La trama alternativa. Sogni e pratiche di giustizia trasformativa contro la violenza di genere di Giusi Palomba, pubblicato nel marzo 2023 dalla casa editrice Minimum fax, offre uno sguardo pionieristico sulla giustizia trasformativa, concentrandosi sul contesto di Barcellona nel triennio 2015-2018. La narrazione si apre con la descrizione della trasformazione di Barcellona in una destinazione turistica di rilievo, con la conseguente apertura di locali e ristoranti orientati al turismo. Parallelamente, la città è attraversata da manifestazioni politiche pro—indipendenza che guadagnano sempre più rilevanza, mentre emergono movimenti femministi e trans femministi, con il neo—municipalismo che assume un ruolo centrale.
Nella prima parte del libro, intitolata Lo strappo, l’autrice racconta il percorso di giustizia alternativa intrapreso dalla comunità di Barcellona quando Bernat, amico della protagonista, viene accusato di stupro da una ragazza di nome Mar. Questo percorso, che coinvolge la comunità anziché le istituzioni statali, parte dal presupposto che la vittima debba piuttosto essere considerata una sopravvissuta, e che l’obiettivo non sia solo la riparazione del danno ma anche la trasformazione. Bernat è diventato in poco tempo il miglior amico dell’autrice, entrambi frequentano gli stessi posti; lui le permette di conoscere l’anima della città e di conoscere il fenomeno culturale e politico che la caratterizza, così in breve ne diventa confidente e amico prezioso. Quando l’autrice viene a conoscenza del percorso di giustizia alternativa in cui è coinvolto Bernat avviene una sorta di “strappo” perché si ritrova a doversi staccare dalla sua figura. Palomba ci spiega in cosa consiste il percorso di giustizia alternativa, che prevede la formazione di tre gruppi: un gruppo di supporto per Mar, un gruppo di supporto per Bernat e il terzo che costituisce un ponte tra i due e che comunicherà le decisioni di Mar a Bernat e i progressi di Bernat a Mar. Il terzo gruppo ha il compito più importante, quello del primo approccio con Bernat: comunicare la decisione presa e chiedergli se voglia intraprendere questo percorso.
Nella seconda parte del libro, Una trasformazione possibile, l’autrice affronta diversi temi tra cui il femminismo anti-carcerario e critica il punitivismo, sostenendo che la punizione e la carcerazione non riducano la violenza di genere, ma piuttosto la perpetuino. A sostegno della tesi relativa al punitivismo, si parte dall’idea che quando si è di fronte a un errore, la conseguenza più comune è allontanare la persona. Ma ciò non vuol dire riparare, né risolvere. La conseguenza è quella di creare angoscia e rabbia ma non generare riflessione o consapevolezza. Lei sostiene che «l’idea che, se una persona commette un errore, allontanarla dalla comunità sia l’unica opzione possibile, vuol dire che quell’errore molto probabilmente si ripeterà in altri luoghi e in altre situazioni, e toccherà ad altri risolvere il problema, altri che magari non godono di grandi tutele e protezione» (pag 131). Attraverso studi, esempi di cronaca e analisi approfondite, Palomba esplora la vulnerabilità all’interno della società patriarcale e sottolinea l’importanza del coinvolgimento degli uomini nel femminismo come parte della lotta contro la violenza di genere. Il concetto di vulnerabilità si basa sull’idea che sin dall’infanzia il genere maschile non riesce ad esprimere le proprie emozioni, ai bambini viene richiesto di non piangere, di essere indipendenti e di reprimere il bisogno di contatto. «Questi aspetti si riversano sul ruolo dell’uomo nella società poiché non è immediato per un uomo il riconoscimento del proprio impatto sul mondo» . (pag. 177) Il concetto del femminismo negli uomini è evidenziato tramite il lavoro svolto dal sociologo spagnolo Jokin Azpiazu Carballo, conseguentemente all’aumento di gruppi di autocoscienza maschile. L’aspetto formativo di questi gruppi è incentrato sull’avere spazi reali di confronto, di ascolto attivo. Esempi di realtà che hanno come scopo quello di portare a pensare a una società nuova.
Attraverso questa storia l’autrice, Giusi Palomba, offre una riflessione partecipata e rigorosa sulla cultura e sulle narrazioni relative alla violenza di genere. Invita lettori e lettrici a esplorare nuove prospettive sulla giustizia e sulla guarigione collettiva, spingendo a considerare modelli alternativi di risposta alla violenza, che pongono al centro l’empatia, il dialogo e la trasformazione personale e sociale.

Giusi Palomba,
La trama alternativa. Sogni e pratiche di giustizia trasformata contro la violenza di genere
Minimum Fax, Roma, 2023
pp. 256
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Articolo di Alessandra Paternò

Siciliana, studente di Comunicazione digitale. Tra i miei interessi giornalismo, editoria, film e arrampicata.
