Udine dedica un percorso ciclo-pedonale a Jina Mahsa Amini

Il 26 marzo 2026 è una giornata importante per la città di Udine e anche per l’associazione Toponomastica femminile: a quasi quattro anni dalla sua morte, viene dedicato un percorso ciclo-pedonale a Jina Mahsa Amini.
Sul n. 246 del 25 novembre 2023 di Vitamine vaganti, Rossella Perugi la ricorda così: «Era una studente curdo iraniana deceduta a 22 anni, mentre era in custodia della “polizia morale” per non aver indossato correttamente il velo; un’ondata di manifestazioni di piazza, ripetute per mesi, aveva invano chiesto di conoscere la verità su questa vicenda. Tuttavia, le proteste contro il velo obbligatorio erano iniziate anni prima, durante i “mercoledì bianchi”, quando le donne e le ragazze toglievano il velo in pubblico nelle grandi città persiane, affermando in questo modo la loro libertà e affrontando le conseguenze di questo gesto di indipendenza».
E poi, subito dopo la sua morte avvenuta a Teheran il 16 settembre 2022, la Redazione di Vitamine vaganti nell’articolo Con le donne dell’Iran «esprime solidarietà alle donne di quel paese, duramente colpite nei diritti fondamentali — in primis la vita e la libertà di espressione — sia andando al loro fianco nelle manifestazioni di protesta qui in Italia, sia facendo conoscere il più possibile la loro situazione».

Inaugurazione del percorso Jina Mahsa Amini, 26 marzo 2026. Foto di Gaia Marinelli

Anche Udine, quindi, attraverso l’intitolazione del 26 marzo 2026, esprime solidarietà e si impegna a far conoscere Jina Mahsa e, attraverso di lei, la condizione femminile in Iran.
In occasione di questa inaugurazione, mi fa piacere raccontare che la Giunta comunale di Udine, confermando la decisione della Commissione toponomastica, ha scelto uno spazio pubblico molto bello. Il percorso ciclo-pedonale attraversa un’area prima abbandonata e incolta; grazie a un intervento di recupero e riqualificazione è stato ricavato un nuovo giardino, a maggio 2025 intitolato ad Anna Politkovskaja.
L’area verde si sviluppa in parallelo a un corso d’acqua e prevede punti di sosta con panchine e illuminazione. Al suo interno corre il percorso “Jina Mahsa Amini”, collegato alla vicina pista ciclabile e al viale a grande scorrimento “Pier Paolo Pasolini”, che unisce la città al polo scientifico dell’Università.

Un piccolo angolo di pace pensato in particolare per studenti, per camminate e percorsi in bici andando e tornando dalle facoltà scientifiche. Una scelta felice e attenta per ricordare assieme Anna Politkovskaja e Jina Mahsa Amini, entrambe vittime di sistemi autoritari: uno spazio pubblico che, grazie alle intitolazioni, assume un forte valore simbolico e civile e porta testimonianza concreta del coraggio di queste due donne.

Alla cerimonia il Comune ha voluto fossero presenti e intervenissero, oltre a Tf, anche l’Università, con la delegata del Rettore alle pari opportunità, e l’Udu Udine, Unione degli universitari.

Elena Chiaruttini, Coordinatrice Udu Udine–Unione degli Universitari. Foto di Gaia Marinelli

Ho chiesto a Udu di intervenire in questo articolo, di raccontare che cosa Jina Mahsa abbia rappresentato e rappresenti per la comunità studentesca. Questi i loro pensieri, che hanno intitolato Mahsa Amini: una studente come noi: «Questa cerimonia avviene in un momento storico in cui la guerra e l’uso della forza stanno diventando una oscura normalità: la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran scuote intensamente lo scenario mondiale. Questo sconvolgimento accade a poca distanza dalle gigantesche proteste del popolo iraniano del gennaio 2026 che, partite dai bazar di Teheran, hanno coinvolto tantissime giovani iraniane, ricevendo da parte del regime una sanguinaria risposta. Sono state le più grandi proteste in Iran dalla morte di Jina Mahsa Amini, uccisa nel 2022 dalle Guardie della Rivoluzione per non avere indossato correttamente l’hijab. Come Unione degli universitari di Udine abbiamo ritenuto importantissimo intervenire, perché Mahsa Amini era una studente come noi, vittima del regime e della sua persecuzione nei confronti delle donne e dei loro corpi. Il controllo che viene fatto del corpo delle donne in Iran è un controllo che limita enormemente le loro libertà individuali e collettive, nonostante le conquiste ottenute negli anni: questo rende ancora più asfissiante la sorveglianza su di loro, perché viene solo data l’illusione di poter vivere una vita migliore mentre la scure dell’imposizione religiosa si abbatte ineluttabile. Vogliamo ricordare le barre del rapper iraniano Toomaj Salehi:“Il loro crimine è danzare con i capelli al vento/Il coraggio è stato il loro crimine/il coraggio di denunciare i vostri 44 anni di governo”.
Dalla morte di Mahsa Amini ha avuto origine il movimento “Donna, Vita, Libertà” Jin, Jîyan, Azadî in curdo, che cerca di invertire la narrativa: i corpi non sono strumenti da limitare e controllare, ma sono strumenti di rivendicazione politica e libertà di espressione.
La lezione da trarre su quanto sta accadendo per le persone come noi, che viviamo lontano da quegli scenari, su quanto sta accadendo ora in Iran, è importante: dobbiamo sempre mantenere alta l’attenzione sui movimenti sociali nel Paese, perché la macchina della repressione è estremamente ramificata e strutturata, sempre pronta a colpire in maniera efferata ogni volta che una voce di protesta cerca di innalzarsi.
Un altro insegnamento che ci viene dato è quello di approfondire la splendida cultura iraniana, la sua poesia, così viva e sincera, il suo cinema, che fa della vita di semplici persone il manifesto per una lotta di esistenza e resistenza, o la sua musica, che accompagna le proteste di chi con la cultura cerca di creare un futuro diverso.
È necessario chiederci, con lo scoppio del conflitto in essere tra Israele, Stati Uniti e Iran, che cosa potrà accadere e se la condizione femminile nel Paese farà dei passi indietro. Non è possibile, in questi giorni difficilissimi per il popolo iraniano ma anche per la comunità internazionale, intravvedere o anche solo pensare a un cambio di regime. Noi possiamo solo auspicare una rapida conclusione delle ostilità e che il popolo iraniano abbia la libertà che desidera e possa autodeterminarsi, libero da ogni tipo di ingerenza, politica e religiosa.
Come associazione studentesca all’interno dell’Università di Udine abbiamo ricordato la figura di Mahsa Amini durante il discorso della Presidente del Consiglio degli studenti all’inaugurazione dell’a.a. 2022-2023 per portare la voce di tutta la comunità studentesca in suo supporto.
Abbiamo proposto durante i nostri incontri momenti di discussione molto positivi e costruttivi: la voce studentesca è quella del supporto al popolo iraniano e la sua necessità di autodeterminarsi. Il nostro impegno sulla condizione femminile interpreta pienamente il concetto di intersezionalità: la lotta per la liberazione delle donne iraniane passa per l’auto determinazione di tutte le donne da ogni forma di discriminazione di stampo patriarcale.

Il Sindaco Alberto Felice De Toni e l’assessora Arianna Facchini. Foto di Gaia Marinelli

In occasione del 25 novembre, abbiamo raccolto delle segnalazioni anonime di molestie all’interno dell’università e le abbiamo appese sulle numerose panchine rosse presenti dentro le facoltà affinché chiunque passasse potesse rendersi conto di come molestie, discriminazioni e soprusi accadano anche in università. Come associazione, che ha propria anche la vocazione di rappresentanza, l’impegno è quello di essere sempre in prima fila per le tematiche di genere e di inclusione per rendere gli spazi universitari sempre più liberi e accessibili. È importante per noi partecipare all’inaugurazione del percorso a Jina Mahsa Amini: nel nostro piccolo è un modo per mandare un messaggio, un modo per far sentire la nostra voce e lottare per un cambiamento».

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Articolo di Bruna Proclemer

Referente per il Friuli Venezia Giulia dell’associazione Toponomastica femminile e componente della Comm. Toponomastica del Comune di Udine. Laureata in Giurisprudenza, dirigente amministrativa prima per la Sanità Alto Friuli, poi per il Comune di Udine. Ha seguito attività, eventi e progetti della Comm. Pari opportunità di Udine, della Casa delle Donne e del suo Centro di documentazione.

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