Catharina Ahlgren

Pioniera nell’industria editoriale del XVIII secolo, caporedattrice di numerosi periodici femminili in Svezia e in Finlandia, Catharina Ahlgren è stata una delle prime giornaliste professioniste svedesi, poeta e scrittrice femminista. Nacque nel 1734 a Ljung (Svezia), figlia maggiore del giudice distrettuale Anders Ahlgren e di sua moglie Laurentia Juliana Ljungfelt. Come tutte le giovani donne dell’epoca, non ricevette alcuna istruzione formale, ma, desiderosa di sapere, approfittò dell’insegnamento offerto dal tutore dei suoi fratelli e imparò anche il francese, oltre che lo svedese. In seguito scrisse nel suo diario: «Per tutta la vita ho provato un grande piacere nel leggere, tanto che fin da bambina ero solita scrivere versi sui miei libri». Il padre morì nel 1751, lasciando la moglie e sette figli. Nel 1756 Catharina sposò Bengt Edvard Ekerman, che all’epoca era un ufficiale di basso rango, maestro di cavalleria degli ussari reali. Dal matrimonio nacquero le figlie Charlotte e Julie e i figli Bengt Gustaf e Christopher. Di quest’ultimo si vociferava non fosse figlio di Ekerman, anche se continuò a vivere in famiglia e a portare il suo cognome. La prima pubblicazione di Catharina Ahlgren fu una poesia dedicata alla regina Lovisa Ulrika in onore del suo 44° compleanno, il 24 luglio 1764. Au jour de l’illustre naissance de sa majestee notre adourable Reine Le 24 Jullet, scritta in francese, consiste di due strofe, ciascuna di otto versi, che con tono enfatico lodano la sovrana. Catharina aveva trascorso un periodo come sua dama di compagnia, ma era stata costretta a lasciare il servizio, durato solo poche settimane, a causa di presunte cospirazioni.

Lovisa Ulrika, ritratto di Carl Fredrich Brander

Il matrimonio finì con un divorzio nel 1770. Catharina, come madre single e capofamiglia, a Stoccolma crebbe da sola la prole, con non poche difficoltà economiche. Iniziò allora la sua carriera professionale e cominciò a scrivere per periodici.
Durante l’Età della Libertà svedese (1718- 1772) vennero pubblicati molti periodici che discutevano di questioni sociali importanti, in particolare la condizione femminile. Dichiaravano di essere scritti da donne, che però sono difficilmente identificabili, poiché si firmavano con pseudonimi. Erano pubblicazioni tipiche dell’Illuminismo e affrontavano un’ampia gamma di argomenti: attualità, politica, filosofia, e ci forniscono una visione del mondo interiore di una donna nella Svezia del 1700. Spesso in forma di lettere tra due corrispondenti donne, si esaurivano in un anno, e venivano rimpiazzate da nuove riviste, magari con nomi diversi.

Due donne che leggono, Pehr Hilleström, 1780 circa, collezione privata
Copertina di Brefwäxling emmelan twänne fruntimmer

L’unica rivista la cui editrice è sicuramente donna fu Brefwäxling emmelan twänne fruntimmer (Scambio di lettere tra due donne), pubblicata proprio da Catharina Ahlgren, che, con lo pseudonimo di Adelaide, lavorò sia come redattrice che come scrittrice. Fu edita a Stoccolma con tre nomi diversi dall’ottobre 1772 al maggio 1773 e dichiarava di rivolgersi sia a lettori che a lettrici. Si trattava di una pubblicazione di saggi femministi, scritta sotto forma di dibattito epistolare tra due firme femminili, in cui si sosteneva l’uguaglianza di genere e si raccomandava la solidarietà tra donne come protezione contro il predominio maschile. Si affermava che l’unico modo per raggiungere il vero amore all’interno di una relazione è essere alla pari. Si parlava di amore e amicizia, educazione e istruzione.
Nel 1773 Catharina fu anche editrice e autrice del periodico De Nymodiga Fruntimren, eller Sophias och Bélisindes Tankespel (Donne moderne, o il gioco di pensieri di Sophia e Belisinde), uscito in sedici numeri. Questo promuoveva principalmente l’istruzione delle donne, criticava la lingua francese dominante nella loro educazione, poiché usata solo per la lettura di romanzi romantici, e sosteneva che le ragazze avrebbero dovuto imparare l’inglese, così da potersi occupare della letteratura scientifica, normalmente pubblicata solo in quella lingua.
Col secondo marito, Anders Bark, un apprendista tipografo, Catharina si trasferì in Finlandia, forse nel 1775, e risulta residente a Turku nel 1782, dove pubblicò il primo periodico uscito nel Paese, nonché il primo scritto da una donna: Om konsten att rätt behaga (Sull’arte di piacere), interrotto ufficialmente per motivi di salute. Nel 1783 fece stampare il suo ultimo periodico: Angenäma Sjelwswåld (Piacevoli sfide).
Tra tutte le lettere più o meno fittizie, una corrispondenza autentica fu quella con la poeta Hedvig Charlotta Nordenflycht, che scriveva sotto lo pseudonimo Herdinnan i Norden (Pastorella del Nord), mentre Catharina utilizzava il nome Herdinnan i Ahl-Lunden (Pastorella dell’Alder-Grove). Celebra l’amicizia tra la mittente e la destinataria, la prima femminista svedese e una delle prime donne svedesi a riuscire a mantenersi grazie alla scrittura.

Ritratto di Hedvig Charlotta Nordenflycht

Adelaide pubblicò anche una lettera alla figlia, dove confrontava il rapporto con Dio con quello tra genitori e figli: come una figlia ama la madre che le ha dato la vita, ancora di più deve amare l’Onnipotente, che le ha dato un’anima immortale. Adelaide raccomanda alla giovane di leggere libri decenti, utili e informativi per nutrire la mente.
Anche il suo secondo matrimonio finì con un divorzio. La figlia maggiore, Charlotte, nel 1790 morì designando la mamma come una delle beneficiarie del testamento. Per un po’ Catharina fu sostenuta finanziariamente dalla figlia Julie, molto preoccupata non solo per la situazione economica della madre, ma pure per il suo stato psicologico. La salute mentale della donna era stata infatti gravemente compromessa dalla morte della prima figlia. Nel 1796 Catharina si stabilì con Julie a Linköping, una città della Svezia meridionale. Nel 1800 morì anche Julie e Catharina Ahlgren e suo figlio Christopher ereditarono i proventi della vendita della fattoria della defunta. Un suo contemporaneo, lo scrittore Jonas Apelblad, la elencò nel suo dizionario degli scrittori come una personalità forte e dotata, «foemina potens, sed ingenio plena».

Copertina della traduzione di The Happy Farm Girl (1796) da Caterina Ahlgren

Ahlgren fu anche attiva come traduttrice di poesie e romanzi dalle lingue inglese, francese e tedesca. La sua prima traduzione fu da un’epopea biblica di Christoph Martin Wieland, Die Prüfung Abrahams (La prova di Abramo). Nella traduzione svedese, abbastanza libera, il testo in esametri viene presentato in prosa. Tradusse in francese il romanzo inglese The Distressed Wife, or the history of Eliza Wyndham. Ambientato in Inghilterra, la protagonista Elisabeth Windham è un’eroina con cui Catharina poteva identificarsi e che vedeva come un ideale, una donna sfortunata, dotata di una grande capacità di sopportazione, che dà prova di fedeltà e amore verso il marito.
La paysanne parvenue di le chevalier de Mouhy, nota in svedese come Den lyckliga bondflickan (La contadina felice), fu iniziata nel 1796 e completata solo nel 1811, anno in cui si perdono le tracce di Catharina, che probabilmente a quella data non era più viva.

Qui in link delle traduzioni in francese, spagnolo e inglese

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Articolo di Livia Capasso

foto livia

Laureata in Lettere moderne a indirizzo storico-artistico, ha insegnato Storia dell’arte fino al pensionamento. Tra le fondatrici dell’associazione Toponomastica femminile e componente del Comitato scientifico della Rete per la parità, ha scritto Le maestre dell’arte, uno studio sull’arte fatta dalle donne dalla preistoria ai nostri giorni e curato La presenza femminile nelle arti minori, ne Le Storie di Toponomastica femminile.

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