Il seitan è un alimento a base di proteine del grano, che vede le sue origini in Asia: la sua storia è antica e radicata nella cultura culinaria di diversi paesi orientali, in particolare Cina, Giappone e Corea.
È ormai noto in Cina da oltre 1500 anni: veniva utilizzato principalmente dai monaci buddisti come sostituto della carne. I monaci seguivano una dieta vegetariana per motivi religiosi e, come parte dei suoi principi di non violenza e compassione verso tutti gli esseri viventi, svilupparono il seitan come una fonte di proteine alternativa. Si pensa che sia stato scoperto casualmente durante la preparazione della farina di grano: lavando la farina con acqua notarono che l’amido si dissolveva, lasciando una massa elastica di glutine, che cucinarono e utilizzarono come portata principale. La sua preparazione fu perfezionata: fu introdotta la tecnica di lavaggio della farina, in modo da rimuovere l’amido e lasciando solo il glutine proteico; quest’ultimo veniva poi cucinato in brodo o salsa di soia per aggiungere sapore e migliorarne la consistenza. In origine, bisogna specificare, prendeva un nome diverso da quello attuale: era conosciuto come mianjin (面筋), che significa “tendini di grano”, e questo nome descrive bene la consistenza elastica e carnosa del prodotto finito. Il termine seitan, invece, fu coniato negli anni ’60 dal macrobiotico giapponese George Ohsawa: il termine deriva dalle parole giapponesi “sei” (che significa “fatto di”) e “tan” (che significa “proteine”) e, da allora, il seitan è stato introdotto in Occidente come una fonte di proteine vegetali.
Questo alimento, infatti, è molto apprezzato per le sue qualità nutrizionali grazie alla sua alta concentrazione proteica (per circa il 75-80% sul totale, una porzione da 100 grammi può contenerne fino a 25) e al basso contenuto di grassi e carboidrati, poiché il processo di lavaggio del glutine elimina gran parte dell’amido presente nel grano.
Le ricette che ne fanno uso sono diverse, dalle zuppe alla tagliata alla piastra, ma oggi vedremo una sua versione molto vicina ai gusti dei nostri palati: il seitan alla cacciatora!
Ingredienti
300 g di seitan (fresco o precotto)
1 cipolla media
2 spicchi d’aglio
2 carote medie
1 peperone rosso
400 g di pomodori pelati (una lattina)
100 ml di vino rosso
2 rametti di rosmarino
2 foglie di alloro
1 rametto di timo
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale e pepe q.b.
1 cucchiaio di capperi (opzionale)
Olive nere q.b. (opzionale)
Preparazione
Tagliamo il seitan a cubetti e tritiamo finemente la cipolla e l’aglio, poi laviamo e tagliamo le carote e i peperoni. In una padella grande, scaldiamo 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva a fuoco medio-alto, aggiungiamo il seitan e rosoliamolo fino a doratura per circa 5 minuti. Rimosso poi il seitan dalla padella, mettiamolo da parte.
Nella stessa padella, aggiungiamo l’olio rimanente e abbassiamo il fuoco a medio; mettiamo la cipolla e l’aglio e soffriggiamo fino a quando diventano morbidi e traslucidi e procediamo con le carote e il peperone, cuocendo per altri 5 minuti e mescolando di tanto in tanto.
Versiamo il vino rosso nella padella e lasciamo evaporare l’alcol per circa 2 minuti. Incorporiamo i pomodori pelati, schiacciandoli leggermente con un cucchiaio di legno, speziamo con rosmarino, alloro e timo e aggiustiamo di sale e pepe.
Riportiamo il seitan nella padella con il sugo: copriamo la padella e lasciamo cuocere a fuoco lento per 20-25 minuti, mescolando di tanto in tanto e se il sugo si addensa troppo aggiungiamo un po’ d’acqua.
Se sono di nostro gradimento, possiamo rendere il piatto più sfizioso aggiungendo i capperi e le olive nere negli ultimi 5 minuti di cottura.
A fuoco spento e prima di servire, togliamo il rosmarino, l’alloro e il timo e serviamo da solo, o accompagnato da una fonte di carboidrati.
Questa ricetta rende il seitan gustoso e aromatico, perfetto per un pasto nutriente e saporito! Buon appetito!
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Articolo di Nicole Maria Rana

Nata in Puglia nel 2001, studente alla facoltà di Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte e cinema, le piace scoprire nuovi territori e viaggiare, fotografando ciò che la circonda. Crede sia importante far sentire la propria voce e lottare per ciò che si ha a cuore.
