Il tempeh è un alimento fermentato originario dell’Indonesia, noto per essere una fonte eccellente di proteine vegetali: forse qualcuno/a di noi l’avrà notato in supermercato ma la sua storia è più lunga di quanto si possa pensare.
È originario dell’isola di Giava, in Indonesia: compare per la prima volta centinaia di anni fa, anche se la data esatta della sua prima produzione non è ben documentata; la prima menzione scritta risale al XVII secolo in testi giavanesi e, in particolare, è citato nel Serat Centhini, un’opera letteraria giavanese del 1815 che descrive vari aspetti della vita quotidiana, comprese le abitudini alimentari. Scopriamo, infatti, che la sua preparazione avviene prettamente a livello domestico in quanto le famiglie coltivavano il fungo Rhizopus sulle foglie di ibisco o su altri materiali naturali: di qui, la fermentazione avveniva in modo spontaneo, grazie all’ambiente caldo e umido del posto che ne facilitava il processo. Successivamente, nel XX secolo, il tempeh ha cominciato a guadagnare popolarità al di fuori dell’Indonesia, in particolare negli Stati Uniti e in Europa, grazie all’interesse crescente per gli alimenti sani e le proteine vegetali, in stretta correlazione con l’aumento di scelte alimentari che escludono cibi di origine animale. Negli anni ’60 e ’70, la ricerca accademica ha iniziato a studiare le sue proprietà nutrizionali e il processo di fermentazione che ha portato alla standardizzazione della produzione di questo fermentato, rendendolo più accessibile e sicuro per il consumo a livello globale e in diverse aree del mondo. Andiamo ora a vedere, dopo aver esaminato la sua provenienza e la sua diffusione, come è possibile ottenere questo alimento. Prima di tutto, l’ingrediente principale sono i semi di soia ma si possono utilizzare anche altri legumi o cereali, o addirittura entrambi. Per ottenere il prodotto finito, si dovrà far cuocere e poi far raffreddare la quantità di legumi/semi desiderata. In seguito, ci sarà la fase dell’inoculazione che consiste nell’introdurre nel composto una sostanza: in questo caso, la nostra base verrà mescolata con una mistura di spore del fungo Rhizopus oligosporus; lasciato a riposo il composto per 24-48 ore a temperatura controllata, avverrà la fermentazione, momento in cui il fungo cresce e lega i semi di soia in un blocco compatto. Al termine di questi procedimenti, avremo un prodotto solido, dalla consistenza leggermente gommosa, dal sapore ricco, terroso e leggermente nocciolato.
Inoltre, come abbiamo visto, contiene pochi e sani ingredienti che permettono di consumarne senza problemi; da un punto di vista nutrizionale, invece, lo possiamo categorizzare come una fonte eccellente di proteine complete, in quanto contiene tutti gli aminoacidi essenziali; per di più, è ricco di fibre e probiotici (che sono importanti per la salute digestiva), senza dimenticare la presenza di vitamine del gruppo B (fra cui la B12) e minerali come calcio, ferro, magnesio e manganese.
In conclusione, possiamo affermare che il tempeh è una scelta eccellente per chi cerca un’alternativa proteica alla carne, specialmente per vegetariani/e e vegani/e, o per chi è alla ricerca di sapori nuovi: la sua versatilità in cucina e i benefici per la salute lo rendono un alimento prezioso nella dieta di tutti/e.
Di seguito troverete una ricetta sfiziosa che sfrutta al meglio questa incredibile fonte proteica!
Ingredienti:
200g di tempeh;
4 cucchiai di salsa di soia;
2 cucchiai di aceto di mele;
1 cucchiaio di olio di sesamo (opzionale);
1 cucchiaio di sciroppo d’acero;
2 spicchi d’aglio tritati;
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato;
2 cucchiai di olio di oliva (per friggere);
Semi di sesamo (per guarnire);
Cipollotto tritato (per guarnire);
Procedimento:
Tagliamo il tempeh a fette sottili o a cubetti, a seconda di come lo preferiamo, nel mentre portiamo a ebollizione una pentola d’acqua e cuociamo il tempeh per 10 minuti, passaggio che ci aiuta a ridurre il suo retrogusto amaro. Per la marinatura, mescoliamo insieme in una ciotola la salsa di soia, l’aceto di mele, l’olio di sesamo, lo sciroppo d’acero, l’aglio tritato e lo zenzero grattugiato. Successivamente, mettiamo il tempeh cotto nella marinata assicurandoci che ogni pezzo sia ben ricoperto; lasciamolo marinare per almeno 30 minuti; se invece vogliamo un sapore più intenso possiamo lasciare il composto a marinare per diverse ore o durante la notte in frigorifero. Passiamo ora alla cottura. In una padella grande scaldiamo a fuoco medio-alto l’olio e, quando sfrigolerà, aggiungiamo il tempeh marinato cuocendolo per 3-4 minuti su ogni lato, finché non è ben dorato e croccante. Per un risultato ottimale, dopo la cottura possiamo far asciugare la pietanza su della carta assorbente, che ci permette di eliminare l’olio in eccesso. Inoltre, se desideriamo un pasto saziante e completo, possiamo servirlo con delle verdure saltate e del riso basmati, spolverando sopra i semi di sesamo e il cipollotto tritato.
Buon appetito!
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Articolo di Nicole Maria Rana

Nata in Puglia nel 2001, studente alla facoltà di Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte e cinema, le piace scoprire nuovi territori e viaggiare, fotografando ciò che la circonda. Crede sia importante far sentire la propria voce e lottare per ciò che si ha a cuore.
