È questo il titolo del lavoro che ha ricevuto il primo premio per la scuola primaria nella sezione A — Percorsi — della XI edizione del concorso nazionale Sulle vie della parità.
Il progetto, realizzato dalle classi 4A e 4B della scuola Carlo Collodi dell’Istituto Comprensivo “Il Principe”- San Casciano V.P. (FI), sapientemente guidate dalle docenti Caterina Bagnoli, Gemma Bartoli, Rosa Carfagna, Claudia Lanini, Elisa Martini, Irene Mazzuoli, indica nel titolo scelto le tre fasi in cui è stato articolato, partendo dal vissuto stesso di ogni bambina/o.

Raccontarsi attraverso la scrittura della propria storia (autobiografia) comporta anche di indagare su quei personaggi/e che hanno avuto un ruolo significativo nella costruzione della propria identità; riconoscerne il portato, implica capire chi sono queste figure, indicate come Maestre di vita, conoscerle, scrivere del loro agito, tracciandone il profilo (biografia). Dalle persone molto vicine a quelle più lontane che hanno avuto un’influenza nella propria crescita, sebbene in maniera indiretta, si giunge a lei, Bianca Bianchi: la donna scelta dalla cittadinanza a cui dedicare un luogo come segno di riconoscimento. Mosse dalla curiosità le classi hanno fatto ricerca, utilizzando varie fonti e ricostruendone la storia.

La biografia è poi tradotta in un linguaggio teatrale in cui vengono rappresentati tre momenti che scandiscono la vita di questa madre costituente, ognuno dei quali è contrassegnato dall’osservanza del principio di libertà, principio attraverso il quale definisce e afferma la sua stessa esistenza: Io sono una donna libera!
L’espressione creativa, che coinvolge bambine e bambini nel proporsi come portatori di conoscenza alla cittadinanza, conclude il macroprogetto attivato dal Comune che ha visto coinvolti i vari soggetti (Amministrazione, scuola, cittadinanza) in un circolo virtuoso il cui obiettivo è la presenza in ogni frazione (8 in tutte) di un luogo intitolato a una donna che, con il suo operato, ha contribuito in maniera significativa alla costruzione della nostra società e civiltà.



Il valore del percorso condiviso, concretizzato ufficialmente con l’intitolazione della Piazzetta Bianca Bianchi nella frazione del Bargino, l’8 marzo nella Giornata internazionale dei Diritti delle donne, a sancire il diritto della donna alla visibilità è ben riconoscibile nella motivazione al premio della Giuria che così si esprime:
«Il progetto di cittadinanza attiva, incentrato su Bianca Bianchi, figura di alto valore scaturita dalla vitalità di un sondaggio popolare per la scelta di nomi femminili cui intitolare le strade, è premiato per la modalità con cui le classi, guidate dalle insegnanti, hanno contribuito per rendere pubblico, e dunque visibile, l’operato e il merito di questa donna.
Il percorso interdisciplinare che comprende italiano, storia, ed. civica, canto, musica, teatro, si snoda in tre momenti indicativi che, partendo dall’autobiografia, passa al racconto di donne significative per i bambini e le bambine, per poi attraversare e conoscere altre storie di donne che hanno fatto la Storia e si conclude con la scrittura biografica collettiva di Bianca Bianchi, quale sceneggiatura dello spettacolo reso al pubblico, A scuola di libertà.

La rappresentazione scenica della vita di questa donna, suddivisa in tre quadri esistenziali che rimandano ad altrettanti diritti costituzionali, evidenziando il rispetto della libertà come valore fondante della sua come della nostra esistenza, con l’accompagnamento di musiche e canzoni autoprodotti, comprende la partecipazione di tutte e tutti gli alunni.

L’inclusività con cui il lavoro è stato realizzato, anche attraverso la scrittura del testo teatrale con la Comunicazione aumentativa alternativa (Caa) come strumento che rappresenta e valorizza le differenze, riflettendo un mondo plurale, costituisce un valore aggiunto a questo percorso emozionante altamente formativo che la scuola ha realizzato»
I genitori, resi partecipi dell’evento, festeggiano a sorpresa l’attribuzione del premio!!

Ancora un altro progetto, nell’I.C. Il Principe, ha ricevuto apprezzamenti dalla Giuria del Concorso: quello della scuola primaria Niccolò Machiavelli presentato dalla docente Giovanna Bartolini.
Il Primo premio ex-aequo-scuola Primaria per la sezione B — Percorsi — è stato, infatti, attribuito al percorso Io cittadina del mondo, posso percorrere tutte le strade che desidero – Ad ogni angolo c’è una storia che mi aspetta, realizzato dalle classi 4A, 4B , 5A, 5B, 5C, 5D iscritte alla materia alternativa all’insegnamento della religione cattolica, con la collaborazione delle classi uscenti 5A e 5B della stessa primaria, con la seguente motivazione:
«Il lavoro, si sviluppa scientificamente lungo l’asse interdisciplinare, sia a livello teorico che pratico con un coinvolgimento attivo delle alunne e degli alunni che procedono sulle vie della parità partendo dal proprio vissuto per proseguire, con la costruzione del gioco Memory Street International, nella conoscenza di tante donne che, nei più ampi campi del sapere, dell’arte, della scienza, hanno dato un contributo notevole alla società.
Il percorso composito, molto dettagliato sia nella scheda che nella documentazione, evidenzia come la scoperta dell’operato di alcune figure scelte abbia condotto il gruppo a identificarsi in esse quali modelli positivi di riferimento, acquisendo e ampliando in ogni discente l’ambito delle proprie competenze, per “dipingere” come Rosalba Carriera, “fotografare” come Tina Modotti, “scrivere” come Agata Christie, in una molteplicità di linguaggi pari alle tante donne individuate.
Tra le varie ricerche sul campo, molto interessante il censimento delle attività commerciali che indaga, in ottica di genere, la differenza tra acquisti e acquirenti, la varietà di articoli messi in vendita e la gestione degli esercizi e conclude con un protagonismo femminile l’interpretazione dei dati raccolti.
Il gioco condiviso con le classi di appartenenza, così come l’esposizione nell’atrio della scuola di tutti gli elaborati prodotti che ha reso partecipi docenti, discenti, genitori, mentre la proposta di intitolazione a Tina Modotti ha attivato l’Amministrazione Comunale, finalizza questo complesso itinerario, che si snoda attraverso attività, analisi, riflessioni, in un momento formativo destinato a più soggetti».

Il complesso lavoro che si è sviluppato nell’arco di un anno e mezzo e articolato in fasi consequenziali, è stato descritto e documentato accuratamente, tale da poter essere apprezzato sia nell’impianto concettuale che operativo, offrendo tracce e stimoli per un suo possibile utilizzo in altri contesti.
Ed è questo il motivo per cui ritengo opportuno integrare quanto sinteticamente è già stato descritto nella valutazione, ripercorrendone i momenti più significativi.
Partendo da indagini in ambito personale, familiare, territoriale per l’individuazione di quei comportamenti/stereotipi/discriminazioni di genere che limitano la libertà di realizzazione ed espressione personale, anche tramite interviste, questionari, tabelle, sono emerse riflessioni condivise sulla necessità di valorizzare e rispettare le diversità e stimolare la costruzione di rapporti paritetici tra coetanee/i, supportate da giochi e attività utili per sviluppare relazioni affettive positive tra i generi.




Tra questi, la costruzione del Memoy Street International ha rappresentato lo strumento privilegiato per attivare un percorso conoscitivo di figure femminili significative per il loro operato, smentendo la percezione che le donne, in quanto assenti dalla memoria storica collettiva, non abbiano realizzato niente di importante.


L’individuazione di alcune donne incontrate nel gioco sulle quali avviare un percorso di approfondimento, attraverso quelle che sono state le loro stesse attività e quindi: “costruire” come Zaada Hadid, “ballare e cantare” come Miriam Makeba, “piantare semi” come Wangari Maathai…, ha sviluppato empaticamente nei ragazzi e nelle ragazze, l’immedesimazione e l’identificazione; tale pratica ha avuto come effetto che le donne “conosciute” sono diventate, un modello di riferimento, contribuendo peraltro a sviluppare e ampliare l’ambito delle competenze degli stessi/stesse discenti.











Ma il gioco ha rappresentato anche motivo di ricerca sul territorio per individuare targhe dedicate a quelle figure femminili scoperte e indagare, attraverso la mappatura delle strade, l’indice di femminilizzazione del comune di appartenenza che, si è concluso con la proposta di intitolazione a Tina Modotti, in quanto figura di rilievo nell’arte della fotografia, il cui obiettivo, volto a riprendere scene di vita sociale o quotidiana, era di «contribuire a creare un mondo migliore».
L’uscita didattica a piccoli gruppi nel centro storico del paese ha assunto uno sviluppo innovativo centrato sul “censimento” quantitativo e qualitativo delle attività commerciali tramite un’indagine sulla differenza di acquisto di genere, sulla varietà di articoli messi in vendita e sulla gestione degli esercizi commerciali. In questo caso è stato possibile interpretare i dati raccolti da cui è emerso che la maggior parte dei prodotti in vendita sono destinati ad una clientela femminile e laddove la merce è rivolta ad un pubblico maschile o genderless sono sempre le donne che compiono gli acquisti (per mariti, fidanzati, figli etc.) Iniziano a distinguersi da questo “protagonismo femminile dell’acquisto” i giovani che stanno dando una sterzata a questa cultura dello shopping delle donne, abbassando il divario.



In conclusione, riprendendo le parole di Tina Modotti, questo lungo percorso, ha contribuito a rendere migliori tutti e tutte coloro che vi hanno partecipato!
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Articolo di Paola Malacarne

Psicologa clinica e di comunità, ex docente e coordinatrice di scuola dell’infanzia, attualmente sono Presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di San Casciano e membro del direttivo di Tf. Coniugando ruoli e interessi (tanti!) e qualche competenza (pittura, cinema, teatro, questioni e parità di genere) conduco e realizzo percorsi formativi, progetti, eventi… mentre cammino e penso alle Donne che fanno libere le strade da percorrere.
