Passeggiata Virginia Woolf

È stata davvero una bella cerimonia, quella per l’intitolazione a Lodi di un percorso pedonale a Virginia Stephen Woolf. Io c’ero e ve la posso raccontare. 
Dunque, il 26 novembre, una giornata illuminata da un tiepido sole autunnale, il gruppo convocato per l’evento era numeroso e composito: dalle autorità istituzionali, cioè la sindaca Sara Casanova, accompagnata da buona parte della giunta comunale, al preside dell’Istituto “Francesco Cazzulani”, Demetrio Caccamo, con insegnanti, ragazze e ragazzi delle classi protagoniste del lavoro che ha portato alla richiesta di intitolazione, da un rappresentante dell’Ufficio Scolastico territoriale, alla presidente dell’Associazione genitori, fino alle referenti del Virginia Woolf Project, di Toponomastica femminile e di Snoq.  

La giovane speaker, allieva dell’Istituto Cazzulani, che presenta gli interventi

L’articolazione della cerimonia, perfettamente orchestrata, è stata scandita dalla voce sicura di una giovane speaker, alunna dell’Istituto “Cazzulani”, che ha legato i vari momenti presentando di volta in volta coloro che hanno portato il loro contributo di parole e riflessioni sul lavoro svolto e sui tanti aspetti che la figura di Virginia Woolf suggerisce di approfondire. Ma perché proprio Virginia Stephen Woolf è stata scelta per l’intitolazione dei percorsi pedonali all’interno dei “Prati liberi Lea Garofalo”? Beh, a questo punto è necessario contestualizzare tutta l’operazione.  
Il gran lavoro svolto da insegnati e studenti è stato finalizzato alla partecipazione al concorso Sulle vie della parità, all’interno di una recente sezione inaugurata grazie alla collaborazione tra Toponomastica femminile e il Virginia Woolf Project. E il risultato è stato meritevole del primo premio di questa categoria: qui si può leggere un articolo di presentazione del progetto, Passeggiando con Flush. Ma, per cogliere appieno il valore e la ricchezza del lavoro svolto, è giunto il momento di dare spazio alle parole di chi quella mattina è intervenuto.

La sindaca Sara Casanova, dopo aver ricordato l’importanza dell’opera della scrittrice inglese e il merito che la sua voce ha avuto «per esaltare e riscattare il ruolo delle donne nella società», ha spiegato la motivazione che ha portato alla scelta del luogo per l’intitolazione. «Ci troviamo in una splendida area verde, i “Prati liberi Lea Garofalo”, conosciuta anche come parco della Spina Verde. Un luogo ideale per passeggiare, fare sport, incontri o semplicemente rilassarsi, magari in compagnia dei propri amici a quattro zampe. È proprio questa caratteristica che lo ha reso particolarmente adatto al progetto, sviluppato dall’Istituto “Cazzulani” grazie all’approfondimento della biografia del cane Flush raccontata da Virginia Woolf». Casanova ha concluso il suo intervento ricordando la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, appena trascorsa, sottolineando l’esigenza «di un impegno quotidiano per prevenire e fermare maltrattamenti, emarginazione, discriminazioni». Dopo gli elogi del dottor Antonio Cremonesi, rappresentante l’Ufficio scolastico territoriale, è stata la volta di Demetrio Caccamo, preside del “Cazzulani”, che ha sottolineato la grande tradizione dell’Istituto a lavorare per progetti, con particolare attenzione a quelli di cittadinanza attiva che permettono a ragazze e ragazzi di impegnarsi in ricerche, attività e compiti di realtà che abbiano ricadute sul territorio. La motivazione è stata tale da permettere di superare tutte le difficoltà, non ultima quella rappresentata dai lunghi periodi di Dad. Un altro aspetto che caratterizza l’Istituto è la attenta e partecipe collaborazione dell’Associazione genitori, non a caso e non per una pura formalità presente all’intitolazione. 

Il microfono è poi passato a Giordana Pavesi, coordinatrice e anima del gruppo di lavoro delle insegnanti di diverse discipline (Barbara Cabrini, Simona Cesarini, Italia Chiantella, Chiara Cornalba, Daniela Di Gaetano, Mariamaddalena Fiocchi, Laura Gobbi, Manuela Magli, Margherita Picco, Sara Pozzoni, Eleana Toscani) che hanno aderito al progetto con le loro classi, dieci in tutto per un totale di circa duecento tra alunne e alunni. «La lettura della biografia di Flush ha innanzitutto entusiasmato noi docenti e ha poi appassionato alunne e alunni che hanno seguito con interesse e coinvolgimento ogni fase dell’attività proposta. È stato stimolante individuare il luogo dell’intitolazione più opportuno per noi e, parlando con l’assessora alle Pari opportunità Giuseppina Molinari, scoprire che la nostra proposta sarebbe stata discussa in commissione. Non ci siamo limitate a richiedere un luogo da intitolare, ma abbiamo offerto un prodotto che lo personalizza e lo valorizza poiché in quel percorso pedonale del parco ci passeggiano ogni giorno centinaia di persone con i loro cani o per jogging, ma anche genitori e nonni e nonne con i bambini e bambine». 

Il progetto, infatti, non si limita alla richiesta di intitolazione, ma prevede che nell’area siano installati 13 totem con sintesi delle parti salienti del testo di Woolf, accessibili in versione audio anche attraverso Qr-code. E non è finita qui, perché l’Associazione genitori finanzierà l’acquisto di una panchina da intitolare a Virginia Woolf in uno spazio funzionale alla lettura. Chi più di lei, che traeva ispirazione per le sue scritture passeggiando nella natura, come racconta nei suoi diari, può essere ricordata in un giardino dove potersi rilassare e leggere? Pavesi ha continuato descrivendo il lavoro didattico: «Le 10 classi partecipanti hanno svolto attività di ricerca sul contesto storico, senza tralasciare gli aspetti della vita quotidiana dell’epoca, sono state coinvolte in varie attività di analisi testuale e linguistica in lingua italiana e inglese, e hanno affinato abilità di lettura e ascolto. Oltre a queste attività più tradizionali, le/gli studenti hanno dato spazio alla creatività, realizzando giochi enigmistici e rappresentazioni pittoriche con diverse tecniche, cimentandosi nella lettura ad alta voce per la registrazione dei brani accessibili da Qr-code, tutto questo nel segno dell’inclusività che permette a ciascuno/a di esprimere al meglio le proprie abilità, senza escludere o lasciare indietro nessuna/o. Particolarmente stimolante è stata l’attività delle alunne formatrici che hanno gestito l’intera proposta didattica nella loro classe, protagoniste di un’esperienza di Peer Education e si sono proposte anche per le altre classi che lo hanno desiderato». Pavesi ha concluso con queste parole: «L’esito di oggi è il risultato di un lavoro di squadra che lascerà un segno concreto e indelebile nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze». A questo punto due alunne hanno letto la sintesi del quinto capitolo di Passeggiando con Flush, una in italiano e l’altra in inglese.  

Chi scrive queste note ha presentato Toponomastica femminile, sostituendo la vicepresidente Danila Baldo, impossibilitata a presenziare a causa di gravi motivi di famiglia. È stata dunque raccontata in breve l’origine dell’associazione con la sua mission, che non sto qui a ripetere perché chi legge Vitamine vaganti ne sa molto. L’intervento ha posto in evidenza la necessità di un’azione culturale che coinvolga le scuole per attuare quella “rivoluzione gentile” allo scopo di realizzare la vera parità tra i generi, superando il retaggio di un millenario patriarcato che ha relegato le donne ai margini della storia, quando non le ha addirittura cancellate. È dunque importante far emergere dall’oblio le figure delle donne che hanno dato un contributo significativo alla storia dell’umanità nei più diversi ambiti e renderle visibili, anche attraverso l’intitolazione di spazi pubblici nelle nostre città. Nella stessa direzione va l’utilizzo di un linguaggio rispettoso del genere, che espliciti e renda evidente il protagonismo femminile nelle posizioni apicali delle professioni e delle cariche politiche, perché ciò che non si nomina non esiste. Questa non è la prima intitolazione che Toponomastica femminile chiede all’Amministrazione comunale di Lodi. Già in passato l’ascolto e l’attenzione dell’assessora Giusi Molinari hanno portato a realizzarne altre: le ultime due sono state quella del parco Margherita Hack, in seguito a un sondaggio popolare all’interno di “RiparKiamolo”, progetto di cittadinanza attiva e rigenerazione urbana, e quella di un piazzale dedicato alle “Lavoratrici”, frutto di due anni di lavoro didattico delle scuole partecipanti al concorso Sulle vie della parità dedicato alla ricerca sul lavoro femminile nel Lodigiano che ha dato origine pure a una mostra documentaria e fotografica.  

Ma è giunto il momento di dare spazio alla figura della scrittrice cui sono stati dedicati i percorsi all’interno dei “Prati liberi Lea Garofalo”. E chi poteva farlo meglio di Laura De Benedetti, fondatrice, insieme a Giulia Bortolini, del Virginia Woolf Project? Queste le parole del suo intervento. «Chi è Virginia Stephen Wolf? È stata una scrittrice, saggista, intellettuale britannica vissuta tra il 1882 e il 1941. Difficile descriverla in poche parole: con i suoi romanzi (i più famosi: La signora DallowayGita al faroLe Onde), ha scardinato i canoni della letteratura, imprimendo una narrazione che segue il “flusso di coscienza” del pensiero dei personaggi. […] Soprattutto con saggi, come il celebre Una stanza tutta per sé o Le tre ghinee, Woolf pone le basi del femminismo della differenza, quello che va oltre la parità di genere, di diritti o salari». Il Virginia Woolf Project «ha lo scopo di raccogliere l’eredità di Virginia Woolf seguendo due percorsi. Il primo prende spunto dal suo racconto Phyllis e Rosamond nel cui prologo Virginia Stephen, nel raccontarci la storia di due sorelle educate in funzione del matrimonio, invita a far uscire le donne dall’ombra. […] Il sito virginiawoolfproject.com, dunque, offre la possibilità a tutte le donne di pubblicare la storia, propria o di altre donne, attraverso la narrazione del loro quotidiano […] per creare un grande affresco di noi e del femminile della nostra epoca. Il secondo scopo è contribuire a far conoscere Virginia Stephen, i suoi scritti e il suo pensiero. Il sito è dunque un contenitore di testi, podcast, tesi di laurea, approfondimenti […]. Quando il Virginia Woolf Project è nato due anni fa, secondo Google Maps in Italia esistevano nove strade e una piazza dedicate all’intellettuale inglese. Col nostro lavoro e grazie alla collaborazione di Toponomastica femminile, che ci ha permesso di dedicare una sezione del concorso a Woolf, e con il patrocinio dell’Italian Virginia Woolf Society, ora ci sono sei luoghi in più a lei dedicati». De Benedetti ha quindi concluso con i ringraziamenti a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile il traguardo raggiunto. 

Poi, per Snoq, ha preso la parola Sylvie Isabelle Kaminski che ha voluto sottolineare il nesso tra l’intitolazione e la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, presentando il movimento Se Non Ora, Quando?, i suoi obiettivi e le sue azioni «affinché l’Italia diventi un Paese anche per donne». Ha precisato che il movimento «è costituito da donne diverse per età, professione, provenienza, appartenenza politica e religiosa, aperto alla collaborazione di tutte». A proposito delle iniziative promosse da Snoq sul territorio lodigiano, Kaminski le ha così descritte: «di concerto con altre realtà come Centro Antiviolenza, Toponomastica femminile, Ife, Virginia Woolf Project, abbiamo promosso negli anni incontri con esperte su approfondimenti tematici, presìdi, marce di sensibilizzazione, flash mob (come One billion rising con centinaia di studenti e di supporto a Viva Vittoria), dipingiamo panchine rosse,[…] organizziamo mostre itineranti (come Da grande farò…Madri costituenti), proponiamo […] corsi di aggiornamento professionale dei giornalisti contro narrazioni tossiche e con il Ministero dell’Istruzione su linguaggio di genere e stereotipi, di scrittura su Wikipedia contro il gender gap, videolezioni per le scuole, facendo inoltre sentire la nostra voce tramite comunicati o raccolta firme». Il suo intervento si è concluso col ribadire che, in tema di femminicidio e violenza contro le donne, è fondamentale cambiare il linguaggio perché troppo spesso le vittime sono ancora descritte come colpevoli e il gesto dei carnefici vergognosamente minimizzato e/o giustificato. 

L’ultimo intervento è stato quello di Alessandra Rebughini, presidente dell’Associazione genitori del “Cazzulani”. Le sue parole sono state di sincero apprezzamento per il lavoro svolto dalle insegnanti che hanno saputo muovere l’interesse di ragazze e ragazzi, guidando e sostenendo il loro impegno durante tutte le fasi della realizzazione del progetto, nonostante la Dad. E altrettanto convinto è stato il sostegno dell’Associazione genitori, un sostegno non formale ma concreto, grazie al quale il progetto si arricchirà della panchina intitolata a Virginia Woolf da collocarsi nel giardino della scuola. 

E poi la cerimonia è davvero finita, con applausi e foto di gruppo!

***

Articolo di Daniela Fusari

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Daniela Fusari, docente di materie letterarie nella scuola superiore, è nata a Lodi dove vive e insegna. In qualità di archivista, ha curato, il riordino e l’inventario di fondi documentari. Fa parte della Società Storica Lodigiana e ha svolto ricerche di carattere storico in ambito locale e per la valorizzazione dei Beni culturali. Riesce ancora, per sua fortuna, a divertirsi in tutte, o quasi, le cose che fa.

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