Helene Kröller-Müller. Collezionista per passione

Ha chiuso da poco i battenti a Roma, a Palazzo Bonaparte, una mostra, aperta dall’8 ottobre 2022 al 7 maggio 2023, dedicata al genio di Van Gogh, che ha segnato un record di visitatori: 580.741; in media 3.000 persone al giorno, con code incessanti dalla mattina alla sera.

Le opere esposte, più di cinquanta, provenivano dal prestigioso Museo Kröller-Müller di Otterlo, in Olanda, che custodisce la seconda collezione più vasta al mondo delle opere di Van Gogh, dopo quella del Museo di Amsterdam, oltre a capolavori di maestri moderni come Claude Monet, Georges Seurat, Pablo Picasso e Piet Mondrian, e offre anche sorprendenti presentazioni di artisti contemporanei.

Il museo Kröller-Müller all’interno del parco The Hoge Veluwe

Il museo porta il nome di Helene Kröller-Müller, una delle prime donne europee ad acquisire una collezione di opere d’arte degna di nota, e una delle prime a riconoscere il genio di Vincent van Gogh.
Helene Emma Laura Juliane Müller è nata a Essen-Horst, in Germania l’11 febbraio 1869, in una ricca famiglia di industriali. Suo padre, Wilhelm Müller, aveva fondato una società di spedizione attraverso navi che fornivano minerale di ferro agli altiforni tedeschi e possedeva anche alcune miniere.

Interno del Museo Kröller-Müller

Successivamente entrò a far parte della filiale di Rotterdam di questa azienda Anton Kröller che nel 1888 sposò Helene, la figlia del suo presidente.

Foto dei coniugi Helene Müller e Anton Kröller

Quando suo suocero morì improvvisamente nel 1889, Anton Kröller all’età di ventisette anni diventò amministratore unico di Müller & Co. Nel 1895 le navi della società effettuavano anche un servizio di traghetto merci e passeggeri tra Rotterdam e Londra. Tra il 1897 e il 1907 vennero acquistate altre navi per il trasporto del minerale e furono aperte filiali in vari paesi, tra cui Anversa, Amburgo e New York.
Helene non era cresciuta in un ambiente particolarmente sensibile all’arte e iniziò ad apprezzare l’arte moderna quando aveva già superato da molto i trent’anni. Nei primi decenni del matrimonio Helene si dedicò principalmente al marito, ai figli e agli affari. Dal 1906 prese lezioni da Hendricus Peter Bremmer, influente critico e autorevole insegnante d’arte, che la introdusse all’espressività di Van Gogh e la incoraggiò ad acquistare le sue opere.

Foto di H.P. Bremmer

Helene allora era una delle donne più ricche dei Paesi Bassi, presto seguì il consiglio del suo maestro. Grazie ai cospicui profitti dell’azienda, nel 1907 Helene poté avviare una collezione d’arte; il primo dipinto di van Gogh che acquistò per cento fiorini nell’estate del 1908 fu Edge of a wood (Bordo di un bosco).

Edge of a wood(Bordo di un bosco) – Vincent van Gogh

Nelle lezioni appassionate di Bremmer l’opera del pittore olandese veniva presentata come il riflesso di un’esistenza che, passando attraverso la sofferenza, era giunta a una profonda spiritualità. Van Gogh ed Helene non si incontrarono mai durante la loro vita (Helene aveva undici anni quando van Gogh morì nel 1890), ma condivisero la stessa tensione spirituale, la stessa ricerca di una dimensione religiosa e artistica pura. Due anime dominate dall’inquietudine e dal tormento. Così Helene scriveva di van Gogh:

«Ha dipinto la sofferenza, ha compreso intensamente la sofferenza delle persone. Questo è ciò che è totalmente moderno di lui. Ha fatto sì che le persone provassero empatia e capissero le une i dolori delle altre».

Helene dedicò gran parte della sua vita a mettere insieme una vasta collezione di dipinti di Van Gogh e la sua passione contribuì indubbiamente ad accrescere la fama dell’artista, che all’inizio del ventesimo secolo era ancora sconosciuto ai più.

Helene da moglie di un ricco industriale si trasformò in una collezionista visionaria, capace di scoprire il valore di Van Gogh molto prima di tutti gli altri. «Acquistava quadri di Picasso o Mondrian come altre donne compravano borsette e cappelli» (Francesca Grego in Arte.it).

Durante un viaggio a Firenze, nel giugno del 1910, concepì l’idea di esporre tutta la sua collezione e creare una casa-museo. Nell’estate del 1911 le fu diagnosticata una grave malattia, per cui dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico molto pericoloso. Decise che, se fosse sopravvissuta, avrebbe creato “un monumento alla cultura”. Cominciò quindi ad aprire al pubblico alcune parti della sua collezione in una sala espositiva all’Aia, che fu uno dei rarissimi luoghi in cui si potevano vedere opere d’arte moderna, e questo molto tempo prima che Peggy Guggenheim aprisse la sua galleria londinese. Per proteggere la loro collezione, Anton ed Helene crearono la Fondazione Kröller-Müller. Subito dopo la Grande Guerra Helene incaricò l’architetto belga Henry Van de Velde di costruire un museo nella sua tenuta boscosa di 300.000 m2, The Hoge Veluwe, oggi il più grande parco nazionale dei Paesi Bassi, vicino alle città di Otterlo e di Arnhem. Helene scelse questo luogo, invece della grande città, perché era convinta che i visitatori avrebbero potuto godere delle opere esposte molto meglio nella tranquillità della natura che nell’atmosfera frettolosa e indaffarata della città.

Van de Velde, progetto per il museo Kröller-Müller

Nel 1921 furono gettate le fondamenta dell’edificio, ma poco più di un anno dopo il progetto fu abbandonato perché l’azienda di famiglia era sull’orlo della bancarotta. In questi anni di crisi Helene continuò a esporre i quadri di Van Gogh in Europa e negli Stati Uniti. In tal modo incrementò la fama dell’artista, ma anche quella della propria collezione. Nel 1935 donò allo stato olandese l’intera collezione per un totale di circa 12.000 oggetti, a condizione che nei giardini del suo parco fosse costruito un grande museo. I lavori iniziarono nel 1937: un anno dopo il Kröller-Müller Museum apriva i battenti con Helene nel ruolo di direttrice. Diciotto mesi dopo, il 14 dicembre 1939, Helene moriva all’età di settant’anni, non prima di aver vincolata la collezione perché non fosse divisa e rimanesse esattamente come l’aveva lasciata.

Museo Kröller-Müller

L’ormai famosa Terrazza di un caffè di notte, che Helene acquistò nel giugno 1914, è ancora il fiore all’occhiello della Galleria Van Gogh nell’attuale Museo insieme a Strada con cipressi e cielo stellato, l’Arlesiana, l’Autoritratto, il Ritratto del postino Joseph Roulin, La berceuse, Ponte di Langlois, Interno di un ristorante e altri dipinti meno conosciuti, insieme a studi di paesaggi rurali e vita contadina realizzati a gessetto, matita e inchiostro.

Terrazza di un caffè di notte, Vincent van Gogh
Interno di un ristorante (sin.) – Strada con cipressi e cielo stellato (dex) -Vincent van Gogh
L’Arlesiana, Ritratto di M.me Ginoux (sin.) – La berceuse, Ritratto di M.me Roulin (dex)-Vincent van Gogh
Autoritratto (sin.) – Ritratto del postino Joseph Roulin (dex)- Vincent van Gogh
Il seminatore (sin.) – Ponte di Langlois (dex)-Vincent van Gogh
Olive Grove (sin.) – Rose e peonie (dex) – Vincent van Gogh

Successivamente, nel 1961, fu aperto un grande giardino di sculture, che ospita statue di Auguste Rodin, Henry Moore, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Barbara Hepworth e molti altri.

K- piece, di Mark di Suvero nel giardino delle sculture

Il Museo Kröller-Müller vanta inoltre uno straordinario assortimento di opere d’arte del Novecento, tra cui dipinti dei principali esponenti del Cubismo, del Futurismo e dell’Avanguardia, quali Picasso, Georges Braque, Giacomo Balla, Fernand Léger, Piet Mondrian.

Tavola n. 1, Mondrian (sin.) – Natura morta, La lampada, Juan Gris (dex)

Al cinema nell’aprile 2018 è uscito un documentario dal titolo Van Gogh, tra il grano e il cielo, dove l’artista olandese è riletto attraverso gli occhi della sua più grande collezionista, con la partecipazione straordinaria di Valeria Bruni Tedeschi e la regia di Giovanni Piscaglia.

In copertina: foto di Helene Kröller-Müller.

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Articolo di Livia Capasso

foto livia

Laureata in Lettere moderne a indirizzo storico-artistico, ha insegnato Storia dell’arte nei licei fino al pensionamento. Accostatasi a tematiche femministe, è tra le fondatrici dell’associazione Toponomastica femminile.

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