Ricette vegane dal mondo. Il maafe

Il maafe, noto anche come mafè o domoda, è uno dei piatti simbolo dell’Africa occidentale, in particolare di Senegal, Mali e Gambia. Le sue origini risalgono ai popoli Mandinka e Bambara, che preparavano da secoli salse dense di semi e verdure servite con miglio o riso. Con l’arrivo dell’arachide dall’America nel XVI secolo — e la sua successiva diffusione come coltura commerciale durante l’epoca coloniale — la ricetta si trasformò, diventando lo stufato di verdure e pasta di arachidi che conosciamo oggi. Durante il XIX secolo, le arachidi divennero il principale prodotto agricolo del Senegal, modificando profondamente l’economia rurale e consolidando il legame tra questo ingrediente e la cucina locale: il maafe si andò così ad affermare come piatto quotidiano e comunitario, servito in grandi ciotole da cui mangiare insieme.
Le varianti regionali riflettono la diversità culturale dell’area: in Mali prende il nome di tigadèguèna ed è più diluito, in Gambia (domoda) è più speziato, mentre in Senegal la salsa è più densa e arricchita con pomodoro. La versione vegana — a base di patate dolci, carote, cavolo e spezie — è oggi molto diffusa sia in Africa che nella diaspora, e rappresenta la continuità di una tradizione capace di rinnovarsi restando fedele al suo spirito: un cibo semplice, nutriente e profondamente conviviale.

Ecco la ricetta completa del maafe vegano, fedele alla tradizione dell’Africa occidentale, ma facilmente realizzabile con ingredienti reperibili in Italia.

Ingredienti

Base di verdure:

  • 2 cucchiai di olio di arachidi (o di semi);
  • 1 cipolla grande, tritata;
  • 2 spicchi d’aglio, schiacciati;
  • 2 carote, tagliate a rondelle;
  • 2 patate dolci medie, a cubetti;
  • ½ cavolo cappuccio piccolo, tagliato a listarelle;
  • 1 melanzana media, a cubetti;
  • 1 peperone rosso, a pezzi;
  • 1 barattolo di pomodori pelati (400 g).

Salsa di arachidi:

  • 150 g di burro di arachidi 100% naturale (senza zuccheri né oli aggiunti);
  • 700 ml di brodo vegetale caldo;
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro;
  • 1 cucchiaino di paprika dolce;
  • ½ cucchiaino di cumino macinato;
  • Peperoncino fresco o in polvere (a piacere);
  • Sale e pepe nero q.b.

Per servire:

  • Riso bianco o integrale, oppure cous cous;
  • Coriandolo fresco o prezzemolo per guarnire;
  • Spicchi di lime o limone (facoltativo);

Procedimento

In una pentola capiente scalda l’olio e aggiungi la cipolla. Falla rosolare 5 minuti finché è morbida e dorata, poi unisci aglio, paprika e cumino. Mescola per 1 minuto per sprigionare gli aromi. Aggiungi le carote, le patate dolci, il peperone, la melanzana e il cavolo. Versa un mestolo di brodo e lascia insaporire 5–7 minuti, mescolando. Versa i pelati (schiacciandoli con un cucchiaio) e il concentrato di pomodoro. Cuoci a fuoco medio per 10 minuti. In una ciotola a parte, sciogli il burro di arachidi in un po’ di brodo caldo fino a ottenere una crema liscia. Versala nella pentola insieme al resto del brodo. Mescola bene. Copri e lascia sobbollire per 25–30 minuti, finché le verdure sono tenere e la salsa cremosa. Se si addensa troppo, aggiungi un po’ d’acqua o brodo. Regola di sale, pepe e peperoncino. Accompagna il maafe con riso bianco o integrale, guarnisci con coriandolo fresco e, se vuoi, qualche goccia di lime per bilanciare la dolcezza delle verdure.

Puoi aggiungere ceci lessati o tofu affumicato per aumentare l’apporto proteico.

Buon appetito!

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Articolo di Nicole Maria Rana

Nata in Puglia nel 2001, studente alla facoltà di Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte e cinema, le piace scoprire nuovi territori e viaggiare, fotografando ciò che la circonda. Crede sia importante far sentire la propria voce e lottare per ciò che si ha a cuore.

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