; il posto di quest’ultimo è preso da Napoleon Murphy Brock, sassofonista, flautista e cantante istrionico quanto dotato, incontrato e subito ingaggiato da Zappa in un night-club hawaiano; si aggiunge un secondo batterista, Chester Thompson. È Brock a inventare e cantare, tra l’altro, alcune strofe scherzose sulla melodia del brano Louie Louie trasformato in Ruthie Ruthie.

Nei primi due mesi del 1974, Ruth partecipa alle registrazioni di Apostrophe, unico disco di Zappa a entrare nella Top Ten delle classifiche di vendita, tra la sorpresa generale: la famosa rivista «Rolling Stones», che aveva snobbato questo lavoro, lo recensisce frettolosamente con parecchie settimane di ritardo.

Insieme del gruppo di Zappa durante uno dei concerti tenuti al Roxy nel dicembre 1973

Nel luglio 1974, FZ effettua una nuova tournée con un sestetto che comprende Brock, Duke, Tom Fowler, Thompson e Ruth Underwood, tournée che raggiunge anche l’Europa e l’Italia; a Milano l’esibizione, stampata indelebilmente nella memoria, si tiene al Velodromo Vigorelli, col pubblico assiepato sul prato del parterre e le tribune vuote, per una scelta da allora rimasta, almeno a me, incomprensibile. Vittorio Nocenzi, tastierista del noto gruppo Banco del Mutuo Soccorso, ha la ventura di dividere il palco col gruppo di Zappa in uno dei concerti italiani, e così ricorda Ruth: «una splendida donna, bellissima, di un incredibile sex-appeal, grande quanto il suo talento di musicista» (Frank Zappa domani, a cura di Gianfranco Salvatore, Castelvecchi, Roma 2000, p. 71). E prosegue: «All’epoca donne strumentiste […] erano rarissime. Nei gruppi la figura femminile rappresentava più un contorno che non una vera valenza artistica: ma lei era veramente una virtuosa delle percussioni, e nel mondo timbrico delle orchestrazioni di Zappa poteva spaziare dal vibrafono allo xilofono, a tutta una congerie di strumenti percussivi eccezionale. Era proprio travolgente» (p. 72).

Dopo le registrazioni di One size fits all, il gruppo si scioglie e i musicisti, tranne Brock che resterà ancora con Zappa, prendono altre strade; in particolare Chester Thompson fa in tempo a unirsi ai Weather Report di Joe Zawinul e Wayne Shorter per la registrazione di uno dei loro capolavori, Black Market. Ruth non fa più parte del gruppo, anche se saltuariamente affiancherà ancora Zappa in alcune registrazioni. In questo periodo, lavora in particolare col tastierista George Duke, ma anche con il batterista Billy Cobham e il bassista Alphonso Johnson.

Ruth in fotogramma tratto dal film Zappa. The dub room special! (1982), ripresa durante la performance del 27 agosto 1974 nella sede della stazione televisiva
KCET di Los Angeles

Nel marzo 1977 Ruth Underwood si ritira dalla musica, per dedicarsi alla famiglia, senza più suonare i suoi strumenti. Probabilmente la sua scelta è quella di prendersi cura dei due figli, che diventeranno entrambi musicisti. Nel 1986 si separa dal marito Ian.
Poco prima della morte di Zappa, collabora un’ultima volta con lui, che, nel giugno 1993, la contatta dopo quattordici anni di silenzio reciproco, per la registrazione e il campionamento di una gamma di percussioni nella sala di registrazione collocata nel seminterrato della villa della famiglia Zappa nel Laurel Canyon a San Francisco.

Nel febbraio 1994, alla rivista Musician, che dedica un numero speciale a Zappa da poco scomparso, dichiara: «Ero pronta a dedicare tutta me stessa alla musica di Frank. Lui sapeva veramente quali pulsanti premere, da un punto di vista sia emozionale che musicale, […] sapeva come sintetizzare le personalità e il talento singolo dei suoi musicisti, il che per me è una dote davvero rara; non era soltanto un direttore d’orchestra che se ne sta sul palco ad agitare le braccia: ci suonava come fossimo strumenti! Anch’io divenni una perfezionista perché — suppongo — dovevo esserlo».

E, più oltre, aggiunge: «Fu la più grande esperienza della mia vita, e anche la più difficile. Frank divorava musica; era l’unica cosa alla quale pensasse. Ascoltavamo la sua musica sull’autobus, durante i soundcheck la provavamo, alla sera la suonavamo e il giorno dopo la analizzavamo: tutto era musica».

In realtà, a parte il periodo di grande visibilità negli anni passati alla corte di Zappa, di Ruth Underwood si sa poco o nulla; scarsissime anche le notizie sulla sua vita privata e le ipotesi sui motivi del totale abbandono della musica a trentun anni, che, a parte le generiche motivazioni sulla cura della famiglia, restano di fatto avvolte nel mistero. Ancor più se si pensa che ci si trova di fronte a un talento assolutamente strabiliante, come è evidente ascoltando le sue performance strumentali e, ancora di più, ammirandola nei filmati che sono rimasti a testimoniare la sua arte.

In copertina: Ruth Underwood in un fotogramma tratta dal documentario Zappa (2020), al termine dell’esecuzione di The black page.

***

Articolo di Roberto Del Piano

RobertoDelPiano

Bassista (elettrico) di estrazione jazz da sempre incapace di seguire le regole. Col passare degli anni questo tratto caratteriale tende progressivamente ad accentuarsi, chi vorrà avere a che fare con lui è bene sia avvertito.

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