Le pettole sono uno dei piatti più amati della tradizione culinaria di Bari e, più in generale, della Puglia. Queste piccole frittelle di pasta lievitata sono protagoniste delle festività natalizie, ma spesso accompagnano anche altre occasioni speciali e occasioni conviviali. La loro storia, intrecciata con il folklore e le credenze locali, ne fa un simbolo della cultura popolare barese.
Le pettole vantano origini antichissime, riconducibili alla tradizione contadina pugliese: durante il periodo natalizio, le famiglie di Bari preparavano queste frittelle in occasione della Vigilia di Natale, quando il menu prevedeva piatti semplici e privi di carne, in ossequio alla tradizione religiosa. Realizzate con farina, acqua, lievito e sale, ingredienti poveri ma simbolici della cucina popolare, le pettole erano il risultato della creatività domestica. Con il tempo, sono nate varianti più ricche, che prevedono l’aggiunta di uvetta o rosmarino, ma la versione più autentica resta quella semplice e salata.
Questi spuntini sono circondati da numerose leggende. Una di queste racconta di una donna che, la notte di Natale, accortasi di non avere olio sufficiente per friggere, inventò un impasto semplice con farina, acqua e lievito e, dopo averlo cotto, scoprì un piatto delizioso. Si narra che il profumo irresistibile attirò i vicini, che accorsero per assaggiare queste palline di impasto cresciuto, dando vita alla tradizione di condividerle in famiglia e con gli amici.
Esistono, poi, alcune varianti: salate, ad esempio, arricchite con rosmarino o servite con un pizzico di sale, o dolci, con uvetta o zucchero nell’impasto, o ancora spolverizzate con zucchero a velo dopo la frittura. Le pettole salate si gustano spesso come antipasto o snack, mentre quelle dolci sono perfette per le festività natalizie.
Ingredienti:
- 500 g di farina tipo 00 (o semola);
- 300 ml di acqua tiepida;
- 15 g di lievito di birra fresco;
- 10 g di sale;
- 1 cucchiaino di zucchero;
- Olio extravergine di oliva (per friggere);
- Facoltativo: rosmarino fresco o uvetta (per varianti salate o dolci).
Procedimento
Sciogliamo il lievito di birra nell’acqua tiepida con lo zucchero. Lasciamo riposare 10-15 minuti, fino a quando si forma una schiuma in superficie.
In una ciotola, poi, mescoliamo la farina con il sale. Versiamo il lievito al centro e iniziamo a lavorare l’impasto. Aggiungiamo acqua tiepida, se necessario, fino a ottenere una consistenza morbida ed elastica. Impastiamo quindi per circa 10 minuti.
Copriamo l’impasto con un panno e lasciamo lievitare in un luogo caldo per almeno un’ora, finché non raddoppia di volume.
Prelevando piccole porzioni di impasto modelliamo a mano delle palline. Per la variante dolce, incorporiamo (se vogliamo) l’uvetta; per quella salata, il rosmarino.
Nel mentre, riscaldiamo abbondante olio in una padella profonda e friggiamo le palline d’impasto poco alla volta, finché non diventano dorate. Scoliamole poi su carta assorbente.
Come da tradizione, gustiamole calde, con zucchero a velo per la versione dolce o con un pizzico di sale per quella salata.
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Articolo di Nicole Maria Rana

Nata in Puglia nel 2001, studente alla facoltà di Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte e cinema, le piace scoprire nuovi territori e viaggiare, fotografando ciò che la circonda. Crede sia importante far sentire la propria voce e lottare per ciò che si ha a cuore.
