La Cattedrale di Westminster, da non confondere con l’abbazia di Westminster, è una delle chiese cattoliche più importanti di Londra, costruita tra il 1895 e il 1903 in stile neoromanico, con numerosi richiami all’arte bizantina. Sfoggia mosaici luminosi e dettagliati, essendo stata concepita fin dall’inizio come una vetrina per l’arte musiva. Pochi sanno, però, che gran parte dei mosaici che la decorano è opera di un team di artigiane, guidate da una donna straordinaria.


Gertrude Martin, maestra mosaicista, è nata in una famiglia di origine irlandese a Swindon, sud-ovest dell’Inghilterra, ed è stata battezzata il 18 gennaio del 1882. Quarta dei dieci figli di George Martin, impiegato di un broker assicurativo, trascorse la sua infanzia nel quartiere londinese di Croydon. Gertrude, insieme alle sorelle Margaret e Dora, apprese l’arte del mosaico dal maestro George Bridge, che aveva uno studio in Oxford Street. Nessuna delle tre sorelle si sposò, forse perché, come ipotizza uno studioso, non c’erano più partner disponibili dopo la Prima guerra mondiale, o forse perché semplicemente non volevano legarsi in un matrimonio, per poter continuare a fare mosaici. Gertrude studiò l’arte musiva a Ravenna, Milano e Venezia, e insieme alla sorella Margaret fu impiegata in alcuni prestigiosi lavori.



Questo è un ritratto formale che la raffigura mentre tiene le pinze per mosaici in una mano e quello che sembra essere un pezzo di vetro nell’altra.
Nel 1902 George Bridge e le sue ventisei mosaiciste iniziarono un lungo periodo di lavoro nella Cattedrale di Westminster. A Gertrude si deve il pannello con Giovanna d’Arco nel transetto nord, completato nel dicembre 1910, seguito dalla rappresentazione nella cripta interna di Sant’Edmondo che saluta Londra (marzo 1911) e poi dai mosaici nella Cappella del Sacro Cuore, dove ha lavorato fino al 1913.

Nella Cappella della Madonna, a destra del presbiterio, l’altare è incentrato su un mosaico dell’albero della vita, alla sua sinistra sono Maria e un’immagine di Londra, alla sua destra San Pietro e l’immagine della cattedrale. Progettato da Robert Anning Bell, una figura di spicco del Movimento Arts and Craft, e realizzato da Gertrude Martin nel 1912, il mosaico allude a un’ampia gamma di significati e storie bibliche. Uno dei dettagli più interessanti è la presenza di così tanti uccelli ovunque nella cappella. In parte sono usati come decorazione, in parte simboleggiano l’Annunciazione. Secondo lo storico Patrick Rogers, su un totale di 163 uccelli, almeno 44 sono simbolici, altri 18 portano un messaggio e il resto sono… solo uccelli.


Intanto George Bridge si era trasferito a Brighton, dopo le accuse ricevute per non aver rispettato i cartoni dell’artista, e Gertrude ottenne il suo primo incarico come maestra mosaicista. Eseguì ancora nella Cattedrale una pala d’altare e quattro mosaici dei profeti Daniele, Ezechiele, Geremia e Isaia nella Cappella della Madonna nel 1912-13, tutti disegnati da Robert Anning Bell.
Del 1914 è l’Annunciazione nella Chiesa di Santa Maria, a Uttoxeter, progettata ed eseguita da Gertrude Martin, dove domina il colore azzurro, simbolo della verginità.

Fu poi a Wilton nel 1920 per una serie di mosaici raffiguranti santi e un mosaico di Cristo Re nella semicupola principale. Di nuovo alla cattedrale di Westminster nel 1921 per decorare le nicchie dei balconi su entrambi i lati dell’abside.
Anning Bell continuò a commissionarle lavori per pannelli raffiguranti Sant’Andrea di Scozia (1923) e San Patrizio d’Irlanda (1924) nell’atrio centrale della Camera dei Lord e Santo Stefano e Re Edoardo III a St. Stephen’s Hall (1926), lavoro per il quale, su sollecitazione della moglie di Winston Churchill, le fu concessa una piccola pensione dalla Royal Charities.
Nel corso del XIX secolo con la diffusione del Gothic Revival si auspicava un ritorno a principi decorativi del Medio Evo e in particolare a quelli bizantini. Il nuovo palazzo del parlamento a Londra venne eretto in stile gotico, dopo che il vecchio edificio era stato distrutto nel 1834 da un incendio. La prima pietra fu posata nel 1840 e i lavori durarono fino al 1860. Ma solo tra il 1922 ed il 1924 si procedette al completamento dello schema decorativo della Central Lobby, che venne affidato ad Anning Bel, già conosciuto per le sue opere musive nella Westminster Cathedral. Nei pannelli rappresentanti Sant’Andrea e San Patrizio la forma segue il contorno dell’arco acuto architettonico e la cornice è adorna di elementi fitomorfi. Sant’Andrea, patrono della Scozia, è raffigurato al centro della composizione, circondato da due santi e indossa una tunica bianca e azzurra; con la mano sinistra afferra un bastone mentre sul braccio destro porta una rete, essendo stato il santo un pescatore. Sullo sfondo la croce a forma di x allude al suo martirio; ai piedi del santo appare la scritta che chiarifica il soggetto dell’opera, nella parte sottostante sono raffigurati i simboli della croce capovolta, al centro un fiore, tipico della Scozia, a destra uno scudo dorato con al centro un leone.

Il pannello raffigurante San Patrizio, patrono dell’Irlanda, è chiuso dalla rappresentazione di due colonne con basi e capitelli dorati; anche San Patrizio è circondato da due santi, sullo sfondo in basso appaiono delle rocce e il mare a simboleggiare il territorio irlandese.
Per il Palazzo di Westminster Bell disegnò anche i cartoni per i mosaici della sala di Santo Stefano raffiguranti Re Eduardo il Confessore, a cui si deve la prima costruzione del palazzo e re Eduardo III, collocati l’uno di fronte all’altro. Edoardo il Confessore è raffigurato mentre ordina e dirige i lavori di costruzione del palazzo, e ai suoi lati ingegneri e architetti inginocchiati con i loro progetti di costruzione.
Tra il 1928 e il 1934 Gertrude e Margaret lavorarono alla Cattedrale di Sant’Anna, a Belfast, imponente basilica anglicana ricca di opere d’arte e splendidi mosaici. Fu costruita ai primi del Novecento al posto di una chiesa precedente del XVIII secolo. Le due sorelle realizzarono mosaici nella cupola del Battistero, nella Cappella dello Spirito Santo, nel timpano sopra le porte e il murale di San Patrizio sopra l’ingresso della Cappella dello Spirito Santo.


Lo spettacolare mosaico di S. Patrizio contiene più di 150.000 pezzi: il santo sta al centro della parte superiore, vestito da vescovo e tiene in mano un trifoglio, che simboleggia la Trinità, tre persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, un solo Dio. La figura di San Patrizio è legata al trifoglio, emblema nazionale irlandese, in quanto si narra che attraverso di esso il santo avrebbe spiegato agli irlandesi il concetto cristiano della Trinità, sfogliando le piccole foglie del trifoglio legate ad un unico stelo. La donna a sinistra, bendata e ammanettata, rappresenta l’Irlanda pagana; sassi e cardi punteggiano il paesaggio e il cielo è scuro. Sul nastro che tiene si legge: “Dalle profondità ti ho chiamato”. L’altra donna, libera e in piedi, in una scena fortemente illuminata, è l’Irlanda cristiana, illuminata dalla luce del Vangelo. Il suo nastro dice “I miei occhi hanno visto la tua salvezza”. Sotto, S. Patrizio è in piedi sulla prua della sua nave, sul fondo le montagne del Mourne, dove al suo arrivo sorge un nuovo giorno, quello del cristianesimo.
La cupola del battistero mostra la mano di Dio che benedice la sua creazione, rappresentata dai quattro elementi classici, acqua, terra, aria e fuoco.

L’ultimo incarico di Gertrude fu quello di decorare la Cappella della Madonna della Wilton Church, dove già aveva lavorato anni prima, con un motivo che alterna immagini bibliche a motivi geometrici. La chiesa di Wilton, intitolata a San Nicola e a S. Mary, costruita fra 1841 e 1844 nello stile romanico con influenze bizantine, è nota come chiesa all’italiana, per tutti i riferimenti che vi si trovano a chiese italiane.

Mentre Gertrude era impegnata in questo progetto, nel 1947 si ruppe una gamba e trascorse molto tempo in ospedale prima di completare il lavoro nel 1948-49. Tre anni dopo, nel febbraio 1952, all’età di settant’anni, morì serenamente nel sonno nella sua casa di Brixton.
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Articolo di Livia Capasso

Laureata in Lettere moderne a indirizzo storico-artistico, ha insegnato Storia dell’arte fino al pensionamento. Tra le fondatrici dell’associazione Toponomastica femminile e componente del Comitato scientifico della Rete per la parità, ha scritto Le maestre dell’arte, uno studio sull’arte fatta dalle donne dalla preistoria ai nostri giorni e curato La presenza femminile nelle arti minori, ne Le Storie di Toponomastica femminile.
