Una fantascienza leggendaria

«Buongiorno a tutti, tutte, tuttә»: è questa la formula con cui Giuliana Misserville ha aperto il panel Una fantascienza leggendaria, tenuto domenica 11 giugno scorso a Genova, presso il Centro Civico Buranello, nell’ambito della convention Fantaxìa (in base alla fonetica genovese, la ‘x’ corrisponde alla ‘j’ francese di jour), due giorni dedicati a gioco, memoria, futuro, per iniziativa del Circolo Arci La Dimora APS in collaborazione con istituzioni e biblioteche cittadine.

Misserville, coadiuvata da Angelica De Palo, Martina Del Romano e da me, ha presentato il numero 159 (aprile-maggio 2023) della storica, prestigiosa rivista Leggendaria, numero che ha per tema Dal margine. Fantascienza e nuovi immaginari e che si propone di rispondere ad alcune domande fondanti: «può/sa un genere letterario a lungo considerato marginale aiutarci a pensare il presente e il suo diffuso disagio? Può/sa l’immaginazione del futuro contribuire a indicarci una strada fuori dalle secche – pratiche e simboliche – della “multicrisi” in cui siamo immerse/i?».

Per chi scrive la risposta non può essere che sì, ma lo è anche per le autrici – narratrici, saggiste, studiose – che hanno dato vita alle ventidue dense pagine che al tema sono dedicate, a partire da Giuliana Misserville stessa, alla quale se ne deve l’ideazione e la cura.

Fantaxìa, Genova, 11 giugno 2023, Una fantascienza leggendaria

Torniamo, però, a Genova: le parole di apertura sono di per sé un manifesto di inclusività della science fiction, in particolare di quella fantascienza orizzontale che allarga i propri spazi ad altre creatura e altre specie; che si propone di superare la dicotomia tra umanità e natura, nella consapevolezza che la prima è comunque parte della seconda; che travalica i confini del genere e si dimostra capace di accogliere e legittimare storie che provengono da soggettività altre. Anche la copertina scelta a illustrare lo speciale è programmatica: una tavola tratta da un volume dello scienziato e artista Ernst Haeckel, rielaborata dal sito http://www.dragonfly.eco, che mostra una lettrice appartata in una natura rigogliosa e fantasmagorica; né navicelle spaziali né mondi lontanissimi, né astronauti né alieni, dunque. È questa la nostra fantascienza, che in Leggendaria 159 è interrogata come genere «da sempre collocato nel margine, seppur poroso, della scena letteraria» che si sposta ora «verso un “centro” in rapida fase di ridefinizione», tanto che Angelica De Palo, nel proprio intervento genovese, ha rovesciato il luogo comune che vuole la science fiction sottogenere del mainstream: è il contrario, in realtà, poiché il mainstream è un sottogenere dell’ultragenere fantascienza, e lo dimostrano Italo Calvino e Virginia Woolf, tanto per ricordare due soli nomi.

Otto le autrici di contributi Dal margine: oltre naturalmente a Giuliana Misserville, vi sono Nicoletta Vallorani (saggista, narratrice, accademica, prima donna a vincere il Premio Urania nel 1992), Martina Del Romano (traduttrice principalmente dall’inglese, a lei si deve la traduzione italiana dei racconti contenuti nell’antologia Il mio genere è top secret), Romina Braggion (fantascientista emergente e anima del blog Il Diario di ErreBi), Giulia Abbate (che si occupa di science fiction come autrice, studiosa, editor), Antonia Caruso (attivista trans/femminista, scrittrice, editorialista), Angelica De Palo (appassionata studiosa e saggista), io stessa (che sono giunta a questi mondi di infinite meraviglie grazie a Vitamine vaganti, incoraggiata da Maria Pia Ercolini e Danila Baldo), Nadia Tarantini (giornalista e scrittrice, nonché redattrice di Leggendaria); a queste si uniscono Oriana Palusci (docente universitaria e pioniera degli studi di fantascienza femminile e femminista in Italia, intervistata da Giuliana Misserville) e Tlotlo Tsamaase (autrice motswana di narrativa dell’immaginario intervistata da Giulia Lenti).

Leggendaria 159, pp. 12-13

Per ovvie ragioni, al Centro Civico Buranello sono intervenute soltanto Misserville, De Palo e Del Romano, oltre a me, ciascuna portando elementi della riflessione declinata più estesamente e organicamente nel proprio contributo. Per mia parte (come in Matrilineare dell’immaginario), ho sottolineato le ragioni del leggere la fantascienza delle donne, in particolare delle sisters of revolution che ci hanno precedute, in continuità tra passato (soglia del presente) e futuro, affinché sia trasmesso alle giovani che ci seguiranno il senso del percorso compiuto. Angelica De Palo (autrice del denso articolo Le ambigue utopie della s/f lesbica) ha evidenziato come in Italia vi sia un problema legato alla science fiction (considerata, appunto, sottogenere marginale) e uno ancora più specifico correlato alla science fiction femminista e lesbica, come testimonia la ricchezza di testi anglosassoni a riguardo a fronte della scarsità di analoghi italiani; l’atteggiamento di censura nei confronti del lesbismo è confermato dal fatto che nelle utopie femminili degli anni Settanta è completamente rimossa la sessualità, ovvero un elemento umano (e non solo) fondativo. Martina Del Romano (presente nello speciale con il testo Tradurre dai margini) ha dapprima ripercorso la storia linguistica della parola ‘queer’, utilizzata in modo quasi alternativo rispetto alla sigla ‘LGBTQ+’, valutando poi positivamente l’apertura a queste tematiche, che evidentemente muove da una valutazione di mercato ma indubbiamente risponde a un bisogno; di particolare interesse la riflessione linguistica determinata dall’assenza in italiano (a differenza che in inglese) di pronomi riferibili a identità non binarie, il che costringe ad allargare le maglie della nostra lingua.

Fantaxìa, Genova, 11 giugno 2023. Presentazione di Leggendaria 159, da sinistra: Martina Del Romano, Laura Coci e Angelica De Palo, Giuliana Misserville. Foto di Roberto Del Piano

Per una sintesi degli altri contributi presenti nella rivista, rinvio al bell’editoriale di Giuliana Misserville, nonché ai contributi stessi nella loro integralità: Nicoletta Vallorani (in Territori comanche: la fantascienza e il sociale) testimonia come la fantascienza abbia un proprio status letterario e sappia dar voce a soggettività altre, tradizionalmente marginalizzate; Oriana Palusci (nell’intervista Le libertà della fantascienza) sottolinea l’importanza di mettere in dialogo autori e autrici, dando a queste lo spazio che meritano; Tlotlo Tsamaase (nell’intervista L’orrore come lente) racconta le proprie protagoniste tese a decostruire l’identità femminile e in lotta con il patriarcato; Romina Braggion (in Eppure ci ingannò) riflette sulla fantascienza femminista a partire da un recente volume miscellaneo in argomento; Giulia Abbate (in Macerie) affronta la coppia antitetica distopia/utopia, considerando come la prima sia purtroppo divenuta non solo appetibile a livello di mercato, ma funzionale allo stato delle cose; Antonia Caruso (in Il meglio deve ancora venire) ragiona sulle origini della fantascienza queer e sui suoi possibili sviluppi; Nadia Tarantini (in Autrici sul bordo del millennio) compie una rapida carrellata su alcune delle fantascientiste italiane contemporanee più significative, ovvero Franci Conforti, Romina Braggion, Elena Di Fazio, Giulia Abbate, Francesca Cavallero.

Le donne, dunque, possono assumere in questo panorama un ruolo importante, purché continuino a dialogare tra loro e a operare in sinergia, come già accaduto a Bologna, in occasione della convention Flush, nel settembre 2022, e come anche in altri eventi milanesi, per giungere a Genova, all’incontro promosso da Fantaxìa, pochi giorni or sono.

Leggendaria 159, pp. 22-23

«Come già sosteneva Valerio Evangelisti – così Giuliana Misserville nel suo editoriale Fuori dalle riserve, per nuovi immaginari – solo la fantascienza sembra ancora, oggi come allora, in grado di farsi carico della responsabilità di raccontare il passaggio epocale che stiamo vivendo, affondando le sue trame nelle ambiguità in cui ci dibattiamo», immaginando futuri che offrano strumenti per comprendere il presente.

Con l’auspicio che altri, altre, altrә, possano dire (come Jake nel leggendario Blues Brothers) «Ho visto la luce!», proprio come è accaduto a me, dopo aver letto il racconto Houston Houston Do You Reed Me? di Alice Sheldon, che mi ha folgorato sulla via della fantascienza, genere femminile.

In copertina: Fantaxìa, Genova, 11 giugno 2023. Presentazione di Leggendaria 159, da sinistra: Martina Del Romano, Laura Coci, Angelica De Palo, Giuliana Misserville. Foto di Roberto Del Piano.

Giuliana Misserville
Leggendaria. Libri Letture Linguaggi, 159
Iacobellieditore, Roma, (aprile-maggio 2023)
pp. 72
www.leggendaria.it

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Articolo di Laura Coci

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Fino a metà della vita è stata filologa e studiosa del romanzo del Seicento veneziano. Negli anni della lunga guerra balcanica, ha promosso azioni di sostegno alla società civile e di accoglienza di rifugiati e minori. Dopo aver insegnato letteratura italiana e storia nei licei, è ora presidente dell’Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea.

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