A Ragusa, dopo l’intitolazione a Maria Occhipinti di una Camera d’autrice alla Dimora Spartivento, un’altra struttura ricettiva ha sposato l’iniziativa dell’associazione Toponomastica femminile, intitolando due stanze rispettivamente a Elvira Sellerio e a Michela Murgia.

Grazie alla Consulta femminile e all’Assessorato Pari Opportunità del capoluogo ibleo, dal mese di gennaio all’hotel De Stefano Palace si potrà soggiornare nelle stanze che portano i loro nomi e, per chi lo desidera, leggere alcuni libri della scrittrice sarda o alcuni editi dalla casa editrice Sellerio, tra cui La memoria di Elvira.
Le targhe apposte ricordano queste donne che hanno lasciato preziose tracce nel loro percorso umano e intellettuale.

Così riporta quella di Michela Murgia: «Scrittrice e intellettuale sarda tra le più significative del nostro tempo, ha raccontato con forza e profondità i temi dell’identità, della libertà, della cura e dell’autodeterminazione. Con Accabadora, i saggi e l’impegno civile ha conquistato lettrici e lettori in tutto il mondo, dando voce a chi spesso non ne ha».
È difficile cristallizzare Michela Murgia in una definizione, altamente poliedrica è stata la sua personalità e molteplici le sue attività. La scrittrice, intellettuale, attivista, opinionista, nata a Cabras il 3 giugno del 1972 è purtroppo scomparsa prematuramente il 10 agosto del 2023. La sua vita è stata talmente intensa da non poterla riassumere né in un articolo breve né in uno lunghissimo. Le sue varie esperienze lavorative, prima di diventare scrittrice, hanno sicuramente forgiato il suo carattere e la capacità acuta di analizzare i fatti con razionalità e competenza. Ci piace citare tra i suoi numerosi libri, l’ultimo Ricordatemi come vi pare, il cui titolo sottolinea inequivocabilmente l’indipendenza intellettuale che la caratterizzava e Stai zitta in cui, in appena centododici pagine, chi legge acquista contezza di come le donne muoiano ogni giorno anche a causa del linguaggio, vittime di pregiudizi soffocanti: «Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva». Le sue parole e le sue riflessioni costituiscono un’eredità preziosa che non deve assolutamente essere dispersa. Era una donna libera che non aveva timore di esprimere le sue opinioni, le verità scomode che a volte provocavano anche atteggiamenti ostili nei suoi confronti. Innumerevoli i suoi interventi in convegni, dibattiti, trasmissioni radiofoniche e televisive. Attenta osservatrice della realtà contemporanea, analizzava i fatti con lucidità e insinuava dubbi e perplessità su visioni univoche nelle varie tematiche contemporanee.

Elvira Giorgianni Sellerio era invece nata a Palermo il 28 maggio del 1936. Dopo la laurea in Giurisprudenza e il matrimonio con Enzo Sellerio, nel 1969 decise di lasciare l’impiego nella pubblica amministrazione fondando insieme al marito la nota casa editrice che in una decina d’anni diventò un’impresa culturale di livello nazionale.
Dopo il 1983 Enzo Sellerio si occupò di arte e fotografia e lei diventò la vera anima di quell’impresa. La sua grande intuizione le permise di scoprire autori come Gesualdo Bufalino e Andrea Camilleri e di ripubblicare autrici poco conosciute come Maria Messina o tradurre i libri della giallista spagnola Alicia Gimenez Bartlett solo per citare alcuni esempi.
Ha ricevuto onorificenze e premi e le è stata conferita la Laurea Honoris Causa in materie letterarie dall’Università di Palermo. È morta a Palermo il 3 agosto del 2010.
Così è scritto nella sua targa: «Editrice siciliana di straordinaria visione e raffinatezza ha fondato a Palermo una delle case editrici più importanti d’Europa. Ha scoperto, accompagnato e valorizzato autrici e autori che hanno segnato la letteratura italiana e internazionale, concependo l’editoria come atto culturale, civile e profondamente responsabile».


Due donne che sono riuscite a portare le loro due isole, la Sardegna e la Sicilia alla ribalta internazionale. Lo hanno fatto con modalità diverse e anche in tempi diversi ma con grande intelligenza, arguzia e determinazione.
Ai viaggiatori e alle viaggiatrici del mondo il piacere di conoscerle o ricordarle soggiornando nelle stanze a loro dedicate.
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Articolo di Ester Rizzo

Giornalista. Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Ist. Sup. di Giornalismo di Palermo, socia Sil, collabora con varie testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra editore ha curato il volume Le Mille. I primati delle donne. Autrice dei saggi: Camicette Bianche, Donne Disobbedienti, Il labirinto delle perdute e i romanzi storici Le ricamatrici e Trenta giorni e 100 lire, sempre per Navarra editore.
