Gli involtini primavera sono un antipasto tipico della cucina cinese, diventati molto apprezzati per la loro croccantezza e il loro ripieno semplice ma gustoso: solitamente consumati fritti e riconoscibili per la loro doratura in superficie, hanno fatto la loro comparsa nell’alimentazione di Cambogia, Indonesia e Vietnam. Questo piatto ha una tradizione molto lunga, soprattutto legata alle celebrazioni di alcune feste come quella della primavera e del Capodanno. L’ipotesi più accreditata è quella che segna la loro nascita fra il 200 e il 400 d. C. in cui regnava la dinastia Jìn che prese il potere in questo periodo: durante i festeggiamenti della Chun jie (ovvero la festa della primavera, da cui hanno infatti preso il loro nome) venne fuori un rotolino ripieno di verdure, racchiuso da una sfoglia sottile di farina che all’inizio prendeva quasi le sembianze di una torta per le sue dimensioni.
Successivamente, più di un millennio dopo, nel 1600, durante l’epoca dello scontro fra le famiglie Ming e Qing, si fece popolare l’usanza di addentare questo antipasto come rito propiziatorio, per scacciare energie ed eventi malevoli.
La celebrazione di cui stiamo scoprendo le usanze è anche denominata Capodanno lunare, ma in Occidente è comunemente nota come Capodanno cinese: è festeggiata in altri paesi fra cui la Corea, in Vietnam e nella città-stato di Singapore, e i festeggiamenti si protraggono per circa due settimane, alla fine delle quali vi è la suggestiva conclusione con la Yuánxiāojié, la festa delle lanterne. Come avviene per la notte di San Silvestro, il 31 dicembre, durante la sera che precede l’inizio dell’annualità viene svolto un sostanzioso pasto in famiglia o con amici, e fra le portate sono presenti anche gli involtini.
L’origine di questo costume deriva dalla mitologia cinese: si pensa che esistesse un mostro chiamato Nian che una volta all’anno usciva dal suo rifugio per nutrirsi di essere umani: per scacciarlo e augurare serenità, è comune effettuare la niánèrbā, in cui la casa viene rassettata da cima a fondo. Nel corso del cenone della vigilia, vengono cucinati altri manicaretti, con l’intento di scongiurare avvenimenti negativi, e molti di questi contengono assonanze o giochi di parole che invocano la fortuna e sono ritenuti di buon auspicio: sulle tavole possiamo trovare la cosiddetta delizia del Buddha, un’insalata di verdure e alghe la cui pronuncia originale ricorda la parola prosperità; molto gustosa è la Nian gao che significa: un anno più felice di quello trascorso, ed è una torta di riso glutinoso di cui esistono varie tipologie, fra cui una zuccherosa; dalla forma simile a quella dei lingotti, con l’augurio di attirare ricchezza, ci sono invece i Jau gok, dei ravioli farciti.
Nel frattempo è diventato sempre più usuale per le famiglie ricche mangiarli anche fuori dalle ricorrenze, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui è diventato molto comune: per adattarsi a un consumo in crescita, hanno assunto man mano una forma sempre più contenuta rispetto a quella iniziale.
La popolarità di questa specialità ha prodotto diverse varianti, nel continente asiatico, ma meno in quello europeo. Nell’isola di Taiwan le verdure vengono saltate in una specifica padella, chiamata wok, oppure bollite: prima di procedere viene aggiunta della polvere di burro di arachidi e, in alcuni casi, anche dello zucchero finissimo, generalmente questa versione è accompagnata dalla salsa di soia. Un gusto totalmente diverso è quello vietnamita: il ripieno, che comprende carne, vermicelli di riso e verdure, è arrotolato nella carta di riso che viene leggermente bagnata; in seguito vengono fritti e immersi in un condimento, il nước chấm, dal sapore quasi agrodolce. Molto simili a questa ricetta ci sono i lumpia, originari delle Filippine, con una farcitura più ricca che contiene carne, alcune verdure e l’uovo nella versione salata, e cocco e cuore di palma in quella dolce. Anche in Cina questi roll possono avere un sapore zuccherino: nello Zhejiang, sulla costiera orientale, sono riempiti con pasta di fagioli azuki, dal retrogusto di castagna; per creare una consistenza più gradevole, i legumi vengono messi in ammollo per essere poi schiacciati e uniti con il dolcificante. In Europa, invece, le rielaborazioni non si discostano eccessivamente dall’originale: l’ipotesi è quella che siano stati importati dai paesi di provenienza e consumati alla stessa maniera; in Asia, dopotutto, è possibile consumarli anche come spuntino e ci sono bancarelle che li propongono come street food, o da consumare nel dim sum, una merenda per interrompere la fame in cui si beve del tè.
Gli ingredienti che compongono gli involtini primavera non sono molti e la preparazione è abbastanza veloce: prepararli a casa è semplicissimo!
Ingredienti:
1 confezione di pasta fillo;
½ cavolo cappuccio;
1 carota media;
1 zucchina media;
Salsa di soia;
Germogli di soia (opzionale);
Sale;
Olio di semi per la frittura;
Tempo di preparazione e cottura: 45 minuti;
Preparazione
Tagliamo a listarelle sottili il cavolo, la carota e la zucchina che andiamo a disporre su un wok con un filo di olio di semi già caldo e saliamo. Aggiungiamo un cucchiaio molto abbondante di salsa di soia per insaporire e lasciamo cucinare le verdure per 5 minuti: potremo versarle in una ciotola capiente quando saranno cotte e risulteranno ancora leggermente croccanti; aggiungiamo, se vogliamo, i germogli di soia nell’ultimo minuto di cottura. Mentre facciamo raffreddare il composto, prendiamo le sfoglie di pasta fillo: se l’abbiamo acquistata dal supermercato troveremo diversi fogli rettangolari, della grandezza di una pirofila. Andiamo a disporre il lato lungo in orizzontale e tagliamo a metà partendo dal lato orizzontale superiore: mettiamo da parte una delle due metà e tagliamo, questa volta dal lato verticale, in due metà e otterremo dei quadrati che andremo a farcire. Se il condimento dovesse essere di più, possiamo seguire lo stesso procedimento anche per la sfoglia lasciata da parte: allo stesso modo, possiamo aumentare in proporzione il condimento da cucinare, se vogliamo preparare più involtini.
Per creare degli involtini resistenti che non si sfaldino in cottura, dobbiamo posizionare a rombo davanti a noi ciascun foglio di pasta fillo: disponiamo poco condimento a tre dita dalla punta del rombo e portiamo la punta sopra il condimento, arrotoliamo fino alla prima metà della sfoglia, mentre portiamo al centro le due punte laterali; con una mano teniamo fermo e, ungendoci le dita con poca acqua, bagnamo i lati lasciati scoperti: arrotoliamo, quindi, fino a terminare l’impasto; ripetiamo fino a quando non avremo esaurito il condimento di verdure.
Nello stesso wok utilizzato, versiamo qualche dito di olio di semi per andare a friggere gli involtini: quando sarà caldo, immergiamo i roll poco alla volta, rigirandoli fino a quando non saranno dorati. Per rimuovere l’olio in eccesso, tamponiamo con della carta-cucina.
Ora è possibile gustare questa prelibatezza, da sola o accompagnata da una salsa!
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Articolo di Nicole Maria Rana

Nata in Puglia nel 2001, studente alla facoltà di Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte e cinema, le piace scoprire nuovi territori e viaggiare, fotografando ciò che la circonda. Crede sia importante far sentire la propria voce e lottare per ciò che si ha a cuore.
