Il chili con carne nasce tra Messico e Texas, in quella terra di confine in cui, tra Ottocento e Novecento, si intrecciavano tradizioni spagnole, indigene e texane. I primi riferimenti scritti risalgono addirittura al Settecento, ma fu nell’Ottocento che questo piatto cominciò davvero a diffondersi: era il cibo dei pionieri e delle pioniere, dei cowboys e delle leggendarie chili queens di San Antonio, donne messicano-americane che preparavano stufati piccanti nei mercati all’aperto. Il chili originario era una pietanza che donava molte energie pur essendo abbastanza semplice: carne, peperoncini, aglio, pomodoro e cumino. Un piatto pensato per essere nutriente, economico e duraturo, perfetto per affrontare i lunghi viaggi nelle praterie del Sud.
La versione vegetariana e vegana, conosciuta come chili sin carne, nasce più tardi, nel Novecento, con la diffusione delle diete a base vegetale. Conserva lo spirito autentico del piatto, sostituendo la carne con fagioli neri, borlotti o rossi, mais, peperoni e pomodori e le spezie — cumino, paprika, coriandolo, peperoncino e talvolta un tocco di cacao amaro — restano protagoniste. Negli anni ’70 il chili sin carne si è diffuso, diventando molto apprezzato nei ristoranti e anche in Europa.
Ecco la ricetta del chili sin carne, la versione completamente vegana del classico stufato: è un piatto ricco di proteine vegetali, aromatico e perfetto da preparare in anticipo: il giorno dopo è ancora più buono!
Ingredienti per 4 persone
Base:
- 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva (o di semi);
- 1 cipolla grande, tritata;
- 2 spicchi d’aglio, tritati;
- 1 peperone rosso, a cubetti;
- 1 peperone verde, a cubetti;
- 2 carote, tagliate a rondelle;
- 1 costa di sedano (facoltativa), tritata.
Spezie:
- 1 cucchiaio di paprika affumicata;
- 1 cucchiaio di cumino in polvere;
- 1 cucchiaino di coriandolo in polvere;
- 1 cucchiaino di origano secco;
- ½ cucchiaino di peperoncino (o più, se ti piace piccante);
- 1 quadratino di cioccolato fondente (facoltativo, per dare profondità).
Altri ingredienti:
- 400 g di pomodori pelati o passata;
- 250 g di fagioli neri già cotti;
- 250 g di fagioli rossi già cotti;
- 150 g di mais dolce;
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro;
- 250 ml di brodo vegetale caldo;
- Sale e pepe q.b.;
- Succo di ½ lime.
Per servire:
- Riso basmati o tortillas;
- Avocado a fette, coriandolo fresco, e una spruzzata di lime.
Procedimento
In una casseruola capiente scaldare un filo d’olio e lasciar rosolare dolcemente la cipolla tritata, l’aglio, le carote e il sedano. Dopo circa cinque o sette minuti, quando la cipolla diventa traslucida e sprigiona il suo profumo, aggiungere i peperoni a cubetti e tutte le spezie — paprika, cumino, coriandolo, origano e un pizzico di peperoncino. È importante mescolare bene per un minuto, lasciando che le spezie si tostino leggermente: è questo passaggio a rivelare tutto il carattere intenso del chili.
A quel punto si incorporano i pomodori pelati, spezzettandoli con un cucchiaio di legno, insieme al concentrato di pomodoro e al brodo vegetale. Il composto inizia a sobbollire piano piano, e dopo una decina di minuti si trasforma in una salsa profumata e corposa. È il momento di aggiungere i fagioli — scolati e sciacquati — e il mais, che porteranno consistenza e dolcezza al piatto. Si copre la casseruola e si lascia cuocere ancora per circa mezz’ora, mescolando di tanto in tanto, finché il chili non diventa denso e avvolgente.
Per finire, si regola di sale e pepe, si può aggiungere un pezzetto di cioccolato fondente per dare profondità al sapore e qualche goccia di succo di lime per un tocco di freschezza. Dopo averlo lasciato riposare per qualche minuto, il chili è pronto per essere gustato.
Consiglio: servi il chili sin carne con riso basmati, pane di mais o tortillas. Guarnisci con avocado, coriandolo fresco e lime.
In copertina: foto di micheile henderson su Unsplash.
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Articolo di Nicole Maria Rana

Nata in Puglia nel 2001, studente alla facoltà di Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte e cinema, le piace scoprire nuovi territori e viaggiare, fotografando ciò che la circonda. Crede sia importante far sentire la propria voce e lottare per ciò che si ha a cuore.
