Una gran voglia di imparare

«La commissione intende premiare il lavoro svolto dalla Scuola Primaria Via Fermi di Pesaro per i suoi molteplici aspetti di rilievo, come la creatività, espressa tramite le tecniche utilizzate; la varietà dei linguaggi, frutto di una ricerca indirizzata alla trasmissione dei saperi; il rapporto peer to peer fra studenti, impegnati nella ricerca e nel trasferimento di competenze. La proposta di intitolazione della scuola a Eva Mameli, non da ultimo, pone ulteriormente l’accento sulla necessità di valorizzare una figura femminile di grande rilievo scientifico che tanto si è impegnata non solo nella propria ricerca, ma anche nella creazione di opportunità di istruzione, emancipazione e riscatto delle donne impegnate in agricoltura».
Con queste parole il professor Alessandro Blasetti (Università di Camerino-Sistema museale) ha motivato il Premio speciale assegnato alla Scuola primaria “Via Fermi” di Pesaro per il progetto “L’esempio come valore”. Eva Mameli per la VI edizione del concorso didattico Sulle vie della parità nelle Marche, promosso dall’Osservatorio di Genere, nell’ambito del concorso nazionale Sulle vie della parità di Toponomastica femminile.
Si tratta di un progetto corale: vi hanno partecipato studenti delle classi 5A, 5B e 5C e delle classi 3A, 3B, 3C. Alle redini di questa poderosa macchina le docenti Antonella Ugolini, Roberta Bernabè, Laura Fusaro.

Premiazione all’Università di Camerino. 25 maggio 2023

In realtà questo progetto premiato nell’ambito del concorso didattico promosso nelle Marche dall’Osservatorio di Genere in collaborazione con l’Università di Camerino, l’Ambito Territoriale Sociale 15 di Macerata, la casa editrice Settenove, il Lions Club Macerata Host, CGIL, CISL, UIL e la Coop Alleanza 3.0, viene da lontano.
Trae infatti ispirazione da un progetto di riqualificazione di un ambiente interno della scuola realizzato nell’anno scolastico 2021-2022 grazie al quale è stata allestita un’aula di scienze che ospita una collezione di volatili impagliati, classificati e riordinati in bacheche. Un vero e proprio museo didattico nel quale hanno trovato posto le ricerche accurate e dettagliate che i ragazzi e le ragazze delle classi quinte hanno condotto sugli uccelli grazie alla collaborazione con gli esperti del Museo di Camerino e dell’associazione “Il Ponticello”. L’incontro con queste realtà ha offerto agli alunni e alle alunne la possibilità di conoscere la figura di Eva Mameli, all’anagrafe Giuliana Luigia Evelina Mameli, botanica e naturalista italiana che ha attraversato quasi tutto il secolo scorso (1886-1978). Prima donna a conseguire la libera docenza in botanica presso un’università italiana, Eva Mameli ha rappresentato un esempio come scienziata e come donna impegnata per l’emancipazione femminile.

«Che la vita fosse anche spreco – scriveva Italo Calvino in La strada di San Giovanni (Mondadori, 1980) – questo mia madre non l’ammetteva: cioè che fosse anche passione. Perciò non usciva mai dal giardino etichettato pianta per pianta, dalla casa tappezzata di bougainvillea, dallo studio col microscopio sotto la campana di vetro e gli erbari. Senza incertezze, ordinata, trasformava le passioni in doveri e ne viveva».
Da qui l’idea di continuare ad approfondire la conoscenza dei suoi studi e delle sue ricerche e dall’altra di proporre di intitolare la scuola proprio a lei.

Gli alunni e le alunne sono stati/e coinvolti/e attivamente nelle ricerche, e durante i mesi del primo quadrimestre, hanno compiuto un viaggio attraverso la vita e le opere di Eva Mameli.

Ricerche sul web, letture di biografie a lei dedicate e di testi scritti dalla stessa Eva Mameli sono stati solo alcuni degli strumenti utilizzati dalle insegnanti per accompagnare i ragazzi e le ragazze alla scoperta della scienziata e della donna Eva Mameli. Le attività si sono svolte in diverse location all’interno della scuola, tra cui aule dotate di lavagne touch, l’aula video, il laboratorio d’informatica, la biblioteca e persino il giardino della scuola.

Come è stato già detto, il lavoro ha coinvolto le classi Quinte e le classi Terze della scuola primaria. Nelle classi Quinte, gli studenti hanno conosciuto Eva Mameli rielaborando poi le informazioni acquisite attraverso disegni, didascalie e registrazioni vocali: il risultato è stato un vero e proprio ipertesto capace di parlare diversi linguaggi.

Una volta conclusosi il processo di acquisizione delle informazioni, i ragazzi e le ragazze delle quinte hanno condiviso i risultati della loro ricerca con gli alunni e le alunne delle classi terze: peer to peer, scambio di buone pratiche e di conoscenze hanno fatto sì che Eva Mameli diventasse “pratica diffusa” all’interno della scuola.

Grazie a questo progetto e al percorso realizzato tanto le e gli studenti delle classi quinte quanto quelli delle classi terze hanno potuto riflettere, attraverso l’esempio di Eva Mameli, sulla parità di genere e sul processo di emancipazione, non sempre lineare, che le donne hanno dovuto affrontare per conquistare diritti e opportunità. Inoltre, le alunne e gli alunni hanno potuto approfondire la conoscenza delle piante presenti nel giardino della scuola grazie all’intervento di esperti dell’Università di Camerino. Hanno quindi creato rappresentazioni grafiche di queste piante e realizzato una semplice enciclopedia per condividere le loro scoperte.

Ma non è finita qui: hanno anche partecipato alla piantumazione di bulbi, semi e piante, apprendendo sul campo le diverse fasi di crescita delle piante, la fotosintesi clorofilliana, la capillarità e l’importanza degli ecosistemi e delle catene alimentari.

Grazie a questo progetto, le classi hanno raggiunto diversi obiettivi educativi. Prima di tutto, hanno avuto l’opportunità di conoscere Eva Mameli, una figura straordinaria nel campo scientifico, e comprendere l’importanza delle sue scoperte. Hanno riconosciuto il ruolo particolare che ha svolto come donna con forti valori morali e la sua dedizione allo studio, alla ricerca scientifica e ai viaggi. Questo ha contribuito a sensibilizzare ragazzi e ragazze sulla possibilità di intraprendere una carriera scientifica, indipendentemente dal genere – tra le finalità del concorso didattico.

«Sembravo timida – scriveva Eva Mameli – ma non lo ero per niente. Dentro di me sentivo una gran voglia di imparare. Non avevo ancora idea di cosa avrei fatto, però sapevo che desideravo scoprire per essere utile. A chi o a che cosa lo ignoravo, ma l’idea di diventare qualcuno mi accompagnò sempre in quegli anni».

Il percorso L’esempio come valore”. Eva Mameli ha anche ottenuto il primo premio ex aequo per la scuola primaria al concorso nazionale Sulle vie della parità e una folta rappresentanza di studenti e docenti ha partecipato alla seconda giornata di premiazione che si è tenuta il 17 ottobre presso la sala Volpi dell’Università di Roma Tre. Questa la motivazione: «Il tema della parità di genere appare già chiaro nella scelta di presentare Eva Mameli con il suo cognome e non già come moglie di Mario Calvino. Di Eva, scienziata e botanica, è stato abilmente affrontato ogni aspetto, utilizzando molteplici linguaggi espressivi, da quelli più tradizionali ai più innovativi, dimostrando un uso consapevole degli strumenti multimediali. Il progetto realizza quindi un link positivo tra passato e futuro operando il trasferimento di quanto appreso a consolidamento delle competenze del singolo e del gruppo, in un processo che ha valorizzato ognuno dei/delle partecipanti».

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Articolo di Silvia Casilio

Silvia Casilio ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Macerata e attualmente collabora con l’Università di Teramo. È autrice di saggi sull’Italia repubblicana e dal 2009 collabora con l’associazione culturale Osservatorio di genere.

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